SCP-250-IT : Diavolo in Scatola

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Un'istanza di SCP-250-IT appena sequestrata.

Name: Diavolo in Scatola
Author: just cave
Rating: 19/19
Created at: Wed Mar 05 2025

Articolo secondo classificato al 200con.
Tempo di lettura: 40 minuti ca.

Tengo moltissimo a ringraziare tutta la giuria del concorso per essere arrivato a questo punto con il mio terzo articolo in assoluto.
Un grazie anche a tutti coloro che mi hanno lasciato una recensione sul forum!

Un ultimo ringraziamento, più speciale degli altri, va agli amici. I miei, i vostri, gli amici dei vostri amici. Senza di loro, non saremmo mai ciò che siamo ora.
Non dimenticatevi mai di loro.

Procedure Speciali di Contenimento: Le 45 istanze di SCP-250-IT attualmente in possesso della Fondazione sono contenute, ciascuna in una propria cassetta in argento, in un magazzino di stoccaggio specializzato nel settore di contenimento █ del piano -4 del Sito Deus. Ogni nuova istanza acquisita deve essere riposta allo stesso modo al suo interno.

Per minimizzare la possibilità che avvengano imprevisti o malfunzionamenti nelle istanze, le pareti e la porta del magazzino sono state rivestite con uno strato di piombo spesso 2 mm e 53 crocifissi di varie forme e dimensioni sono stati affissi su di esse o piantati nel pavimento. Inoltre una serie di glifi teurgici di terza e quarta classe è stata applicata su tutte le superfici della stanza. Tale schermatura è stata ideata per generare un campo nullificante di effetti pari a -0.012 Nortia/s ed emettere, comprese le cassette in argento, radiazioni pari a 120 centiAkiva/s.

Il magazzino è sorvegliato tramite un circuito di telecamere e un allarme automatico dotato di sensori di movimento e radiazioni Akiva.

Nel caso in cui un'istanza di SCP-250-IT si aprisse inavvertitamente, la SSM-XIII deve essere inviata nel magazzino il prima possibile per sopprimere l'entità fuoriuscita prima ancora che si liberi del tutto.

Per minimizzare la possibilità che si verifichino attacchi, è stata diffusa all'interno delle forze dell'ordine la notizia dell'esistenza di "bombe di latta". Nel momento in cui ricevono rapporti che menzionino la cosa, gli agenti SIR infiltrati nelle caserme devono immediatamente procedere al passaggio delle operazioni di disinnesco sotto il controllo della Fondazione.
Ogni qual volta si registri un attentato che coinvolga un'istanza di SCP-250-IT, gli sforzi della Fondazione sono da concentrarsi sulla neutralizzazione dell'entità liberata, coordinandosi con la Confraternita dei Cavalieri di San Giorgio per assicurarsi la riuscita delle operazioni e per coprire il territorio nel caso in cui si verifichino episodi multipli contemporaneamente.

Tali eventi sono da mascherare al pubblico tramite massicce opere di disinformazione e amnestizzazione di massa dei civili coinvolti. Inoltre, qualsiasi voce pubblica riguardante attentati di matrice satanica e avvistamenti di entità demoniache deve essere messa a tacere con rapidità.

Sono in atto sforzi congiunti tra la Fondazione e la CCSG per rintracciare e smantellare ogni nuovo centro di produzione di SCP-250-IT su suolo italiano. I membri del Gruppo di Interesse noto come "Società della Stella Nera" devono essere rintracciati e arrestati1.

Descrizione: Il nominativo 'SCP-250-IT' si riferisce a costrutti meccanici di forma e dimensioni simili a quelle di scatole di latta largamente utilizzate nella conservazione di cibi a lunga scadenza. Esse sono dotate di una chiave di carica a molla che si suppone sia collegata a un meccanismo più elaborato all'interno del corpo del dispositivo.

Il fatto che l'intera superficie delle scatole sia ricoperta da iscrizioni, formule, simboli e glifi esoterici e goetici di varie classi induce a pensare che il loro funzionamento si basi su di una complessa unione di demonica2 di base e meccanica avanzata.

Il meccanismo delle istanze di SCP-250-IT funziona girando in senso orario la chiave di carica a molla posta su un fianco dei dispositivi. Ogni giro completo della chiave corrisponde a un minuto di attesa prima della fine del conto alla rovescia.
Una volta azionato il meccanismo sarà percepibile un leggero ticchettio aritmico e sconnesso proveniente dall'istanza: al suo termine la scatola si aprirà, proiettando sulle superfici attorno all’artefatto3 i simboli presenti su di esso, generando istantaneamente una quantità di Energia Sacramentale-Faustiana pari a quella necessaria per attivare un rituale tartarico. Il suddetto è connesso ai suoi glifi e risulta, tra le altre cose, nella distruzione delle apparecchiature all'interno del contenitore.

Il diretto funzionamento degli ingranaggi all'interno è ignoto: come misura cautelare è stata vietata l'apertura dei congegni.
Una volta girata la chiave, l'arresto delle procedure di detonazione delle istanze di SCP-250-IT è impossibile e l'emissione immediata di ESF che avviene con essa non può essere invertita. È stato ipotizzato e successivamente dimostrato che un campo di radiazioni Akiva generate da oggetti e simboli religiosi è in grado, almeno in parte, di neutralizzare l'emissione di ESF dalla scatola.

Finora i rituali generati dalle istanze di SCP-250-IT hanno provocato esclusivamente fuoriuscite di entità tartaree dalle istanze stesse: l'entità, una volta fuori dalla scatola, è spesso apparsa come in stato confusionale e violento attaccando ogni essere umano nelle vicinanze, fisicamente o tramite metodi anomali.

Gli ordigni sono attualmente in produzione e sono utilizzati dal GdI-667 "Società della Stella Nera" per causare panico e tensione nella popolazione italiana. Poiché le strutture di produzione delle istanze di SCP-250-IT non sono ancora state rinvenute, gli sforzi della branca italiana sono attualmente concentrati sulla neutralizzazione delle entità evocate.

In data ██/██/20██, la Repubblica Italiana ha dichiarato lo stato di emergenza per cause di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica e ordinato la chiusura delle frontiere.
Il ritmo con cui si verificano attacchi che fanno uso di SCP-250-IT è di 2,2 al mese; il più recente, avvenuto il 24/09/20██, ha causato 16 morti e 6 feriti mentre il totale di vittime attribuibili ad attentati di questo genere ammonta a 192.

È importante notare come in media un dispositivo ogni 10 sia soggetto a malfunzionamenti di vario tipo: inceppamenti nel meccanismo interno, aperture inaspettate e instabilità sono tra gli errori più probabili e pericolosi riscontrati durante i test. Non è chiaro se ciò sia dovuto al fatto che gli ordigni non siano prodotti in serie (congettura ipotizzata viste le varie forme e dimensioni delle scatole e poi confermata in seguito alle indagini) o ad altri fattori.

Addendum 250-IT-a: Scoperta
La scoperta di SCP-250-IT è avvenuta il 12/03/20██, data del primo scoppio di un ordigno in un supermercato di un centro commerciale a ██████, Terni. Una donna, successivamente identificata come Francesca Martini, di anni 28 e residente a Terni, ha lasciato l'istanza su uno scaffale prima di dileguarsi e questa si è attivata dopo circa 6 minuti. Prima della neutralizzazione dell'entità tartarica fuoriuscita da parte della SSM-I "Sagitta Iovis", essa è riuscita a uccidere 6 civili e a ferirne altri 4. Le registrazioni, al termine dello scontro, sono state confiscate ed i testimoni trattati con amnestici di classe A.
Di seguito la registrazione dell'incidente.

Log incidente 250-theta
Data: 12/03/20██
Ufficiali presenti: Tenente Amedeo Velloro, Agenti Mario Giselli, Camilla Baldini, Leonardo Carrino, Squadra γ, SSM-I.
Descrizione: Evento SCP-250-IT. Si espone direttamente la sezione delle registrazioni dalla comparsa della squadra Gamma della SSM-I fino alla neutralizzazione dell'anomalia.

[INIZIO LOG]

Ten. Velloro: Squadra γ sul posto. Comando, mi ricevete?

Comando: Ricevuto, tenente. La SIR-I ha già provveduto all'evacuazione dei civili, potete entrare. Ricordo che la missione consiste nel neutralizzare l'entità.

Ten. Velloro: Sentito? Andiamo dentro, signori.

La SSM-I si inoltra all'interno del supermercato, teatro di una fuga disordinata generale. Si notano quattro corpi a terra e una figura umanoide, di altezza circa tre metri, di pelle arancione, con tre arti superiori e un cranio ossuto e calvo, si aggira tra gli scaffali gridando e colpendo gli scaffali.

Ten. Velloro: (Sottovoce) Pare che non si sia accorto di noi… Contatto con l'anomalia. Giselli, il fucile a cristalli termici?

Agt. Giselli: Inizio la fase di riscaldamento.

Ten. Velloro: Bene. Comando, confermate l'inefficacia di armi convenzionali?

Comando: Affermativo, tenente. I proiettili in piombo non lo scalfiscono. È un'anomalia tartarea.

Agt. Baldini: Ma non poteva pensarci la Tredici? Questa è roba loro.

Ten. Velloro: Baldini, eravamo più vicini noi. Le discussioni a fine operazione.

Agt. Baldini: Sissignore.

Ten. Velloro: Bene. Baldini, Carrino, fate fuoco sull'entità e state in movimento. Appena esce dalla corsia, attiratelo in campo aperto. Giselli, io ti copro. Appena hai visuale, fai fuoco. Mira alla nuca.

Agt. Carrino: 'Signore.

Agt. Baldini: Sissignore.

Agt. Giselli: Ricevuto.

Carrino e Baldini fanno fuoco verso l'entità. Questa risulta confusa, e rimane ferma sul posto. Un fascio di luce bianca la colpisce sulla nuca, ma dopo qualche minuto di azione l'entità non sembra ancora aver subito danni.

Ten. Velloro: Comando, non sta funzionando. Ordini?

Comando: (Il capitano Severini della SSM-XIII, da poco entrato in sala comando, prende la parola al microfono) Maledetti, ma cosa vi insegnano all'addestramento della Uno?! Pensate davvero che qualcosa che viene dall'inferno possa soffrire il caldo di un'arma termica? Tenetelo occupato, qui pensiamo a una soluzione.

Agt. Baldini: Tenente, so che ha preparato lei il verbale per gli armamenti necessari, ma serviva proprio la Tredici.

Ten. Velloro: Agente Baldini, non un'altra parola! Comando, potete inviare un airdrop con dispositivi taumaturgici?

Comando: Tenente, non si preoccupi. Il massimo che riceverà sarà un'innocua strigliata finché il demone non esce dal locale. La SSM-XIII è già in arrivo via elicottero, passerete a loro il testimone.

Agt. Carrino: Ecco, tenente, non mi faccia rivedere la Wolfenstein4. Devo evitarmi la lavata di capo per come l'ho trattata l'altro giorno!

Agt. Giselli: Gah ah ah! Tu va' a cercare un'altra uscita per l'esfiltrazione, allora!

All'arrivo della SSM-XIII la Squadra γ si posiziona alle uscite per fornire supporto. Il tenente Mattei, grazie alla manovra a tenaglia eseguita dagli altri agenti, si trova faccia a faccia con l'entità la quale, resasi conto di essere circondata, rimane ferma a fissarlo negli occhi. Passano pochi secondi in totale silenzio.
Mattei estrae all'improvviso i suoi revolver e spara due pallottole in argento sull'entità, che cade a terra ferita al petto. In pochi istanti la creatura si decompone in cenere.

Ten. Mattei: Mattei a Comando, obiettivo neutralizzato.

[DATI OMESSI PER BREVITÀ]

La SSM-XIII è nel pieno della raccolta dati all'interno del locale in cui è avvenuto l'incidente.

Agt. Delverde: (rivolgendosi all'agente Baldini) Camilla, non è che l'agente Carrino è ancora nei paraggi, vero? Devo solo parlargli.

Agt. Baldini: Uhm, è già al furgone, stiamo andando via.

Agt. Delverde: Già, me l'aspettavo. Grazie lo stesso.

L'agente Delverde raggiunge la sua squadra per le indagini nell'edificio. Dopo pochi minuti di perlustrazione raggiunge un'area in cui sono stati iscritti glifi esoterici sul pavimento.

Agt. Delverde: Eccoci. Ragazzi, di qua! …Uh? Ma…

L'agente Delverde nota su uno scaffale, all'epicentro della distribuzione di glifi, la prima istanza ormai vuota di SCP-250-IT.

Dott.sa Cecchini: Eccomi, Laura. …Che cos'hai lì?

Agt. Delverde: (Perplessa) Sembra… Come se l'entità fosse uscita da questo barattolo.

[FINE LOG]

Addendum 250-IT-b: Intervista all'autrice dell'attentato.

Log Intervista del ██/██/20██

Intervistato: Francesca Martini
Intervistatore: Cap. Stefano Severini, SSM-XIII
Testimoni: Ten. Edoardo Mattei, SSM-XIII

Inizio registrazione

Cap. Severini: Bene. Buongiorno, signorina Martini. Come penso lei possa immaginare, ho delle domande piuttosto importanti da farle.

Martini: Come ho detto alle guardie, ho intenzione di raccontare tutto. Non è colpa mia, sono stata costretta!

Cap. Severini: Sarò diretto: da dove proviene l'artefatto che lei ha posizionato al supermercato di ██████ undici giorni fa?

Martini: L'ho fabbricato io… Cosa mi succederà ora?

Cap. Severini: Lei attualmente ha -o aveva, visto che non si presenta da più di una settimana- un lavoro come commessa, è laureata in lingue, vive da sola in un bilocale sprovvisto di manuali di meccanica e di qualsivoglia arti oscure e sappiamo per certo che se ne avesse tenuti non avrebbe avuto modo di disfarsene. Mi dica come ha fatto.

Martini: …Ho fatto un patto con un diavolo.

Cap. Severini: D'accordo. Quindi, a dire del suo vicinato, ogni giovedì sera alle 8.40 circa lei usciva di casa, saliva in macchina e guidava fino, immagino, al luogo in cui si consuma il patto, giusto?

Martini: Uhm, ecco, sì. Ma… Come mai questa cosa non la disturba? Guardi che non sono matta!

Cap. Severini: Si figuri, è il mio lavoro. Ora, cosa prevedeva il patto?

Martini: Lui mi avrebbe iniettato le conoscenze su come costruire quell'affare e lo avrei aiutato a liberarsi…

Cap. Severini: In cambio di cosa?

Martini: …Un aiuto con la vita. Lavoro, guadagni, una casa nuova. La mia famiglia è molto povera e sono rimasta solo io a poter guadagnare qualcosa… Vi sto dicendo tutto, mi accorcerete la pena, non è così?

Cap. Severini: È da vedere, ha comunque ucciso delle persone. Continui.

Martini: Ho ucciso… (pausa) …Dovevo solo portare la scatola di latta in un luogo pubblico e dare due giri di leva…

Cap. Severini: Quindi mi conferma che è stata l'unica ad aver interagito con l'ordigno?

Martini: Sì, sono sempre stata sola e non ho avuto visite. Nessuno può averlo visto o toccato… Lo tenevo nascosto.

Cap. Severini: (Sbuffando) …E questo è falso, non è vero?

Martini: Huh? Che vuol dire?

Cap. Severini: Nessuno ha toccato la scatola dopo che lei l'ha lasciata sullo scaffale, eppure… Certe impronte digitali non sono le sue.

Martini: Ma come? Ricontrollate, per favore!

Cap. Severini: Signorina, sia seria e poche idiozie.

L'intervistata resta in silenzio.

Cap. Severini: Chi la ha aiutata?

Martini: È… Mio fratello…

Cap. Severini: Falso anche questo. Mi ascolti bene, io non sono qui seduto per farmi prendere in giro. La "bomba" che lei ha fatto saltare ha causato vittime e se ce ne sono altre e lei non vuole dirmelo gliela farò pagare molto, molto cara.
Non pensi che non abbiamo confrontato le impronte dei suoi conoscenti. Non c'è traccia di Energia Sacramentale Faustiana residua su di lei, né nei luoghi che ha frequentato negli ultimi tempi. Se non capisce, significa che non può aver fatto alcun patto con un'entità tartarea. Quindi, chi la ha aiutata?

L'intervistata non risponde.

Cap. Severini: Edoardo.

Ten. Mattei: Sì, signore.

Il tenente Mattei esce dalla stanza per breve tempo. Al ritorno è accompagnato dall'agente Filipponi, il quale ha con sé il suo kit per interrogatorio avanzato.

Cap. Severini: Signorina Martini, l'agente Filipponi vuole sapere se lei tiene alle sue unghie.

L'intervistata non risponde. Dopo essere stata legata, la donna viene privata della prima unghia e libera un forte grido di dolore.

Martini: Ok! D'accordo! (Ansimando) Stia fermo, posso parlare!

Cap. Severini: (rivolgendosi al tenente Mattei) Visto, Edoardo? Questa è una cosa importante: basta la prima unghia a far parlare qualcuno. Se dopo averla strappata restano zitti, aspettati che vadano fino in fondo senza aprire bocca.

Il tenente Mattei, appoggiato a una parete, annuisce.

Cap. Severini: (Rivolgendosi all'intervistata) Prego, signorina.

Martini: Faccio parte di un gruppo religioso… È lì che vado il giovedì sera.

Cap. Severini: Uhm… (scrive sul proprio taccuino) Matrice della setta? Culto? Immagino qualcosa di simile al satanismo… Mi dica, c'entra con le teorie di Lavey?

Martini: La Società della Stella Nera adora… No, non adora, segue il re dell'inferno Lucifero, se vogliamo. Il suo scopo è quello di preparare il terreno per… Fondare un regno di demoni sulla terra.

Cap. Severini: D'accordo, quindi una setta…

Martini: No! Non è una setta! I rituali servono a comunicare con loro-

Cap. Severini: Proprio come fanno le sette.

Martini: No, no, non capisce! Noi vogliamo liberarli! I membri più esperti mi hanno dato l'apparecchio, li costruiamo allo scopo di liberarli.

Cap. Severini: Non mi sembra che abbiate avuto molto successo.

Martini: Questa è la prima fase. Quelle bombe non producono scoppi, sono silenziose e hanno un basso profilo. Eppure, fanno rumore in altri modi. Piccoli portali usa e getta che terrorizzeranno le città e porteranno sempre più tensione in tutto il paese fino a metterlo in ginocchio, cosicché i fratelli che spunteranno al momento giusto… Saranno inarrestabili. Così dicono.

Cap. Severini: Vostri fratelli? I demoni?

Martini: I diavoli sono fratelli degli uomini da ormai migliaia di anni. Gli abitanti del Cielo, i boriosi bastardi li hanno cacciati negli inferi per puro odio, perché gli facevano schifo, senza un vero motivo. Nostro scopo sarà quello di restituirgli la loro terra e di terminare finalmente le loro sofferenze. Di qualunque divisione governativa facciate parte, non preoccupatevi… Vi faranno archiviare il caso in men che non si dica. Ci sono uomini influenti e potenti fra le fila di quell'organizzazione…

Cap. Severini: Signorina, qui ci occupiamo di cultisti del genere su base settimanale. Su, mi dica, c'è un capo? Come si chiama?

Martini: Oh, non so se posso dirlo…

Cap. Severini: Se è pronta a collaborare con noi non deve preoccuparsi di nulla. Lo dica e basta.

L'intervistata rimane esitante per ancora qualche secondo. Poco dopo, l'agente Delverde irrompe nella stanza.

Cap. Severini: Cosa c'è adesso?

Agt. Delverde: Ne sono scoppiati altri due, pochi minuti fa. Ci sono morti.

Cap. Severini: (Alzando la voce) Allora, signorina, vuole rispondere alla mia domanda o preferisce lasciare che accada?!

Martini: Io… Uh… Il leader, Giovanni D'Amato, è- (L'intervistata si blocca improvvisamente per alcuni secondi.)

Con un morso si stacca di netto la lingua, per poi buttarsi a terra in preda a un attacco di convulsioni.

Cap. Severini: (si alza in piedi) Che succede? Chiamate i medici!

Il soggetto non sembra essere lucido. Dopo pochi secondi, muore per asfissia causata dal proprio sangue mentre un glifo esoterico compare sulla sua fronte.

Fine registrazione

Nota del Capitano Severini: È probabile che la signorina Martini fosse legata al suo culto da una maledizione. Per confermare l'ipotesi, abbiamo cercato di far ripetere la sua ultima frase a un paio di membri del personale di Classe D, ma non è stato riscontrato nessun agente memetico letale nelle sue parole.
La mia congettura è che l'agente memetico sia il nome del leader del gruppo, e che funzioni solo per i suoi membri.

Riguardo i due ordigni esplosi oggi, il contenimento è già in corso. Sto coordinando l'oscuramento dei fatti alla popolazione in questo momento e ho anche inviato una richiesta di supporto alla Confraternita dei Cavalieri di San Giorgio, ne avremo bisogno.

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