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Name: L'Impero Bizantino Era Segretamente Composto D'Alieni
Author: An Average Italian
Rating: 4/4
Created at: Sat Aug 05 2023
3/4066 LIVELLO 3/4066
RISERVATO
Elemento #: SCP-4066
Classe dell'Oggetto: Euclid
Procedure Speciali di Contenimento
Tutti gli scavi di siti archeologici nell'ex impero bizantino devono essere monitorati dalla Task Force di Ricerca Digamma-7 ("Cosmonauti Classici") per individuare istanze di SCP-4066-A e -B. Le istanze di SCP-4066-A devono essere documentate e poi danneggiate in maniere consistenti con la decomposizione, il vandalismo e l'iconoclastia1 e restituite; le istanze di SCP-4066-B devono essere confiscate e contenute in un deposito di conservazione d'oggetti anomali nel Sito-77. I civili che hanno avuto contatto con istanze di SCP-4066-A o -B devono essere trattati con amnestici di Classe-A.
Le proposte per lo studio o attività d'ingegneria inversa su istanze di SCP-4066-B devono essere inviate al capo contenimento di SCP-4066, il Dr. Kristin Maur, e richiedono l'approvazione della Direttrice del Sito Gillespie.
Descrizione
SCP-4066 è la designazione collettiva delle dinastie di imperatori bizantini che furono fondate, supportate, o composte da entità extraterrestri o extradimensionali. Tra l'ascensione di Costantino I come unico imperatore romano nel 312 e il sacco di Costantinopoli da parte dell'impero ottomano nel 1453, quasi ogni famiglia regnante nell'impero bizantino fu in qualche maniera associata ad attività extraterrestri; durante questo periodo, ci fu ben poca attività extraterrestre confermata da qualsiasi altra parte della Terra. Al giorno d'oggi, nessuna spiegazione per questa tendenza è stata trovata.
L'arte e la letteratura dell'impero bizantino che descrive o ritrae attività ed entità extraterrestri viene designata come SCP-4066-A; artefatti tecnologici extraterrestri di quel periodo vengono designati come SCP-4066-B.
Addendum: Imperatori e Dinastie con Influenze Extraterrestri
Questo addendum contiene piccole descrizioni e riassunti delle dinastie bizantine con affiliazioni extraterrestri/extradimensionali confermate, assieme a documenti supplementari e dati che servono a identificare la natura e gli scopi di queste affiliazioni. Queste dinastie vengono designate da SCP-4066-α a SCP-4066-π. Per dossier completi sulle singole dinastie, contattare il capo contenimento, al momento, il Dr. Kristin Maur.
Dinastia Costantiniana - SCP-4066-α (312-363)
L'imperatore Costantino fu il primo imperatore romano a convertirsi al Cristianesimo. Le fonti storiche tradizionali affermano che questa conversione fu il risultato di una visione che Costantino che ebbe prima della Battaglia di Ponte Milvio, nel 312, nella quale gli fu impartito l'ordine d'adottare il simbolo della Chi-Rho, un simbolo cristiano, per assicurare la vittoria del suo esercito. I giornali privati di Costantino, conservati nella libreria del Monastero della Grande Lavra sul Monte Athos, rivelano che ricevette visioni da parte della stessa entità durante tutto il suo regno; Costantino identifica questa entità come o il Sol Invictus, o il Dio cristiano, e dice che le visioni venissero sempre "dal Sole mattutino stesso". Queste visioni diedero a Costantino consigli in materie militari, politiche ed economiche, e lo incoraggiarono a supportare sia i culti pagani di Mitra e del Sol Invictus, sia la Chiesa Cristiana.
I successori dinastici di Costantino continuarono a ricevere queste visioni e per la maggior parte le seguirono, con l'eccezione di suo nipote, Giuliano l'Apostata, che rigettò le visioni, in quanto per lui erano "messaggi d'un falso dio" che stava "preparando [l'impero] a una battaglia che non è nostra". Giuliano credeva che queste visioni fossero state mal interpretate dai suoi predecessori, e che invece di sostenere il Cristianesimo, le visioni volevano che lui fondasse una nuova religione, che descrisse come "antitetica agli usi antichi di Roma e alle nuove leggi dei Cristiani". Giuliano s'oppose ai messaggi che aveva ricevuto in una serie di dialoghi filosofici, intitolata Contro Sè Stesso; una sezione del terzo dialogo è riprodotta di seguito.
Documento 4066-α-17: Contro Sè Stesso Capitolo 3, p. 4-6
362 circa. Copia in pergamena di sesta generazione, Venezia, Italia. Greco. Tradotto da Gavin van Hofwegen, 1937.
I personaggi del dialogo sono Giuliano stesso (Giu) e Fantasma (Fan), la rappresentazione delle sue visioni.
Fan: Ma Giuliano, il mondo è in pericolo; no, tutti i mondi sono in pericolo. Io e i miei fratelli c'indeboliamo ogni giorno, e mentre c'indeboliamo, i nostri nemici diventano più forti.
Giu: E chi, o Fantasma, sono questi nemici di cui parli? Sono i Persiani, che minacciano i confini orientali del mio impero? Sono i Goti o gli Alemanni o Franchi, qualcuno dei barbari che mio zio ha sottomesso?
Fan: No, Giuliano, non sono nessuno di questi.
Giu: Allora devono trovarsi all'interno dell'impero: i miei stessi sudditi ribelli, in Gallia o in Siria, o magari i miei cugini cristiani che bramano il mio trono?
Fan: Non si trovano all'interno del tuo impero, o in nessun'altro impero o regno o nazione mortale.
Giu: Ho in qualche modo fatto adirare gli dei? O torneranno i centauri dai boschi per dichiarare nuovamente guerra all'uomo? O magari i cristiani dicono il vero, e il loro dio tornerà con una schiera di spiriti e mi getterà nel Tartaro per la mia apostasia! Mi sono avvicinato alla verità, Fantasma?
Fan: Per niente, Giuliano. I nostri nemici non vengono nè dagli inferi, nè dal paradiso. Non vivono nel tuo mondo, o in nessun'altro mondo, o in nessuna stella, o nello spazio fra le stelle.
Giu: Allora chi, Fantasma, sono questi nemici, e dove si possono trovare, se non sono da nessuna parte nel creato?
Fan: I nostri nemici sono fuori dal creato; sono ignoti all'uomo e agli dei; odiano il mondo e tutta la vita al suo interno.
Giu: Allora come, o saggio Fantasma, dovrei combatterli? Dove posso far marciare le mie legioni, per combattere questi nemici del tutto?
Fan: Solo io e i miei fratelli possiamo combatterli. Tu devi supportarci nella nostra guerra eterna.
Giu: E come posso supportarvi?
Fan: Veneraci. Prestaci il tuo sangue per la nostra eterna sfida. Compi i sacrifici che necessitiamo per continuare la nostra battaglia.
Giu: Adesso vedo le tue motivazioni, Fantasma! Sei affamato, non è così? Desideroso di sacrifici? Brami la venerazione da parte dei mortali?
Il testo continua per altre sette pagine; termina con Giuliano che conclude che Fantasma sia una specie di spirito minore che si è legato alla famiglia imperiale, alla ricerca di venerazione e sacrifici. È in corso un'investigazione nelle similitudini tra la filosofia articolata dal personaggio di Fantasma e il mito ortothano della Chiesa del Secondo Hythoth.
Dinastia Valentiniana - SCP-4066-β (364-379)
La dinastia valentiniana era membra di una specie di umanoidi sapienti extraterrestri di origini sconosciute. Delle istanze di SCP-4066-A ritraggono imperatori valentiniani e altri membri della loro famiglia con caratteristiche facciali insettoidi, inclusi occhi compositi, apparati boccali masticatori simili a quelli di cavallette, e lunghe antenne; questi individui possedevano quattro braccia, due per lato che si diramavano da un'articolazione comune, e due gambe. I ritratti degli imperatori valentiniani mostrano un leggero effetto antimemetico, che li fa percepire agli osservatori come ritratti di esseri umani; per questo, la natura anomala di SCP-4066-β non è stata scoperta fino al primo uso di droghe mnestiche da parte della Fondazione negli anni '80.
Dinastia Teodosiana - SCP-4066-γ (379-457)
Teodosio I, fondatore della dinastia teodosiana, ebbe stretti rapporti commerciali con vari stati e nazioni extradimensionali ed extraterrestri, inclusi il Dominio di Cefo, la città-stato di Alagadda, il Tesseratto di Co-Prosperità Centrale L'Kir, e Nuova Cartagine. Questi accordi commerciali erano mediati da due consulenti vicini all'imperatore, Demetrios Makellos e Kourios Skotos, e risultarono in un influsso di beni di consumo extraterrestri, artefatti taumaturgici e alchemici, e schiavi non-umani.
Dinastia Leoniana - SCP-4066-δ (457-518)
L'intera dinastia leoniana sembra esser stata fabbricata attorno alla metà dell'VII sec. per rimpiazzare due imperatori teodosiani, Teodosio III e Arcadio II, e un imperatore non dinastico, Filippo Crisonomo2. I registri storici e le prove materiali furono alterati in maniera significativa, anche se i ricordi della maggior parte degli individui no; ciononostante, solo alcuni studiosi monastici contemporanei sembrarono notare il cambiamento, e nessuno di loro rilasciò suddetta informazione al pubblico.
Un controllo della Chiesa di Santa Maria della Fonte, un santuario nella moderna Istanbul fondato dal primo imperatore leoniano Leone I, ha rivelato un'iscrizione sull'antica pietra angolare, nascosta da una serie di sigilli antimemetici; l'iscrizione, originariamente scritta sia in latino che Lisk'Kvar3 è stata riprodotta di seguito.
Documento SCP-4066-δ-17: Iscrizione sulla Pietra Angolare, Chiesa di Santa Maria della Fonte
Datazione non chiara. Iscrizione su marmo, Istanbul, Turchia. Latino/Lisk'Kvar. Tradotta da Anne Benoit e Ezekiel N'krumah, 2012.
Nell'Anno del Mondo 59454, l'Imperatore Leone ha sperimentato un miracolo, la Madre di Dio che gli ha donato il potere di guarire un cieco. Dopo la sua ascensione al trono, ha fondato su questa fonte una chiesa dedicata alla Santa Maria, in onore del miracolo.
[Nota del Traduttore: Il resto dell'iscrizione è scritto in ideogrammi Lisk'Kvar, che posseggono significati complessi dipendenti dal contesto; la traduzione è necessariamente imprecisa.]
Nell'Era della Stella [Oscura/Nera/Nascosta]5, "Ruota-Attraverso-Gli-Alberi-[Rosso/Arancione/Bruciante]-[Frutto/Cibo/Pigmento]"6 è venuto in questo [pianeta?], e vi ci ha creato un [opera d'arte/miracolo]. "Ruota" ha [ricreato/riscritto] la [storia?] di un [nazione/popolo], ma non le loro [menti/memorie/anime]; tutti gli [esseri sapienti/artisti] dimenticano la loro [storia?] troppo [velocemente/facilmente/liberamente].
L'iscrizione è firmata dallo stesso "Ruota" menzionato nel testo. La Fondazione finora non è riuscita a chiedere a nessun individuo Lisk'Lurthan informazioni sulla dinastia leoniana, l'iscrizione, o l'individuo menzionato al suo interno.
Dinastia Giustinianea - SCP-4066-ε (518-602)
Documenti rinvenuti in scavi all'interno del Nx-34 hanno rivelato che tutti i membri importanti della dinastia giustinianea, inclusi tutti gli imperatori giustinianei, erano controllati dalla specie extraterrestre psionica conosciuta agli abitanti del Nx-34 come i "Ladri di Anime". Una colonia di Ladri di Anime fu stabilita in una caverna artificiale all'interno del porto di Costantinopoli; quando un membro della dinastia sotto controllo di queste entità lasciava la città, veniva seguito da un Ladro di Anime o nel mare o in un carro armato levitante mascherato da un campo refrattivo. La successiva deposizione dell'imperatore Maurizio da parte di Foca (vedasi sotto) fu possibilmente adiuvata da qualche resistenza psionica naturale offerta dalle divergenze di Foca rispetto al resto dell'umanità.
Foca - SCP-4066-ζ (602-610)
Istanze di SCP-4066-A che ritraggono l'imperatore usurpatore Foca mostrano una fronte inclinata, un'arcata sopraccigliare pronunciata, e una mandibola protrudente, caratteristiche tipiche dell'Homo neanderthalensis; fonti contemporanee affermano che lui e la sua famiglia parlassero un dialetto di greco diverso da ogni altra parlata dell'impero, e che lui abbia fatto delle menzioni occasionali e velate a una terra natia a cui non sarebbe mai potuto tornare. Origini extraterrestri/extradimensionali non confermate, ma probabili.
Dinastia Eracliana - SCP-4066-η (610-695)
Anche se non è stata trovato nessun documento che colleghi la dinastia eracliana ad attività extraterrestri, scavi archeologici di questo periodo contengono numerose istanze di SCP-4066-B, soprattutto armamenti militari. Una lista rappresentativa è presentata di seguito.
Tabella 4066-η-1: Istanze Significative di SCP-4066-η-B
Queste istanze di SCP-4066-B non possono essere rintracciate a una singola civiltà extraterrestre; la dinastia eracliana aveva probabilmente stabilito una relazione con qualche gruppo di trafficanti di armi extraterrestri, anche se cosa potrebbero aver dato a un gruppo del genere in cambio di queste armi è finora ignoto. È possibile che la formula per il composto incendiario conosciuto come "fuoco greco", inventato verso la fine della dinastia eracliana, sia anch'essa stata donata o acquistata da entità extraterrestri; sono in corso ulteriori indagini.
Tiberio III Apsimaro - SCP-4066-θ (698-705)
Tiberio III Apsimaro ero uno Scientologo. Ulteriori informazioni sono ristrette al personale assegnato al progetto ANIMA CONGELATA e il Dipartimento d'Anomalie Temporali.
Anastasio II - SCP-4066-ι (713-715)
Il recupero dei resti di Anastasio II ha permesso di scoprire che questo imperatore fosse un robot umanoide, controllato da una piccola cabina di comando all'interno del suo petto. La cabina è costruita per un'entità fra i 15 e i 20 cm d'altezza, con almeno sei appendici. Anastasio II era alimentato da un piccolo reattore a fusione, che fu danneggiato durante la sua esecuzione da parte di Leone III; l'identità e il fato del suo pilota sono ignoti.
Irene d'Atene - SCP-4066-κ (797-802)
Irene d'Atene, reggente di suo figlio Costantino VI e successivamente regnante, era l'ospite di un parassita extraterrestre, che era invisibile a occhio nudo ma poteva essere visto da individui con vista aumentata in maniera anomala. Le descrizioni dell'aspetto del parassita sono varie in natura; uno dei consiglieri di Irene, un eunuco chiamato Aetios, compilò molte di queste descrizioni nel Τὸν Βίον Τᾶς Βασσιλίσσας (La Vita dell'Imperatrice), la sua biografia di Irene.
Documento 4066-κ-5: Τὸν Βίον Τᾶς Βασσιλίσσας, Libro 4, Capitolo 6
800 circa. Copia in pergamena di quarta generazione, Roma, Italia. Greco. Tradotto da Ioannes Pappapetrou, 1927.
L'Imperatrice riusciva a vedere il suo daimon7, ovviamente, così come i suoi maghi e alchemici, e quei sacerdoti e monaci a cui il Signore aveva donato una vista divina. Ma nessuno di loro lo vedeva alla stessa maniera, e discutevano fra di loro su chi fosse più corretto nella propria visione.
Il mago di corte, l'eunuco Bartholomeos Timotheu, vedeva un alone di fiamme attorno alla testa dell'Imperatrice, da cui occhi dorati osservavano in tutte le direzioni; e ovviamente giurava che fosse un membro degli ordini inferiori degli angeli, mandato a informare l'Imperatrice della volontà del Signore. Il suo apprendista, Petros Polydactulos (aveva un sesto dito sulla sua mano sinistra, un segno certo di talento stregonesco), credeva che l'Imperatrice fosse costantemente accerchiata alla vita da cinque dischi volanti, ognuno composto d'una gemma diversa, che trapassavano tutta la materia solida circostante mentre la orbitavano. Il medico egizio che chiamavamo Arpocrate8, in quanto muto, ha disegnato ciò che vedeva quando applicava un certo unguento ai suoi occhi; volute di fumo emergevano dalle orecchie e dal naso dell'Imperatrice, e s'intrecciavano verso l'alto in intricate spirali.
I sacerdoti avevano visioni ancor più strane, anche se, nonostante la loro stranezza, nessuno di loro credeva che il daimon fosse infernale di natura. Frate Leontios dello Studion vedeva linee nere spiraleggianti che strisciavano, come dei serpenti, lungo la faccia dell'Imperatrice; queste linee qualche volta lasciavano la sua pelle, si libravano nell'aria per un breve tragitto, e poi si posavano nuovamente su di lei. Il Patriarca di Costantinopoli, dopo aver brevemente ricevuto una visione angelica mentre stava dando all'Imperatrice la Santa Eucaristia, ha visto degli aghi, alcuni di ferro nero e altri di ottone rosso, penetrare senza spargimento di sangue alcuno la sua testa e il suo petto; sprofondavano per poi rialzarsi, qualche volta seguendo onde regolari e altre volte senza alcun pattern che riuscisse a discernere.
L'Imperatrice stessa affermava che le apparisse come un calamaro, o un polpo, i cui tentacoli le avvinghiavano la testa; solo lei poteva sentire la sua voce, che era quella di una donna anziana, ma eloquente e raffinata, come se si fosse allenata nelle arti oratorie. Mi ritorna in mente, mentre racconto queste descrizioni, la parabola persiana dei ciechi e dell'elefante; ogni uomo percepisce solo una parte della bestia, e così ognuno di loro crede che l'elefante sia qualcosa di molto più semplice di ciò che è. Il daimon dell'Imperatrice deve sovrastarci proprio come noi sovrastiamo gli insetti striscianti della terra; magari un uomo può solamente percepirne una parte, ed è ingannato dai suoi sensi fallaci.
Aetios afferma che i consigli del parassita fossero criptici e spesso sembrassero inutili, ma che Irene "traesse grande gioia dai suoi messaggi" e seguisse i suoi comandi ove possibile. Lui compilò alcuni dei messaggi del parassita, e le interpretazioni di Irene, in un'opera complementare al Τὸν Βίον Τᾶς Βασσιλίσσας chiamata Ἀγαθαδαιμωνολόγοι (Gli Insegnamenti del Daimon Virtuoso), di cui alcuni passi sono riprodotti di seguito.
Documento 4066-κ-7: Passi degli Ἀγαθαδαιμωνολόγοι
801 circa. Copia in pergamena di quarta generazione, Roma, Italia. Greco. Tradotti da Ioannes Pappapetrou, 1929.
Il Daimon disse, "Un imperatore di un impero che non ha imperatore. Il sole al rovescio, che sorge a ovest e tramonta a est. Tradimenti portano a schiavitù porta a tradimenti." L'Imperatrice disse, "Parla del pretendente franco9; lui brama la corona, ma è mia soltanto. Cercherà di rubarla, e capitolerà.
Il Daimon chiese, "Perché non siamo filosofi?" L'Imperatrice rispose, "Perché i filosofi erano pagani, anche se virtuosi." Il Daimon chiese, "Perché non siamo la filosofia?" A ciò, l'Imperatrice non seppe rispondere.
Il Daimon disse, "Non tutte le verità sono felici. Non tutte le ferite sono sanguinanti. Non tutte le piante hanno fogliame. Stai attenta alla farfalla." L'Imperatrice disse, "La verità infelice è il potere degli Arabi. La ferita senza sangue è il ratto del tema dei Bucellari. La pianta senza fogliame è il mio stato senza eredi. La farfalla è colui che cercherà di depormi."
Il Daimon disse "Passione. Piacere personale. Corruzione nei più alti ordini del potere. Un regno fondato sui desideri d'un giovane." L'Imperatrice disse "Il Regno arabo è decadente fino al midollo. Non può resistere di fronte alle virtù del Cristianesimo. Li sopraffaremo e ci riprenderemo la Terra Santa."
Il Daimon disse, "Tutti i demoni sono liberati, e quelli che vengono in seguito vedono i messaggi di quelli che devono ancora venire ma già morti, e contengono la minaccia." L'Imperatrice conosceva il suo significato, ma non poteva dirmelo, in quanto non si fidava abbastanza di me da rivelarmi i suoi segreti più profondi.
Il Daimon disse, "La storia è tragedia. La tragedia è storia. Le sorelle sono sorelle e i nemici sono nemici." L'Imperatrice disse, "La mia cognata è Antusa, che ora vive come una suora; il mio nemico è il resto di quella famiglia, che brama il trono che era di mio figlio e ora mio. Le tragedie passate di quella famiglia sono ben conosciute."
Il Daimon disse, "Non nominare niente che tu non voglia diventare." L'Imperatrice disse, "Quando qualcuno si sofferma sul fallimento, si avvicina ancor più velocemente a quel fallimento. Penso e parlo solo di successo."
Quando Irene morì in esilio sull'isola di Lesbo nell'803, il parassita morì con lei; un agente imperiale mandato a recuperare il suo corpo affermò che fosse sepolto in una massa di pietre, metallo, vetri rotti e carne in decomposizione, che riempiva tutto l'interno della sua piccola abitazione.
Leone V - SCP-4066-λ (813-820)
I diari personali di Leone V, dettati a uno scriba di corte e preservati dal Monastero di Stoudios e poi il Bab-i Mukhfi10, descrivono un'esperienza di rapimento che l'imperatore subì attorno ai 20 anni. Un passo è stato riprodotto in seguito.
Documento SCP-4066-λ-3: Diario Personale di Leone V
814 circa. Copia su carta di quinta generazione, Istanbul, Turchia. Greco. Tradotto da Anne Benoit, 1977.
Ancora prima che servissi sotto Bardane nella sua rivolta fallita, sapevo che sarei stato Imperatore un giorno. Dio m'aveva scelto, come aveva scelto Costantino il Grande, mandandomi una visione del paradiso.
Nella terza Indizione, la seconda da quando ero nato11, ad agosto, sono uscito dalla Città12 con alcuni compagni, per cacciare nelle foreste del tema dei Bucellari. Stavamo soggiornando in una locanda lungo la strada per Ancyra13, e dopo una notte di celebrazioni, ci siamo ritirati nelle nostre camere.
Nel fitto della notte, ho lasciato la mia stanza per usare la latrina; e mentre stavo tornando da quell'edificio, una potente luce mi ha illuminato dall'alto, stordendomi lì dov'ero. Sono stato trascinato dal terreno da mani che non ho visto, e sono stato portato su, verso la luce, che ora vedevo essere emanata da luminose lampade montate su una specie di veicolo volante; sono stato portato nel mezzo attraverso una porta sulla sua parte inferiore, e piazzato su un pavimento di metallo lucido.
Di fronte a me nella stanza c'era un angelo. Era alto la mia metà, coperto in una luccicante armatura d'argento che ricopriva interamente la sua pelle; il suo elmetto aveva un pannello facciale di vetro trasparente, attraverso cui riuscivo a vedere la sua faccia. Non aveva alcun naso, e solo un singolo occhio; e la sua bocca era riempita di denti appuntiti, come quelli di un cane; ma nonostante ciò, non avevo paura, poiché sapevo che fosse un angelo del Signore.
A quel punto, ha parlato; e anche se non parlava greco, o nessun'altra lingua mortale, potevo capire le sue parole, perché la lingua degli angeli è comprensibile per tutti. Un tavolo di metallo è spuntato dal pavimento, e mi ha ordinato di spogliarmi, e di sdraiarmici sopra, e quando ho fatto questo, mi ha ordinato di dormire, e ho dormito.
Il sonno è stato privo di sogno alcuno, ma è sembrato lungo; e quando mi sono svegliato, era mattina, ed ero nel mio letto, con una cicatrice fresca lungo il mio stomaco, come se fossi stato sotto i ferri del medico. Più avanti nella mia vita, mentre stavo combattendo gli Arabi come comandante dell'Anatolia, sono stato accoltellato profondamente lungo il mio ventre da uno spadaccino siriano, che i miei compagni hanno eliminato poco dopo, e mentre la mia ferita stava venendo curata, uno strano artefatto è stato trovato sotto la carne del mio stomaco, che ora descriverò.
L'artefatto era fatto di pietra bianca, o ceramica molto ben lavorata, senza saldatura o apertura, e inscritti in argento sulla sua superficie v'erano strani design, che ho pensato fossero la lingua scritta condivisa dai Grigori con i primi uomini dopo di Adamo. Quando è stato portato al cospetto del Frate Ioannes Euglossos dello Studion, che è rinomato per avere il dono delle lingue, lui l'ha compreso e l'ha trascritto in greco; e vi leggerò ora ciò che ha scritto.
"Strumento Interno Di Tracciamento Glumoriclopharnion14. Inserire Nella Cavità Centrale Del Corpo. Per Assistenza Contattarci Per Lontano-Suono All'Otto Sette Sei Undici Quattro Uno Zero Due Nove Dieci Uno Nove O Alla Nostra Locazione Attraverso-Rete15."
Nè io nè nessuno degli studiosi dello Studion potevamo capire il messaggio, ma magari mio figlio o il figlio di mio figlio comprenderà i suoi segreti, e contatterà nuovamente gli angeli per assistenza. Fino ad allora, l'artefatto è conservato assieme ad altre sante reliquie nelle cripte reali.
L'artefatto in questione, SCP-4066-λ-B-1, fu acquisito dall'impero ottomano durante la caduta di Costantinopoli; è finito nelle mani della Fondazione quando il Bab-i Mukhfi è stato dismesso in seguito alla Prima Guerra Mondiale.
Dinastia Macedone - SCP-4066-μ (867-1056)
Gli imperatori macedoni appartenevano a una varietà di specie aliene, equipaggiate con strumenti d'offuscamento memetico e olografico che permetteva loro di fingersi esseri umani. Questa dinastia fu messa al potere da una corporazione d'intrattenimento extraterrestre, "Produzioni Pseudo-Autentiche HarrShaNget"; gli scontri di potere fra i vari imperatori e i loro finti parenti furono registrati e messi in onda su vari servizi d'intrattenimento interplanetario sotto forma di reality show, "Leadership Primitiva Sopraffatta e Contestata". Lo show fu cancellato dopo la 19ª stagione, e tutti i partecipanti rimanenti o finsero la propria morte o furono rimpiazzati da androidi.
Dinastia Ducaena - SCP-4066-ν (1059-1081)
I membri della dinastia ducaena avevano accesso a tecnologie per il trasferimento della coscienza simili a quelle scoperte in SCP-1980. Arcadio l'Efesino, un eunuco di corte che scrisse biografie degli imperatori ducai, riportò che ogni membro della famiglia "indossava vicino alla propria pelle un amuleto di metallo oscuro, coperto in gemme"; quando a un membro della famiglia, Giovanni Ducas, fu sottratto l'amuleto da un compagno di giochi d'infanzia, "la sua anima fuggì dai suoi occhi, e solo quando l'amuleto fu restituito tornò nuovamente in sé". Tutti gli imperatori ducai apparentemente cercarono dei doppi, affermando di aver paura di possibili tentativi d'assassinio; in almeno due occasioni documentate, uno di questi imperatori fu apparentemente ucciso in battaglia, solo per riapparire vivo più tardi e affermare che fosse un doppio a essere stato ucciso. È ancora ignoto se questa tecnologia provenisse da un altro sito come SCP-1980 o fosse stata introdotta indipendentemente.
Dinastia Comnena - SCP-4066-ξ (1081-1185)
Degli studi su dei resti preservati di imperatori comneni hanno indicato che numerosi membri della famiglia furono notevolmente modificati ciberneticamente da un'entità o un gruppo sconosciuto. Una lista abbreviata di membri dinastici con potenziamenti conosciuti, e le loro modificazioni, è presentata di seguito.
Tabella SCP-4066-ξ-1: Comneni Potenziati
A parte il braccio prostetico primitivo di Andronico I, tutte le protesi indossate da imperatori comneni e i loro familiari erano simili in estetica e composizione, presumibilmente derivate dalla stessa fonte.
Dinastia Angelo - SCP-4066-ο (1185-1204)
La dinastia Angelo era fortemente finanziata da una singola istanza di SCP-3201, che produceva oro, argento, e bronzo in cambio di icone di santi oscuri. Gli Angeli credevano che l'istanza SCP-3201 fosse un angelo, che era stato mandato da Dio per dare doni alla loro famiglia. il fondatore della famiglia, Costantino Angelo, scelse il suo cognome per riflettere questa relazione. Si crede che questa dinastia decadette quando l'istanza di SCP-3201 rimase soddisfatta con la sua collezione di icone e non erogò più metalli preziosi.
Dinastia Paleologo - SCP-4066-π (1261-1453)
La dinastia Paleologo non era controllata, supportata o composta da entità extraterrestri; ciononostante, erano a conoscenza del fenomeno SCP-4066, e compirono azioni per ridurre l'influenza di entità extraterrestri nella politica bizantina. Michele VII Paleologo, dopo aver recuperato Costantinopoli dal controllo dell'impero latino, fondò l'Ordine Militare di San Costantino il Grande, un'organizzazione modellata seguendo ordini militari cattolici contemporanei, come i Templari e gli Ospitalieri; il suo documento fondativo, il Credo di San Costantino, stabilì i doveri e le responsabilità dell'organizzazione, ed è riprodotto di seguito.
Documento SCP-4066-π-1: Credo di San Costantino
1265 circa. Iscrizione su marmo, Istanbul, Turchia. Greco. Tradotto da William Wentworth FitzWilliam, Visconte Milton, 1874.
Giuriamo sulla Trinità del Signore Dio Onnipotente, il Padre nell'Alto dei Cieli e il Figlio Gesù Cristo che è morto per i nostri Peccati e lo Spirito Santo;
E giuriamo sulla Madre di Dio, la Vergine Maria, e su San Costantino il Grande, e su tutti gli altri Santi che ci osservano dal Paradiso;
E giuriamo sulla nostra Lealtà all'Imperatore e all'Impero dei Romani, il Bastione del Cristianesimo, ora e per sempre;
Giuriamo di proteggere l'Impero dei Romani e tutti i suoi Soggetti e Protettorati da tutti i Nemici e tutte le Influenze che non sono di questa Terra, non importa se sembrano provenire dal Paradiso o dall'Inferno o da una Sfera Ignota;
E giuriamo di proteggere l'Unica Chiesa Santa e Apostolica dagli stessi Nemici e dalle stesse Influenze, e di obbedire agli Insegnamenti e alle Tradizioni di quella Chiesa;
E giuriamo di usare le Armi e gli Strumenti Ultraterreni tramandati al nostro Ordine dall'Imperatore per difenderci contro i loro Creatori, e di mantenere le Condizioni di tali Artefatti al meglio delle nostre Abilità;
E giuriamo di proteggere sia la Chiesa che l'Impero dal Pericolo, che sia Interno e Esterno, mai permettendo alla Corruzione Ultraterrena di Radicarsi in nessun Ufficio di quei Sacri Corpi, e così salvaguardando il nostro stesso Ordine, in modo che il nostro Scopo Virtuoso non sia mai Corrotto.
Questo giuriamo, di fronte ai nostri Fratelli in Fede e in Armi, di fronte al nostro Imperatore, di fronte alla nostra Chiesa, e di fronte al nostro Dio. Amen.
L'appartenenza all'Ordine era ristretta a quelle famiglie nobili bizantine che non avevano mai avuto "la contaminazione degli ultraterreni", e molte famiglie nobili prominenti, inclusi i rami rimasti degli Angeli e dei Comneni, furono così bandite interamente dall'Ordine. Anche se l'Ordine di Costantino non era la prima organizzazione di contenimento esoterico, fu la prima a conseguire traguardi più che moderati; respinsero vari tentativi da parte di forze extraterrestri ed extradimensionali di deporre, controllare, comprare, o rimpiazzare vari imperatori paleologi, e in due occasioni separate portarono l'armata dell'impero alla vittoria contro invasioni extraterrestri. Queste vittorie furono registrate nelle Συγγραφαὶ Ἱππῶν Κονσταντίνου (Storie dei Cavalieri di Costantino), un compendio scritto da vari studiosi e scribi di corte bizantini; un passo è riprodotto di seguito, che descrive la battaglia di Nicomedia, combattuta nel 1312 contro una forza invadente composta da mercenari sia terrestri che extraterrestri ingaggiati da un individuo conosciuto come "Alessandro Nato dalle Stelle".
Documento 4066-π-12: Συγγραφαὶ Ἱππῶν Κονσταντίνου, Libro 7, Capitolo 23
1315 circa. Copia in pergamena di seconda generazione, San Pietroburgo, Russia. Greco. Tradotto da Ioannes Pappapetrou, 1933.
Gli emissari del Nato dalle Stelle giunsero alla vigilia della battaglia. Ce n'erano tre di loro, i compagni e i subordinati più fidati di Alessandro. Ognuno di loro era un re di suo, ma che si era offerto al condottiero con la speranza di far espandere il proprio regno sotto la protezione e il patrocinio d'un altro.
Il primo era Agaleüs Ferrato, un titano alto la metà d'un uomo, il cui corpo era più ferro che carne; comandava cinquemila fanti. Il secondo era Gnephrou Dorokrates, un polpo grande quanto un ragazzino, che era seduto su una grande lastra che volava sospesa all'altezza della vita; comandava duemila cavalieri montati su destrieri meccanici, e quattrocento posizionati su lastre simili alla sua. Il terzo era Theulian, detto Mangiasole, un Nubiano di statura modesta la cui pelle era coperta di pattern mutevoli di voce; comandava dodici stregoni e i loro centoquarantaquattro seguaci demoniaci.
Proposero all'Imperatore e ai suoi consiglieri una proposta: se lui avesse giurato fedeltà al Nato dalle Stelle e l'avesse aiutato nella sua conquista del mondo intero, lui e i suoi discendenti ne sarebbero stati i governatori fino a quando la loro discendenza non si sarebbe estinta. L'Imperatore, conoscendo la vera natura di questo Alessandro, i suoi innumerevoli tradimenti e la sua sete di potere, rifiutò. Gli emissari tornarono al loro signore, giurando vendetta.
Prima dell'alba, le due armate si composero sulle pianure fuori le mura della città. Le baliste di luce del Nato dalle Stelle spararono mentre i primi raggi del sole giungevano da sopra le colline; furono deviate dall'Aegis invisibile donato molto tempo fa a Costanzo II dai suoi benefattori, e giunse una raffica di risposta di pietre e giare infuocate dai nostri motori di guerra. Queste caddero fra i mercenari tedeschi sul fianco destro del nemico, uccidendo molti uomini e causando grande confusione
Mentre le armate marciavano l'una verso l'altra, frecce e lance infuocate e proiettili riempirono l'aria. La nostra cavalleria attaccò il fianco destro di mercenari, uccidendo coloro che non erano stati eliminati dall'attacco precedente; la cavalleria volante delle forze del Nato dalle Stelle cercò di intercettarli, ma fu respinta da un bombardamento di razzi. Le fanterie s'incontrarono nel mezzo, con gli uomini di metallo comandati da Agaleüs che si schiantavano contro le nostre fila. Il centro resistette alla prima ondata, e fu rafforzato dai nostri costrutti di guerra, di cui un scarso centinaio era stato catturato dopo la loro ultima invasione.
La battaglia continuò per tutta la giornata; nessuna parte riusciva a sopraffare l'altra, tanto egualmente erano corrisposte le forze. Pensammo che forse avremmo combattuto fino a quando non sarebbe caduto l'ultimo uomo, e neanche allora saremmo riusciti a respingere veramente questa invasione. Ma il Signore Dio era con noi quel giorno, e ci liberò da una tale sconfitta. Verso al tramonto, il nemico cominciò a ritirarsi; e mentre fuggiva, gli stessi comandanti che si erano presentati di fronte all'Imperatore il giorno precedente uscirono portando una bandiera di tregua. Essendosi otturati i tubi respiratori della sua armatura a causa del fango del campo e il sangue degli uomini che aveva ucciso, Alessandro era soffocato; e, come il suo antico omonimo, non aveva stabilito un erede, e ogni generale desiderava tornare al proprio regno per consolidare il proprio potere. Tornarono alle loro navi e alle loro carrozze aeree, e lasciarono i nostri territori.
Dopo la Caduta di Costantinopoli nel 1453, l'Ordine di Costantino si divise; un ramo dei cavalieri, credendo che l'impero ottomano fosse, per diritto di conquista, il legittimo successore dell'impero romano, giurò la propria fedeltà al Sultano ottomano, divenendo una parte integrale del Bab-i Mukhfi, mentre un altro ramo scappò in Russia, continuando il proprio lavoro in supporto alla Chiesa Ortodossa. Il ramo russo dell'Ordine fu trasformato nei Veggenti dello Zar16 dallo Zar Pietro il Grande nel 1699, un'organizzazione precorritrice della Fondazione che si specializzava nella distruzione preventiva di minacce esoteriche attraverso la precognizione e sistemi avanzati d'avvertimento taumatologici.
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