Information
Name: Ro
Author: Siddartha Alonne
Rating: 2/2
Created at: Thu Oct 20 2022
Procedure Speciali di Contenimento
Fotografia spiritica di SCP-6435.
Dato che l'accesso a SCP-6435 è proibito a qualsiasi essere vivente, il contenimento fisico non costituisce un problema. La comunicazione postuma con gli agenti accettati in SCP-6435 deve continuare fino alla loro perdita di coerenza.
Descrizione
SCP-6435 è l'Oltretomba NR-293-102, comunemente chiamato "Ro".
SCP-6435 consiste in una colossale foresta con un'intricata rete di sentieri che la attraversano. Nonostante non ci siano conferme, le testimonianze degli agenti deceduti implicano che SCP-6435 sia uno spazio infinito. Il tempo all'interno di SCP-6435 misura 1:1 con la quello reale.
I servitori di SCP-6435 si alterneranno fra il confortare e il torturare gli abitanti di SCP-6435. Inizialmente si pensava che questo ciclo di ricompensa/punizione funzionasse secondo un sistema di retribuzione karmica o di martirio a rotazione, ma ulteriori indagini suggeriscono sia del tutto casuale. Poiché queste informazioni sono giudicate troppo dannose per gli agenti, non vengono loro comunicate.
Come esempio di comportamento tipico di SCP-6435, un santo canonizzato è stato bollito vivo per diciannove anni di fila, continuamente rifornito di comfort materiali per i due anni successivi e poi scorticato nel corso di un altro anno. In genere, questo ciclo imprevedibile di torture e piaceri fa sì che gli abitanti di SCP-6435 perdano la loro coerenza mentale nel corso dei primi dieci anni. Pertanto, sebbene non esista un meccanismo per espellere gli abitanti esausti, solo una minoranza della popolazione è in grado di pensare coscientemente in qualsiasi momento.
A differenza degli aldilà convenzionali - che nascono in risposta a una forte fede o a un bisogno idealistico - SCP-6435 non è riconducibile ad alcuna religione o ideologia. In ogni caso, non è chiaro quale sistema di credenze possa aver generato una simile realtà. SCP-6435 accetta attualmente lo 0,01% delle anime decedute, mentre è responsabile del 14% della sofferenza umana nell'ecosistema post-mortem.