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Name: Civiltà Frantumata
Author: ThatGuyRichard
Rating: 32/32
Created at: Sat Aug 15 2020
Elemento #: SCP-080-IT
Classe dell'Oggetto: Neutralizzato
Procedure Speciali di Contenimento
L'entrata della grotta attraverso cui è possibile accedere a SCP-080-IT-1 deve essere recintata e monitorata tramite videosorveglianza. In caso di accesso non autorizzato, una squadra della SPeV-I dovrà intervenire e catturare i trasgressori. A seguito di un interrogatorio dovrà essere somministrata loro una dose adeguata di amnestici. L'interno di SCP-080-IT-1 deve essere similmente monitorato a distanza e una squadra della SPeV-I deve eseguire un giro di pattuglia di SCP-080-IT-1 e della rete sotterranea circostante una volta al mese. Durante i periodi di studio, il team di scienziati assegnato risiederà nella struttura allestita appositamente all'interno di SCP-080-IT-1 assieme ad una squadra della SPeV-I incaricata di proteggere il personale di ricerca.
I resti di alcune istanze di SCP-080-IT sono stati trasportati al Sito Plutone e sono tuttora oggetto di studio.
Descrizione
SCP-080-IT è la classificazione collettiva data ad una specie di esseri viventi di natura cristallina presumibilmente estinta1. Nessuna istanza di SCP-080-IT è mai stata ritrovata in vita.
Le istanze sono costituite di un materiale cristallino precedentemente sconosciuto e di colore "verde primavera2". L'organizzazione originale della civiltà era quella di mente alveare e la specie aveva raggiunto un livello intellettivo elevato, come testimonia l'edificazione di SCP-080-IT-1. Fisicamente le istanze di SCP-080-IT sono costituite da:
Il personale scientifico della Fondazione non è ancora riuscito a comprendere come le istanze di SCP-080-IT potessero essere considerate viventi data la totale mancanza di organi interni o una qualsivoglia diversificazione dei tessuti; infatti non sono state rilevate variazioni nel materiale cristallino di cui le istanze sono composte, il quale risulta essere inerte. A causa della natura di mente alveare originaria della specie, che implica una condivisione completa di coscienza e conoscenze, non esistono scritti che contengano informazioni in proposito.
SCP-080-IT-1 è una città sotterranea in precedenza abitata da SCP-080-IT. La città è accessibile dalla superficie attraverso una grotta situata tra i monti dell'Appennino Ligure in provincia di Genova. Le strutture al suo interno hanno subito un deterioramento minimo nonostante i millenni di abbandono. Tutti gli edifici sono stati scavati nella roccia viva con strumenti primitivi. La loro analisi ha rivelato che le costruzioni più recenti risalgono a circa 6000 anni fa. Molte delle pareti delle suddette strutture e parte della grotta stessa sono coperte di scritte che sono state identificate in seguito come conversazioni di vario genere.
Dal numero degli edifici e dei resti di SCP-080-IT ritrovati si ipotizza che la specie fosse composta di un numero compreso tra i 700 e gli 800 individui3. Al centro di SCP-080-IT-1 è situato un enorme cristallo costituito dallo stesso materiale delle istanze di SCP-080-IT e che, secondo le fonti recuperate (vedasi Addendum 2), era il nucleo centrale della specie durante la fase "alveare". Si suppone che questo fungesse da sede della coscienza condivisa della specie e che da esso si generassero tramite un processo sconosciuto i nuovi corpi.
Addendum 1 - Ritrovamento
L'entrata della grotta fu scoperta accidentalmente nel 1976 da due membri del C.A.I.4 che si trovavano nella zona per indentificare il percorso migliore per un nuovo sentiero escursionistico. Hanno in seguito segnalato la scoperta a un gruppo speleologico locale che prepararò immediatamente una spedizione per esplorarla. Dopo 4 giorni all'interno della grotta, trovarono l'enorme sala in cui era stata edificata SCP-080-IT-1. La notizia iniziò subito a diffondersi nell'ambiente speleologico e attirò presto l'attenzione della Fondazione. Degli agenti della SSM-VIII "Subterranea Materia" presero quindi controllo del sito e a tutti i testimoni furono somministrati amnestici. La mappatura della caverna principale durò fino al 1998 e quella delle gallerie annesse fino al 2013.
Addendum 2 - Resoconto Storico Recuperato
Viene allegato il contenuto di un diario scritto su tavolette di pietra da un'istanza di SCP-080-IT nel periodo in cui la specie si è estinta. L'istanza non si dà un nome, ma fa riferimento alla specie stessa come Cutrul e a SCP-080-IT-1 come Goliban o La Città ed afferma di essere l'ultimo membro della specie ancora in vita al momento della scrittura. Il testo è stato tradotto dopo che il personale della Fondazione è riuscito a decifrare la lingua usata dalle istanze di SCP-080-IT in quella che viene definita come fase "individuale".
Questa lingua appare poco articolata e semplicistica, ciò sembrerebbe confermare che sia stata inventata in breve tempo per sopperire a necessità pratiche della specie. La traduzione di tale lingua è stata conclusa con successo nel 2019, anche grazie alle forti similarità con le lingue della famiglia tirrenica, quali l'Etrusco e il Retico. Il motivo di queste somiglianze rimane sconosciuto e si possono solo fare ipotesi al riguardo. Apparentemente era la norma scrivere sui muri della città per le conversazioni, mentre gli scritti di altra natura venivano incisi su tavolette di pietra. Si pensa questo avvenisse per ragioni di ordine e per permettere il trasporto dei suddetti scritti.
Sono morti.
Sono tutti morti.
E io sono solo.
Però non posso morire prima di aver finito questo resoconto.
Altrimenti nessuno saprà mai cosa è successo.
Non posso, non voglio permetterlo.
Che tu sia un essere come noi o altro, persino uno della superficie, per favore leggi quanto ho scritto.
Eravamo una sola mente. Molti corpi, questo è vero, ma eravamo un tutt'uno. Generati dalla Grande Madre, il nostro fulcro, il nostro centro, quella che oggi potete trovare al centro di Goliban, la nostra amata città. Oramai è solo un pezzo di pietra senza funzione né coscienza, ma ci ricordava chi eravamo, non ci sembrava giusto liberarcene.
Centinaia di anni per erigere la nostra casa, e io ricordo tutto.
Ognuno di noi ricordava tutto.
Il lavoro che ci ha reso fieri di essere chi eravamo ora non è che un ricordo. Gli edifici sono silenziosi, niente si muove al loro interno.
Per le strade le carcasse dei miei compagni, le altre parti di me stesso. I Cutrul.
Per decadi lavorammo come una sola entità, era bellissimo. Costruimmo cunicoli, allargammo la caverna centrale e La Città cresceva. Sempre più maestosa.
Non c'erano dispute, avevamo un'unica mente, non c'era dubbio, non c'era imperferzione.
Poi un giorno scoprimmo la superficie. Era incredibile, qualcosa di mai visto, specie viventi diversissime da noi, che mai avevamo incontrato qualcosa di diverso da un insetto trovato nelle gallerie superiori.
La scopertà riempì la nostra mente di stupore e curiosità. Non ci eravamo mai sentiti così.
Tuttavia ciò non era destinato a durare.
Esplorare la superficie era emozionante, molti corpi furono spediti a esplorare questa nuova, strana caverna.
Immensa, bellissima e luminosa.
Le creature che la abitavano erano strane e diverse tra di loro. Nessuna somigliava a noi.
Non credevamo che ci fosse vita intelligente, ma ci sbagliavamo.
Avevano due arti inferiori e due superiori. Erano dall'aspetto simile a molti altri esseri della superficie, ma camminavano e si comportavano in modo diverso.
Pareva che potessero effettivamente comunicare con i suoni. Era incredibile, per la nostra mente la percezione delle vibrazioni nell'aria era sempre stata un senso secondario, inutile.
Volevamo entrare in contatto, ma come?
Eravamo troppo diversi. Noi osservavamo loro e loro osservavano noi.
Tuttavia le intenzioni delle nostre specie non potevano essere più diverse.
Un giorno uno dei gruppi di corpi in superficie venne attaccato da quegli esseri. Possedevano utensili di pietra. Quando colpirono il primo di noi, migliaia di crepe si formarono sulla sua superficie. Dopo qualche istante cadde a terra.
Dolore.
Mai prima avevamo provato una cosa simile. La perdita di un pezzo di noi.
La battaglia continuò. Le nostre mani trafiggevano facilmente le membra degli esseri della superficie ed eravamo più coordinati, ma loro erano molti. Perdemmo cinque corpi. Calate le tenebre mandammo un gruppo a recuperarli, per riportarli a casa.
Non sapevamo cosa fare. Eravamo sconvolti dal dolore e dall'odio. Ragionare era diventato difficile con la nostra mente collettiva dilaniata da queste sensazioni.
Queste emozioni così potenti stavano destabilizzando la nostra mente. Sarebbe impazzita, portando la distruzione della specie.
Dovevamo agire. Dovevamo adattarci.
Fu allora che si fece strada l'idea.
Ci vollero giorni per scegliere.
La città era ferma. Tutte le sue forze concentrate sul ragionamento.
Alla fine la decisione venne presa.
Ci saremmo divisi. La nostra mente si sarebbe smembrata e ogni corpo sarebbe diventato un individuo.
In questo modo la sofferenza del singolo non avrebbe destabilizzato la comunità. In questo modo, la specie sopravviveva anche se alcuni suoi membri perivano.
I preparativi durarono settimane. Si dovettero creare delle norme di comportamento e una lingua scritta, non avremmo più condiviso una singola mente e dovevamo poter comunicare tra di noi.
Quando finalmente giunse il momento, fu strano.
Non mi sembrava che fosse cambiato nulla, ma mi sentivo vuoto.
Poi ho capito che non ricevevo più informazioni da centinaia di corpi.
Solo dal mio.
Mi sentivo solo.
Corsi fuori dall'edificio in cui mi trovavo, e incontrai un altro corpo.
Così mi avvicinai al muro di un edificio vicino e iniziai a scrivere. Lui fece lo stesso.
"Ciao"
"Ciao"
"Come ti senti?"
"Strano. Vuoto. E tu?"
"Anche io, ma se devo essere sincero la trovo anche un'esperienza interessante."
Ecco. La prima differenza tra i nostri pensieri.
Lo trovai inquietante. Però in fondo aveva ragione.
"Cosa dovremmo fare?"
"Sinceramente non lo so."
"Si era deciso di raggiungere la Grande Madre, giusto?"
"Si, mi pare di sì. Andiamo."
Così ci muovemmo in direzione del centro della città. Incontrammo moltissimi altri corpi. Agitati. Spaventati.
Quello che trovammo, fu terribile. La Grande Madre, che ha dato vita a tutti noi e che era da sempre il fulcro della nostra esistenza condivisa, era morta. A vederlo, l'enorme cristallo era sempre uguale. Ma era morta. Non c'era più nulla lì dentro.
Tuttavia non potevamo lasciarci prendere dalla disperazione. Si iniziarono a distribuire le mansioni ai vari corpi, o ai vari Cutrul dovrei dire a questo punto.
Mentre aspettavo il mio turno mi misi a pensare.
In ognuno degli esseri davanti a me c'era un individuo. Singolo, con pensieri tutti suoi. Forse simili ai miei, forse no.
Era difficile da credere, però era così.
Ammetto che inizialmente le cose andarono bene. Tutto pareva in ordine, si continuava a lavorare, a costruire, a scavare.
Si continuava a vivere.
Presto però, i problemi di questa nuova realtà iniziarono a palesarsi.
Incidenti, incomprensioni, disguidi, discussioni. Era tutto nuovo per la nostra specie e non sapevamo come affrontare nel modo corretto queste situazioni.
Il punto di svolta fu il ritrovamento dei resti di un Cutrul circa quattro mesi dopo la separazione. Era stato ucciso.
Fu un avvenimento senza precedenti. Era stato fino ad ora inconcepibile che un Cutrul potesse volerne uccidere un altro.
Il colpevole non si trovò mai, ma a essere sinceri non si provò mai nemmeno a cercarlo con cura. Non sapevamo come punirlo, non avevamo mai dovuto occuparci di un problema simile.
Tuttavia, dubito che non sarebbe successo comunque prima o poi. Che sia stato proprio questo il primo evento simile, fu un caso.
Fu un caso che questo sia stato il primo gradino verso l'estinzione.
La popolazione di Goliban perse fiducia nelle sue regole.
Perse fiducia in se stessa.
In breve il disordine iniziò a dilagare nella Città.
Una fetta della società cercò di istituire un consiglio che potesse governare e mantenere l'ordine. Si fecero molte proposte, ma mai si trovarono tutti d'accordo.
Moltissimi si ribellarono apertamente a questo tentativo e gli scontri per le vie della città diventarono una triste quotidianità.
Oramai i combattimenti erano sfociati in una vera e propria lotta continua tra due fazioni. Chi supportava l'idea del consiglio e chi no.
Non importa per quale lato combattei. Importa che quando frantumai l'ultimo avversario nella piazza centrale mi ritrovai circondato dai resti dei miei compagni.
Dei miei fratelli.
Cercai invano per tutta la Città, non c'era nessuno.
Sono rimasto solo.
La disperazione che provai a quella realizzazione mi fa soffrire a distanza di giorni.
Per ore e ore rimasi rintanato in quella che era diventata la mia dimora senza la forza di fare nulla.
La solitudine era qualcosa che comprendevo a malapena in precedenza.
E ora mi sta consumando.
Ieri ho deciso di scrivere questo diario.
Non solo per dare un monito a chiunque lo legga, ma per ricordare che siamo esistiti.
Per non essere dimenticato.
La mia vita è tutto ciò che mi resta.
La mia vita è sofferenza.
Non mi resta che privarmene.
È una scelta difficile, lo so. Ma non so se posso vivere così, per questo ho intenzione di buttarmi nel pozzo a nord della Città e frantumarmi in migliaia di frammenti sul suo fondo.
Spero tu abbia imparato qualcosa. Non sempre si può fuggire dalla propria sofferenza, ma io non so fare altrimenti.
Addio.
NUOVO MESSAGGIO
Da: ti.pcs|illessaT.ociredeF#ti.pcs|illessaT.ociredeF
A: ti.pcs|izzagoR.oilimE#ti.pcs|izzagoR.oilimE
Oggetto: Rapporto su SCP-080-IT
Buongiorno.
Le scrivo per riferirle alcune importanti novità riguardo a SCP-080-IT.
Inizio dicendole che non sono state trovate prove dell'esistenza di altre città simili a Goliban. So che lei crede che altre comunità analoghe a quella scoperta in Liguria possano esistere e sa anche che sono completamente d'accordo con lei al riguardo. Tuttavia non sono emersi nuovi elementi in proposito.
Il motivo per cui le scrivo è infatti un altro, ma altrettanto importante. Una settimana fa, in data 18/06/2020 abbiamo finalmente spedito una squadra di speleologi all'interno del pozzo a nord della città, quello che viene menzionato nel diario. La squadra, sul fondo, ha ritrovato un arto superiore di un esemplare di SCP-080-IT e svariati frammenti, ma non c'è abbastanza materiale per poter affermare che quelli siano i resti di un intero corpo. Ciò implica che l'autore del diario potrebbe essere sopravvissuto e, data la mancanza di un qualsiasi riferimento a un processo di invecchiamento in qualunque scritto ritrovato, sono propenso a pensare che possa essere ancora in vita.
Spero comprenda le implicazioni di questo ritrovamento. Potremmo anche aver appena scoperto come mai la lingua Cutrul è così simile all'Etrusco e alle altre lingue tirreniche. L'autore stesso ha influenzato il loro sviluppo col passare dei secoli! Deve essere riuscito a entrare in contatto ed integrarsi con le società umane della zona. Ciò sarebbe rivoluzionario a livello storico!
La mia squadra sta esplorando le zone circostanti in cerca di ulteriori resti, ma ho preferito informarla appena possibile di questa scoperta.
Cordiali Saluti.
-Dr. Federico Tasselli, Capo Ricercatore assegnato allo studio di SCP-080-IT