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SCP-6666

Progetto PARAGON
Name: Il Demone Ettore e la Temuta Titania
Author: Roberto Turati
Rating: 8/8
Created at: Thu Jun 22 2023
IL PROGETTO PARAGON
Il Progetto PARAGON fu commissionato dal precedente O5-7 dopo la scoperta di SCP-4840. Il suo scopo principale è studiare e, se possibile, contenere le attività anomale nascoste ai civili fino ad allora da un fenomeno taumaturgico che si originava dalla “Città Volante di Audapaupadopoli”. Le informazioni rilasciate da SCP-4840-A rivelarono l’esistenza di una società antidiluviana di esseri umani e altre specie, la quale è più antica di qualunque cosa rivenuta tra i reperti fossili capiti finora.
Il Progetto PARAGON e il Comando O5 si interessano soprattutto all’esistenza di quattro entità primordiali, ovvero i “demoni” La Hire, Lancillotto, Ettore e Ogier, nonché tre “empietà” (al momento denominate SCP-4812). Tutte e sette le entità sono rimaste dormienti finché la squadra speciale Omni-045 della Coalizione Globale dell’Occulto non ha riesumato l’entità “EROS”. Si ritiene che questa entità EROS abbia legami sia con il bosco strano e solitario sia con un’altra società antica di umani che si ipotizza essere esistita allo stesso tempo della civiltà daevita, molte centinaia di millenni fa.
Procedure Speciali di Contenimento

Squadra Speciale Applicata Hēt-1 (“Lancia di Longino”)
Il contenimento di SCP-6666, così come quello di SCP-2254, SCP-2932, SCP-4812, SCP-4840 e SCP-6765, è sotto la supervisione esplicita del Progetto PARAGON e della SSA Hēt-1 (“Lancia di Longino”). A causa delle implicazioni escatologiche di SCP-6666, si devono prendere precauzioni speciali per accertarsi che SCP-6666 non venga esposto ad altre entità anomale contenute dal Progetto PARAGON.
Intorno al pozzo d’accesso che conduce a SCP-6666, è stato edificato il Sito Operativo Avanzato del Sud America (SOASA) PARAGON. Al personale non autorizzato non è consentito l’accesso al SOASA in nessun caso ed è stata autorizzata la forza letale contro qualunque membro del personale o gruppo tenti di fare breccia nella zona di esclusione da 1 km che circonda SCP-6666.
Delle squadre d’assalto devono entrare periodicamente nella zona di super-esclusione nelle immediate vicinanze di SCP-6666 e usare dispositivi incendiari per rallentare l’avanzata delle sue radici. Gli agenti di queste squadre d’assalto sono autorizzati solo a 15 minuti di esposizione sostenuta alle radici di SCP-6666. Qualunque membro del personale osservi SCP-6666 in modo diretto deve farlo a bordo di un velivolo o dalle torri di osservazione Alfa, Bravo o Charlie. La torre Delta serve solo a far decollare i velivoli.
Promemoria di Contenimento
Nessun membro del personale ha il permesso di avvicinarsi a SCP-6666 di oltre 1 km per tutto il tempo. SCP-6666-A deve essere osservato solo da remoto.
Contatti Principali del SOASA PARAGON
La dir. Sophia Light - direttrice del Comando Regionale Occidentale
Il prof. Kain Pathos Crow - direttore della Tecnologia della Fondazione
La dir. Shannon Lancaster - direttrice del Progetto PARAGON
Il dir. Coryn Malthus - direttore del Dipartimento di Ricerche Antidiluviane
Il dott. Osmon Iles - capo ricercatore di SCP-6666
Il com. Alexandro Freitas - capo del personale del SOASA PARAGON
La com. Cecilia Aestrei - comandante della SSA Hēt-1
Descrizione

Il drone modello VII “Ulisse” mentre ispeziona SCP-6666.

Mappa del Vuoto Litosferico di SCP-6666

SCP-6666-A. L’immagine è modificata per chiarezza.

Una raffigurazione di un guerriero antico.5
SCP-6666 è un’entità botanica colossale ubicata in Amazzonia, presso le coordinate 4°51’29,4" S; 67°44’12,6" O. SCP-6666 consiste in un tronco largo e migliaia di rami arcuati che si allontanano dalla massa centrale, come se fosse un albero, però non somiglia a nessuna specie nota dalle strutture biologiche simili. Il tronco di SCP-6666 ha un diametro di circa 380 m e l’intera struttura è alta quasi 9,2 km. SCP-6666 non mostra alcun segno di attività cellulare.
Mappa Indicativa del Sito
SCP-6666 è capovolto, appeso per il suo fittissimo groviglio di radici al soffitto di un gigantesco vuoto litosferico nella crosta terrestre. Questa cavità misura 52 km nel suo punto più ampio e 43 km nel suo punto più profondo (denominato “Terminale Zero”) e sembra essersi formata in modo naturale tra 560 e 450 milioni di anni fa. Le pareti della caverna sono coperte quasi del tutto dalle radici di SCP-6666, il che porta i ricercatori della Fondazione a ritenere che, in passato, le radici affondassero verso il sottosuolo, non verso la superficie come fanno adesso.
Il pavimento della caverna è coperto da un banco di nebbia tossica spesso 200 m, il quale sgorga da un’apertura frastagliata nel tronco di SCP-6666. La composizione chimica di questa nebbia è ignota. Gli animali che inalano la sostanza perdono quasi subito le funzioni neurologiche1 e le analisi spettrografiche della sostanza sono state inconcludenti.
Benché le radici più vecchie di SCP-6666 siano stazionarie e nonostante la pianta sia inerte dal punto di vista biologico, le radici appena cresciute sono mobili e ostili. Le radici che appaiono sopra il terreno tentano di trascinare qualunque cosa nei loro paraggi (umani, animali, macchine o altro) nella caverna sottostante attraverso il suolo. Questo effetto si può mitigare in modo temporaneo stando del tutto immobili. I membri del personale che si ritrovano rinchiusi in una sezione del groviglio di radici possono sdraiarsi in fretta e stare più fermi che possono, finché non arrivano le squadre d’assalto a respingere le radici. Tuttavia, a causa della grande velocità con cui crescono queste radici, è probabile che chi tenta di nascondersi da esse si ritrovi inghiottito e soffocato per sbaglio dall’ammasso di radici in crescita, se le squadre d’assalto non intervengono in tempo.
È possibile accedere a SCP-6666 tramite un grande pozzo d’accesso cilindrico di pietra situato a circa 7,5 km dalla base capovolta della pianta. Lungo la parete del pozzo, è stata costruita una scalinata, la quale però si interrompe appena sotto l’orlo del soffitto, segno che in origine si estendeva oltre quel punto.2 Le scansioni radar del fondale della caverna mostrano che la maggior parte del pavimento della grotta è coperto da una vasta foresta di alberi alti, spessi e scuri. Lungo il confine orientale della foresta e su parte delle pareti della caverna, si trova un’estesa rete di rovine avvolte in parte dalla nebbia tossica.
SCP-6666-A è un’entità dai vaghi tratti umanoidi che emerge in parte dall’apertura frastagliata nel tronco di SCP-6666. Si ritiene che sia alto circa 23 m,3 ha 6 braccia e 6 occhi disposti in due colonne da tre. Sembra avere numerose cicatrici e ustioni sulla pelle. Una delle sei braccia è molto più grande delle altre cinque e, al polso, è fusa con una grande lancia di ferro lunga circa 18 m di cui, a quanto sembra, SCP-6666-A si è servito per perforare e aprire il tronco di SCP-6666.
SCP-6666-A è privo di orecchie, naso e bocca, ma è in grado di parlare4 in una lingua al momento ignota. SCP-6666-A reagisce agli stimoli, ma si distrae di rado dal suo apparente stato di supplizio perenne. SCP-6666-A sembra capace di rigenerare i tessuti a livello locale, cosa che fa di continuo a causa della costante distruzione del suo corpo, dovuta all’esposizione alla cavità aperta in SCP-6666. Pur reagendo agli stimoli indotti, finora SCP-6666-A non ha tentato di comunicare né col personale della Fondazione né coi velivoli. Non è noto se SCP-6666-A sia quantomeno consapevole che si sta comunicando con esso.
I Demoni Primordiali
Secondo SCP-4840-A, in precedenza le quattro entità note come i “Demoni Primordiali” (SCP-2254, SCP-4840-B, SCP-6666-A e SCP-6765-D) erano guerrieri al servizio del re di un’importante civiltà antidiluviana, i quali furono trasformati con mezzi taumaturgici nelle entità umanoidi distorte che la Fondazione conosce oggi. Ciascuno fu colpito da una maledizione scagliata su di loro da un’altra entità antidiluviana dai poteri taumaturgici e costretto a svolgere un’attività specifica che, com’è evidente, avrebbe causato un certo tipo di devastazione ai danni del genere umano.
Si ritiene che questi demoni siano rimasti attivi per molti anni, dopo la fine del regno che avevano servito, ma alla fine furono influenzati da SCP-4840-A, che a quanto pare ha nascosto molte località ed entità antiche ai civili per centinaia di millenni. La fatica dovuta a questo sforzo ha indebolito parecchio SCP-4840-A e, di conseguenza, molte delle entità in questione sono tornate percettibili.
Tra le quattro entità, SCP-2254 (il demone La Hire) fu scoperto per primo, ma allora non si sapeva che aveva collegamenti con altre entità anomale.
Secondo le informazioni ricavate nelle interviste a SCP-4840-A, SCP-6666-A è il “demone Ettore”, una di quattro entità primordiali originarie di una civiltà quasi umana perduta da molto tempo. SCP-6666-A, SCP-4840-B (il “demone Lancillotto”), SCP-2254 (il “demone La Hire”) e SCP-6765-D (il “demone Ogier”) potrebbero avere svariati milioni di anni, se non di più. SCP-6666-A e lo stesso SCP-6666 sono più antichi di tutte le civiltà umane note e, forse, anche di buona parte del mondo.
Addendum 6666-1
Scoperta
Le informazioni antidiluviane correlate a SCP-6666 scarseggiano parecchio. Le informazioni raccolte da diverse fonti indicano che sono esistite numerose popolazioni umane dentro e intorno al punto d’accesso di SCP-6666, ma rimane ben poco dei manufatti che collegherebbero gruppi specifici alla zona. Nella sua proposta agli alti dirigenti del Progetto PARAGON circa la comprensione di quei gruppi da parte della Fondazione a quel tempo, il dott. Osmon Iles espose le scoperte della sua squadra nel resoconto seguente:
L’esistenza di SCP-4008, nome in codice “Assenzio”, ha messo in dubbio tutto ciò che sappiamo sulla nostra storia. L’Assenzio era un’arma sviluppata da una civiltà antidiluviana di SCP-1000 ed era in grado di inghiottire interi gruppi etnici, le loro città, le loro storie e altro; in pratica, cancellava queste civiltà dalla traccia storica. Il nostro studio di SCP-4008 continuava a ricondurre a una fonte: un buco nero storico, qualcosa di cui non potevamo trovare nemmeno le tracce sepolte.
È noto che l’Amazzonia è un territorio inadatto a preservare le tracce di chi ci ha vissuto. Il suolo e l’umidità erodono la pietra e le ossa fino a polverizzarle, ma c’è un posto in particolare in cui non abbiamo visto niente: nessuna traccia di civiltà umane, nessun segno di abitazioni, nulla. Ed è in questo buco nero che sapevamo di poter trovare la radice da cui cresce l’Assenzio.
L’Operazione ATLANTE, l’iniziativa precorritrice del Progetto PARAGON, iniziò a mappare queste foreste quarant’anni fa, a partire dai margini di ciò che conosciamo e procedendo verso l’interno. C’era un vuoto perduto nell’oscurità sotto le chiome degli alberi, un vuoto che ci attirava a sé con una forza irriducibile. Ogni metro quadrato di terra privo di tracce di umani che trovavamo era un indizio che ci guidava verso la porta aperta di ciò che abbiamo trovato alla fine: il buco nero nel mezzo della storia.
Ci eravamo domandati su quale albero crescesse il frutto dell’Assenzio, ora lo sappiamo: era un albero morto.
Il contenimento formale di SCP-6666 iniziò con l’avvio del Progetto PARAGON, dopo che le informazioni raccolte dall’ormai dismessa Operazione ATLANTE, unita a quelle scoperte a SCP-4840 e condivise da SCP-4840-A, condussero alla scoperta del pozzo d’accesso verticale nel vuoto che contiene SCP-6666.
Addendum 6666-2
Trascrizione della Riunione della Dirigenza del Progetto PARAGON 1
Quanto segue è un estratto da una riunione registrata tenutosi il 13/04/2019 tra la direttrice del Progetto PARAGON Shannon Lancaster, il direttore del Dipartimento di Ricerche Antidiluviane Coryn Malthus e il capo del personale del SOASA Alexandro Freitas.
Trascrizione della Registrazione Audio Interna
Partecipanti
Dir. Lancaster

Shannon Lancaster, direttrice del Progetto PARAGON
Volevo ringraziarti in anticipo di star affrontando il nostro problema col perimetro. Non sentirti in dovere di contattare il mio ufficio, se dobbiamo rifarlo.
Com. Freitas
La situazione lo richiedeva. Sta diventando più difficile respingere le radici. Stiamo pedalando coi turni di giorno e di notte e funziona, ma a malapena.
Dir. Lancaster
Tra quanto tempo credi che dovremo spostare ancora il perimetro?
Com. Freitas
A occhio e croce… uhm… due settimane?
Dir. Lancaster
È grave. Che ne è stato della nostra proposta d’accesso alternativa?
Com. Freitas
È in sospeso, per il momento. Tutti i nostri siti di sperimentazione si sono bloccati quasi subito. Laggiù è una rete di radici, che per giunta sono dure come la pietra.
Dir. Lancaster
Giusto. La rivaluteremo una volta che saranno arrivati il professor Crow e la sua squadra. Scusa se ti faccio aspettare, Coryn.
Dir. Malthus
Non fa niente.
Dir. Lancaster
Ho avuto modo di leggere il tuo rapporto. Che ne pensi?
Dir. Malthus
In generale? Ogni cosa sotto quella fossa è vecchissima. Centinaia di millenni, se non milioni di anni. È da poco che mandiamo i droni laggiù, ma la mappatura che abbiamo fatto finora è davvero stupefacente.
Dir. Lancaster
Che mi dici del fondale? Sotto la nube?
Dir. Malthus
È difficile a dirsi. Finora abbiamo ottenuto solo frammenti e immagini sgranate dai radar intorno all’esterno. Nessuna delle immagini è rivelatrice, ma ecco cosa potresti trovare interessante: nessuna di queste rovine è sudamericana.
Dir. Lancaster
In che senso?
Dir. Malthus
Ricordi quando avevamo parlato di cercare le civiltà scomparse in giro per il mondo? Quando siamo scesi laggiù per la prima volta, abbiamo presupposto che le avremmo trovate sotto quella nebbia, ma niente di ciò che abbiamo visto corrisponde in minima parte a qualunque cosa sia stato costruito da esseri umani negli ultimi diecimila anni. Qualunque cosa sia, è più antico del genere umano come lo intendiamo oggi. In quanto a cosa potrebbe esserci in quella foresta, ne so quanto te.
Dir. Lancaster
È pur sempre un inizio. Cosa pensi che dovremmo fare adesso?
Dir. Malthus
Dobbiamo ottenere altre informazioni. Costruire i nostri ponti di osservazione e fissare quella pianta tutto il giorno non le farà sputare il rospo. Laggiù sta succedendo qualcosa e ci servono più risorse, se vogliamo capire di che si tratta.
Dir. Lancaster
Da dove vuoi cominciare?
Dir. Malthus
Il fascicolo di SCP-1000 andrebbe benissimo. Hai presente SCP-2932?
Dir. Lancaster
Per estensione. Perché me lo chiedi?
Dir. Malthus
Forse Alexandro può dirti di più. Credo che il SOASA abbia preso un mucchio di cose da quel posto, tempo fa. Per farla breve, in SCP-2932 vive un’entità secondo la quale la specie di SCP-1000, i Figli della Notte, o i Piedoni, come li chiamavamo noi, usavano quel posto come prigione. Non sono autorizzato a sapere tutto ciò che tengono rinchiuso lì dentro, ma so che il nucleo magico che alimenta l’intera struttura è una grossa gemma rossa. Il mostriciattolo che scorrazza lì dentro afferma che è il cuore di Titania, una dea che si strappò il cuore per tenere al sicuro i Figli della Notte. Tuttavia, so che questo va contro tutto quello che ci hanno insegnato come ricercatori, ma ho letto abbastanza opere di Shakespeare da sapere che Titania non è una dea dei Piedoni. È una dea delle fate.
Dir. Lancaster
Hai ragione. Che mi dici dell’albero? Cosa ne sai?
Dir. Malthus
È morto. A giudicare dall’aspetto, è morto da un sacco di tempo. Ogni sua componente sembra morta, persino le cellule, il che forse stupirebbe i nostri amici della SSA Hēt-1 o chiunque altro sia stato afferrato da quelle radici e trascinato sottoterra. Dovunque abbiamo prelevato campioni da analizzare, non c’è la minima attività biologica, ma quel gas fumoso deve pur venire da qualche parte e le radici sono ancora mobili, quindi ne so quanto te.
Dir. Lancaster
Dimmi di più sul fumo.
Com. Freitas
Ecco, scusa, non è davvero fumo, anche se lo sembra. È più simile a un polline finissimo. Ci causa così tanti problemi perché è una neurotossina potentissima. Se anche un singolo granello ti tocca la pelle o ti entra nel corpo, tutto il sistema nervoso inizia a collassare in pochi secondi. Non abbiamo modo di guarire le persone dalla depressione del sistema nervoso centrale a lungo termine e, nonostante abbiamo tute pressurizzate che potrebbero permetterci di scendere laggiù, la minima esposizione sarebbe fatale, se non venisse curata subito. Stiamo ancora facendo prove coi materiali per vedere se può penetrare nel policotone delle nostre tute protettive.
Dir. Lancaster
Ma, secondo te, si può scendere di persona sul fondale?
Com. Freitas
Ora come ora, stiamo elaborando la logistica. Il direttore Malthus insiste che non sapremo davvero tutta la verità finché non riusciamo ad attraversare quella nube.
Dir. Lancaster
Capisco. E nel frattempo? Là dentro c’è un posto in cui si può entrare?
Com. Freitas
Ci sto lavorando. Una volta che avremo mappato i paraggi, dovrei riuscire a escogitare qualcosa. A quanto sembra, quelle radici trascinano sottoterra di tutto e di più in questa zona da un’eternità. Otterremo qualche indizio lì.
Dir. Lancaster
Va bene, tienimi aggiornata. Direttore Malthus, posso richiedere l’autorizzazione che cerca. Cos’altro le serve?
Dir. Malthus
Dobbiamo coinvolgere qualcuno dalla squadra Eshu.
Dir. Lancaster
Coryn, sai che non possiamo.
Dir. Malthus
È quello che crede lei, ma non so cos’altro dirle, direttrice. C’è un limite alle trovate che posso avere: non ci sono proprio fonti storiche scritte su tutto questo. Hanno avuto fortuna con quello che hanno trovato in giro per l’Europa, perché qualcuno aveva scritto dei testi al riguardo, ma qui? Le testimonianze dirette sono il meglio che abbiamo. Dobbiamo parlare con uno di quegli esseri, farci dire tutto quello che sanno. Sapranno cos’è successo qui più di quanto ne sappiamo noi al momento, anche perché non abbiamo altro che polvere e supposizioni. Se dipendesse da me, ormai avremmo già intervistato una dozzina di fate, ma non ho le risorse per renderlo possibile.
Dir. Lancaster
[sospira] E va bene. Ci lavorerò. Nient’altro?
Dir. Malthus
Dobbiamo parlare con Caino.
Com. Freitas
Caino?
Dir. Lancaster
Stai scherzando.
Dir. Malthus
No. Abele non è tanto loquace e Set se ne sta con le mani in mano sulla città volante da migliaia di anni. Ci serve qualcuno che abbia esperienze dirette delle cose che succedevano prima che gli umani pensassero di mettere il loro passato per iscritto e conosciamo solo una persona che era già nata all’epoca e che ha pure una memoria fotografica.
[Silenzio]
Dir. Lancaster
D’accordo. Lavorerò anche a questo. È tutto?
Com. Freitas
C’è un’altra cosa che dovresti sapere. Di recente, gli agenti appostati sulle nostre piattaforme di osservazione hanno iniziato a tornare con lievi sintomi psicologici. Incertezza generale, disagio. Alcuni faticano a dormire. L’altro giorno, il dottor Reece voleva sapere dei turni del personale. Forse dobbiamo procedere col prossimo schieramento di membri del personale.
Dir. Lancaster
Facciamolo. Il professor Crow arriverà la settimana prossima. Dobbiamo fare in modo da stare sul pezzo.
Dir. Malthus
Mi sembra giusto. Mi accerterò che siamo tutti in riga, quando arriverà il professore.
Com. Freitas
Ci occuperemo anche dei problemi col personale, direttrice.
Dir. Lancaster
Grazie. Tenetemi aggiornata entrambi.
Addendum 6666-3
Intervista a un’Entità Eshu
Avviso: alcuni elementi di questa intervista potrebbero essere redatti ai sensi del Protocollo 4000-ESHU.
Quanto segue è un’intervista a un rappresentante piumato e rispettato nella vecchia foresta. Questa intervista è stata condotta dal dott. Park Daesung durante l’osservazione annuale obbligatoria dell’Ordine O5-4000-F26.
Dott. Park

Un’entità umanoide nativa.
Grazie per esserti preso il tempo di parlare con me. Non ti terrò occupato a lungo.
«Ma certo, ma certo. Non è un problema per me. Non mi capitano spesso tanti viaggiatori, così lontano dalla strada. È una sorpresa gradevole. Posso farti del tè? Che ne dici di un po’ di tabacco? Qui non abbiamo molto, lo sai, ma ho accumulato una piccola scorta proprio per le occasioni del genere»
Dott. Park
No, grazie. Oggi, purtroppo, si tratta solo di lavoro.
«Molto bene, accomodati. Ce ne sarà di più per me! Dunque, che posso fare per te?»
Dott. Park
Tempo fa, alcuni dei nostri agenti hanno scoperto una struttura strana, nel mezzo di una giungla a sud. Era abbandonata da molto tempo, ma riteniamo che fosse una sorta di prigione. Alcuni dei simboli in quel posto somigliavano a quelli che abbiamo trovato qui. Ne sai qualcosa?
[L’intervistato aviano si riposiziona con fare nervoso]
«Oh. Be’, sì. Ne abbiamo sempre sentito le storie, sai? Non l’ho mai vista di persona, ma ho sentito ciò che se ne racconta. Alte pareti di pietra nera e maleodorante. Rumori di grida. Però immagino che ormai si sia ridotta quasi del tutto a macerie. È passato tanto tempo»
Dott. Park
Chi erano i Figli della Notte?
[Il collaboratore alato spalanca gli occhi. Si alza di colpo e va a chiudere le ante di una finestra vicina]
Dott. Park
Perdonami se ho parlato a sproposito.
«No, no: non hai fatto niente di male. È solo un argomento di cui non parliamo, tutto qui. O meglio, non ne parliamo in dolce compagnia»
Dott. Park
Cos’erano?
«Dunque, all’inizio erano come voi e come noi. Bambini, come lo eravamo tutti. Si destarono nelle foreste, come noi, ma non in cima agli alberi. Lassù, potevamo vedere le stelle, ma sotto di noi, i Figli della Notte erano al buio quasi totale. E ci rimanevano. Presumevamo che preferissero così»
Dott. Park
Da dove venivano?
«Non saprei, davvero. È successo tantissimo tempo fa, ma forse qui c’è chi ne sa di più. Provai a starne fuori. Avevo un negozio nella vecchia città bianca sulla costa, in quell’epoca remota. Vivevano nelle foreste buie a sud. Ma si sentivano delle storie»
Dott. Park
C’è un manufatto appeso in quella prigione. Il carceriere lo chiama il Cuore di Titania. Sai qualcosa riguardo…
[L’amico calmo e incapace di volare ha un lieve sobbalzo, poi si infila una mano in tasca e ne tira fuori un medaglione. Lo fissa per alcuni secondi]
Dott. Park
Cosa sai dirmi a proposito di questa Titania?
«La chiamavamo Iýa. Ah! Colei che dorme tra le stelle. Si diceva che, nelle notti buie, si poteva udire il suo respiro sopra la volta celeste. Era una dea della luce stellare, più meravigliosa di qualunque cosa abitasse sulla Terra»
[Il compagno col becco mette via il medaglione]
«Adoravamo Titania più di chiunque altro, persino più di Gaia in persona. Era bellissima»
Dott. Park
L’entità che vive nella prigione dice di chiamarsi Caspan. Sai qualcosa sul suo conto?
[Rabbrividisce]
«Sì. Lo chiamavamo Caspan il Tessitore di Sogni. Una volta Caspan era un artista. Poteva raccontare storie nei sogni e dare vita ai sogni stessi. Quando i notturni vennero a prenderlo, li supplicò di risparmiargli la vita e il nome e gli lasciarono… lasciarono che si tenesse entrambi»
Dott. Park
Notturni? Intendi i Figli della Notte? Perché vennero a prenderlo?
«Perché i Figli della Notte erano creature curiose. Si sedevano in ampi cerchi all’ombra degli alberi alti e mormoravano canzoncine tristi insieme, mentre ondeggiavano all’unisono. Eravamo così arroganti che non li consideravamo più di quello che volevamo vedere: piccoli e tristi abitanti del sottobosco, che racimolavano scarti e sgattaiolavano al buio, in mezzo agli alberi. Quando cantavano le loro misere canzoncine alle piante, non ci importava di vedere le piante piegarsi al canto. Non volevamo vedere i corpi appesi ai rami, quindi non li vedevamo. Dapprima, iniziarono a scomparire i viaggiatori, poi anche i nostri simili. Li avevamo ignorati così a lungo che, quando iniziammo a prestare loro attenzione, erano diventati cattivi»
Dott. Park
E cosa successe a Caspan?
«Presumo che avesse paura. Vennero a prenderlo, lo portarono nelle tenebre e lo costrinsero a insegnare loro cose terribili. I Figli della Notte erano curiosi e, col tempo, la loro curiosità prese una piega… scusami, sono spiacente»
Dott. Park
Va bene, non voglio farti pressioni.
«No, è tutto a posto. Qui non ne parla più nessuno, molte cose si dimenticano col tempo»
[Indugia]
«All’inizio, la loro curiosità era come la nostra, ma mentre noi ci meravigliavamo e deliziavamo delle stelle nel cielo, i Figli della Notte avevano il buio come unica fonte di conforto e, col tempo, la loro curiosità prese una piega crudele. Non erano capaci di sognare; nel senso, non come te o me, ma lo desideravano, così portarono Caspan il Tessitore di Sogni nelle tenebre e lo costrinsero a insegnare loro come si fa. Però, capisci, non potevano, perché non sono come noi. Così, quando Caspan provò a insegnarglielo, scoprì… qualunque cosa vide laggiù, al buio, qualunque orrore avessero appreso mentre cantavano le loro canzoncine bizzarre… non oso immaginarlo. Dopo, quando gli chiesero di tradirci, lo fece senza protestare»
Dott. Park
Quale fu il tradimento?
«Volevano esprimere un desiderio. Caspan li condusse da Titania e lasciò che lo esprimessero»
[Silenzio]
«Si racconta che, quando vennero i notturni, giunsero in lunghe file indiane, nel silenzio delle foreste buie. Trovarono la nostra benedetta Titania, proprio dove Caspan aveva detto loro che l’avrebbero trovata, ed espressero il loro desiderio col suo aiuto»
[Silenzio]
Dott. Park
Qual era il desiderio?
[DATI CANCELLATI. VEDI L’ADDENDUM 6666-13 PER ULTERIORI INFORMAZIONI]
Dott. Park
Possiamo concludere, se vuoi.
«Credo che sia meglio così. Scusami, è solo che… è proprio imperdonabile»
[Indugia]
«Oh, Iýa! Cosa ti abbiamo fatto?»
[L’intervista si conclude]
Addendum 6666-4
Intervista a SCP-073
Quanto segue è un’intervista a SCP-073. L’intervista è stata condotta dalla dott.ssa Sophia Light, la direttrice del Comando Regionale Occidentale della Fondazione.
SCP-073
Direttrice Light, ma che sorpresa. Ero convinto che non avesse più abbastanza tempo per gli umanoidi di Classe 3 come me.
Dir. Light

Foto del fascicolo originale di SCP-073
Sei sfacciato, Caino, ma chiamami Sophia, per favore. Il direttore Light era mio padre.
SCP-073
Molto bene, Sophia. È una circostanza insolita per noi due. A cosa è dovuta?
Dir. Light
Hai presente il Progetto PARAGON?
SCP-073
Oh, solo quello che mi dicono; ovvero poco, in questo caso. Lo tengono sottobanco. Nonostante tutti i segreti che mi avete fatto mantenere, ce ne sono comunque alcuni che scegliete di nascondere, come uno scoiattolo che seppellisce le ghiande.
Dir. Light
Sì, sai com’è. Comunque, negli ultimi anni abbiamo seguito dell’attività anomala che ha iniziato ad aggravarsi. Spero che possa rispondere ad alcune domande che ho al riguardo.
SCP-073
Capisco. Sai, mi è sorta una domanda: con tutte le “attività anomale” con cui avete a che fare ogni giorno, dopo un po’ non iniziano a sembrarvi attività normali?
Dir. Light
Non puoi immaginare.
SCP-073
Forse no. Mi impegnerò a rispondere alle tue domande meglio che posso, tuttavia ho paura di cosa potresti chiedermi, visto che siete costretti a venire da me per venirne a capo.
Dir. Light
Ho bisogno che mi dica quello che sai dei Figli della Notte.
[Silenzio]
SCP-073
I Figli della Notte? Non sentivo quel nome da moltissimo tempo. [indugia] È un segreto antico, Sophia. Come vi ci siete imbattuti?
Dir. Light
Abbiamo classificato i pochi esemplari rimasti tanto tempo fa. C’è un breve video di uno di loro avvistato negli Stati Uniti che appassiona i criptozoologi dilettanti e, anche se li abbiamo registrati, finora sono sfuggiti alla cattura. Le loro motivazioni e origini sono ancora un mistero per noi: è come se tutta la loro storia fosse stata cancellata.
SCP-073
Sì. Sì, forse era quello il punto.
Dir. Light
Vai avanti, per favore.
SCP-073
Da dove comincio? I Figli della Notte; prima di tutto, per intenderci, non li ho mai incontrati di persona. Vennero nel mio lato del mondo solo una volta, in quell’epoca remota, ma ai tempi ero… avevo altri impegni. Vennero per volere dei loro padroni, alla ricerca di qualcuno che si era macchiato di un peccato terribile. Anzi, il peccato originale.
Dir. Light
C’entra qualcosa con l’entità di nome Adamo?
SCP-073
Direttrice Light! Sa più di quello che lascia intendere.
Dir. Light
Di solito sì. Continua.
SCP-073
Dir. Light
Cosa gli successe?
SCP-073
Non ne sono certo. Adamo aveva sottratto una stella al cielo e l’aveva incastonata nella sua corona di ferro. Cosa successe dopo? La mia famiglia non fu più la stessa. Io fui esiliato, Abele fu ucciso e il nostro fratello minore scomparve. Adamo era rimasto l’unico abitante del suo regno e tutto quello che sentii fu che i Figli della Notte erano venuti a prenderlo e, quando se ne andarono, mio padre non c’era più.
Dir. Light
Perché si chiamano Figli della Notte?
SCP-073

Le antiche rovine di SCP-4840
Immagino che serva a fare il contrasto con noi. Noi, l’umanità in generale, nascemmo sotto il sole splendente di mio padre. All’epoca eravamo diversi: esseri radiosi, ancora sfolgoranti di quella luce magnifica. Da quando ne siamo stati separati, ci siamo “ridotti” un po’, [indica il proprio corpo] ma siamo ancora ciò che eravamo a quei tempi, anche se la nostra specie non gode più della stessa longevità di una volta. Quindi eravamo i Figli del Sole.
La Città Volante di Audapaupadopoli
Secondo le informazioni condivise da SCP-4840-A, Audapaupadopoli (SCP-4840) è la prima città costruita dagli esseri umani sul pianeta. La datazione al carbonio del complesso è stata inconcludente, ma gli indizi fanno presagire che, difatti, la struttura sia più antica di qualunque civiltà umana nota e, forse, di gran parte della storia geologica nota.
Secondo SCP-4840-A, la composizione gerarchica di Audapaupadopoli era incentrata su un singolo individuo: un umanoide maschio dall’autorità assoluta, di nome Adamo el Asem. Questo individuo, la cui esistenza è indicata ma non confermata altrove, è denominato “il Primo Uomo”, “il Primo Umano” o “il Primo Re degli Uomini” in testi paralleli e si ritiene che abbia ispirato dei racconti abramitici su un proto-umano simile. La sorte di questo individuo è ignota, ma si ipotizza che il declino di SCP-4840 sia iniziato poco dopo la sua scomparsa. Non è noto quando abbia avuto luogo questo avvenimento.
SCP-4840-A e SCP-073 affermano entrambi di essere imparentati con questa entità. SCP-076-2 non ha confermato di sapere alcunché circa l’entità. Nessuno di questi tre individui ha espresso la volontà o la capacità di svelare ulteriori informazioni a proposito di questa entità.
[Silenzio]
SCP-073
Come hai detto?
Dir. Light
Audapaupadopoli. Sai di cosa si tratta?
SCP-073
Quella città? So che pensavi che forse mi sarei stupito, scoprendo che sai già tutto, ed è così, ma…
[Indugia]
SCP-073
No, non erano tutti come noi. Ci abitavano anche altri esseri, in assoluto più grandiosi e terribili di me, ma nessuno era più grandioso o più magnifico di mio padre. Era sotto la sua protezione che il nostro popolo e i segreti custoditi nella città rimanevano al sicuro. Quando mio padre scomparve, la città si spopolò e quei segreti diventarono vulnerabili. Ci fu chi rimase e lavorò con diligenza per trovare un modo per proteggerli, e furono orditi degli intrighi per fare in modo che rimanessero nascosti, ma se ora sono di nuovo allo scoperto… sì. Ora capisco perché siete venuti da me.
Dir. Light
Non credo di capire.
SCP-073
Devi capire; i Figli della Notte non sono come voi, né come me, e nemmeno come il popolo fatato dall’altra parte dell’oceano.
Dir. Light
Cosa intendi?
SCP-073
So solo ciò che ho sentito. Come ho già detto, non ero presente quando accadde gran parte di tutto questo. Si racconta che quando i Figli della Notte vennero al mondo, avevano tutti la curiosità dei bambini e, quando la luce stellare dei loro padroni non bastò a soddisfare i loro desideri di scoperta, trovarono divinità più oscure da venerare. Quelle divinità esigerono la loro libbra di carne, in cambio dei poteri necessari per esaudire i desideri dei Figli della Notte, e quella libbra derivava dalla storia dell’umanità. Ogni volta che si scagliavano su una civiltà e la trascinavano sottoterra, ogni documentazione di quella civiltà cessava di esistere. Era quello il loro pagamento.
Dir. Light
Ne hai fatto menzione anche prima. Chi erano i loro padroni?
SCP-073
Ah! Ecco, furono le fate a crearli. O meglio, a desiderare che esistessero; o così mi dissero. Le fate veneravano Titania, la dea delle stelle e dei desideri, e quando mio padre… [indugia] certo, mio padre era bello e magnifico, ma la richiesta incosciente di un bambino piantò il seme dell’invidia nel suo cuore, così la sua luce fu rivolta a un singolo desiderio; un desiderio che sfociò nel primissimo peccato. Quel peccato fu così blasfemo per le fate che non poterono fare a meno di reagire.
Dir. Light
Quindi le fate li misero al mondo per uccidere tuo padre?
SCP-073
Forse, o forse per proteggersi. I Figli delle Stelle videro la luce di mio padre sorgere a est e pregarono Titania di salvarli. Non so cosa implorarono, né cosa costò loro, ma non passò molto tempo prima che i viaggiatori iniziassero a raccontare storie di sagome alte rannicchiate appena oltre il margine delle foreste buie su quelle coste lontane. Col tempo, vennero nel mondo degli umani, ma non prima di essersi rivoltati contro i loro padroni. Sono distruttori, e se tornano alla ribalta, non avranno pace finché non ci avranno ritrascinati sottoterra. Non sono creature che potete uccidere con semplici carri armati e fucili: sono un’aberrazione divina.
Dir. Light
Cos’è successo a loro?
SCP-073
Hai sentito parlare del Giorno dei Fiori? Forse no. Quel giorno ero lontanissimo dalle terre degli umani, ma tutti i fiori sul pianeta sbocciarono nello stesso istante, dopodiché iniziò a piovere. Anni dopo, quando l’acquazzone si placò, era rimasto ben poco e i Figli della Notte erano scomparsi.
Dir. Light
Questo è parecchio da assimilare, ma sono informazioni preziose. Grazie.
SCP-073
Vorrei aiutarvi di più, ma purtroppo la mia assenza nel corso di gran parte di quella storia antica dell’umanità mi penalizza molto in questo ambito.
Dir. Light
Capisco. [indugia] Caino, quanti anni hai?
SCP-073
Ah! Sophia, in tutta onestà, non lo so. Ho perso il conto tanto tempo fa. Gli anni passano e ogni secolo diventa l’ennesima goccia in un oceano sempre più vasto di ricordi. In epoche passate, ho vissuto innumerevoli altre vite in altri posti, sotto nomi diversi. È impossibile capirlo.
Dir. Light
Continuerai così per sempre?
SCP-073
La mia longevità ha persistito come una benedizione da mio padre, ma non durerà per sempre. Il massimo che posso sperare di concludere è rimediare ai nostri sbagli, quali che siano, prima che anch’io mi spenga in silenzio.
Dir. Light
Be’, se ti viene in mente altro, fammelo…
SCP-073
Aspetta.
Dir. Light
Scusami?
SCP-073
Questo… d’accordo. Ti sembrerà un azzardo, ma potrebbe esserci qualcun altro con cui potete parlare.
Dir. Light
Chi?
SCP-073
C’era un vecchio stregone che serviva l’antica casata daevita di Malidraug. Presumo che abbiate senz’altro scoperto alcune verità sui vecchi regni degli uomini mortali, se avete trovato Audapaupadopoli.
Dir. Light
Hai ragione.
SCP-073
Bene. Quello stregone si chiamava Matusalemme. Un Daevita moribondo gli insegnò come prolungarsi la vita con la magia del sangue. Da allora, si aggira per il mondo dove gli conviene: appare nelle sedi del potere o nei dintorni. Non so se fu mai accolto nella casata di Apollyon, dove si discuteva dei veri segreti di quell’epoca, ma non ho il minimo dubbio che li abbia frequentati per smerciare la sua mercanzia. Ha manie di grandezza, ma di certo conosce un po’ di magia vera.
Dir. Light
Secondo te dove si trova questa persona?
SCP-073
Non ne sono sicuro; ormai sarà vecchissimo. Di certo ha centinaia di millenni. Non so quali effetti possano aver avuto quegli avvenimenti sulla sua psiche, ma deve averli vissuti. Potrebbe sapere altro sui Figli della Notte.
Dir. Light
Capisco. [indugia] Caino, la tua memoria è fotografica, giusto?
SCP-073
Sì.
Dir. Light
Se vedessi il volto di Matusalemme, lo riconosceresti?
SCP-073
Ma certo.
[La direttrice Light tira fuori il portatile dalla borsa. Un attimo dopo, lo gira per mostrare lo schermo a SCP-073]
Dir. Light
È lui?
SCP-073
Sì. Dove avete preso quell’immagine?
Dir. Light
Che ci creda o no, è in un’altra ala di questo sito.
SCP-073
[ride] Che colpo di fortuna, Sophia! Sì, parlerei con lui, se fossi in voi. Non ha la mia stessa età, ma ha assistito a eventi che mi sono perso. Le sue esperienze dovrebbero avere un valore inestimabile per voi.
Dir. Light
Forse vale la pena chiederti se Abele…
SCP-073
[alza una mano] Ti fermo subito. Mio fratello… mio fratello ha sofferto per tutti questi anni. È arrabbiato, come sapete benissimo, e non avrebbe il minimo interesse a rispondere a domande di storia, anche se avesse vissuto quegli eventi di persona. Per giunta, mio fratello è confinato in quel sarcofago da tantissimo tempo. Anche se fosse disposto a svelarvi quello che sa, dubito che abbia qualcosa da raccontare.
Dir. Light
Grazie, Caino. Sei stato di grandissimo aiuto.
SCP-073
Non c’è di che. Anche se…
Dir. Light
Sì?
SCP-073
Se non è troppo da chiedere, ad Audapaupadopoli avrete incontrato un… un uomo. Forse solo un uomo, o persino… persino i suoi resti. Se… se avete trovato quell’uomo, potresti farmelo sapere? Voglio solo… c’eravamo io e Abele, ma nostro fratello minore… è passato così tanto tempo, non posso fare a meno di chiedermi se posso…
Dir. Light
Mi dispiace, Caino. Sai che non potrei farlo, anche se volessi.
SCP-073
Ah, sì. Ma certo, capisco. [indugia] Mi sarebbe piaciuto molto poter… poter chiedere scusa al mio fratellino. Ma abbiamo tutti dei rimpianti, vero?
Addendum 6666-5

Sir Winston Connington, Egr. Sig.
Estratto dal Diario di Winston Connington
Quanto segue è un estratto dal diario di Winston Connington, un pararcheologo e occultista inglese del XVIII secolo che raccolse numerosi oggetti e scritti che citano avvenimenti o persone antidiluviane, in una raccolta chiamata “Collezione di Connington”. Ulteriori estratti da questo documento sono disponibili nell’Addendum 4812-1.
La Collezione di Connington
Sir Winston Connington nacque nel 1752, figlio di Horace Connington ed Elizabeth Browley-Herriman. Sin da giovane, Connington si interessò alla geologia e all’archeologia, il che lo spinse a iscriversi al Consorzio Reale di Studi Geologici all’università di Oxford, nel 1769. Fu lì che conobbe il marchese Earl Skitter, un membro della Società dei Marchesi di Oxford, il quale finanziava Connington nella sua ricerca di manufatti antichi e occulti.
Fu tramite queste imprese che Connington fece la sua prima scoperta rivoluzionaria: una fessura vulcanica sulle Alpi austriache che conteneva SCP-4812-E, il Vinuvinex, che in seguito si rivelò una delle tre “Grandi Empietà” descritte nei testi antidiluviani. Fu questa scoperta a indurre Connington e il marchese Skitter a investire una somma considerevole di ghinee in una spedizione archeologica in un sito nell’attuale Ucraina, dove furono rinvenuti numerosi manufatti. Gli oggetti scoperti in quella spedizione furono infine raccolti nella cosiddetta Collezione di Connington, che passò a vari altri collezionisti e occultisti facoltosi dopo che Connington morì di polmonite nel 1797.
Nel 1936, la raccolta si ritrovò nella tenuta del collezionista di opere d’arte olandese Markus de Wees. Dopo la morte di de Wees nel 1948, la raccolta fu suddivisa in tre collezioni più piccole; una fu venduta ad Amscott Carter nel 1950, un’altra fece parte di un’esposizione storica tedesca al Germanisches Nationalmuseum, per poi essere tolta e venduta a un collezionista privato anonimo; la terza fu messa all’asta e venduta a una camera di compensazione della Fondazione. Parte della collezione che era stata venduta ad Amscott Carter fu recuperata dalla Fondazione con l’aiuto del socio in affari del sig. Carter, ma la terza suddivisione è introvabile da quando fu venduta nel 1951.
Nei miei grandi sforzi per cercare i luoghi più antichi e dimenticati della nostra storia, mi sono imbattuto in numerose menzioni di un vecchio regno degli uomini, un regno che esisté molto tempo prima dei regni europei o degli Arabi, forse più antico persino di Noè e del Diluvio Universale. Ho documentato molti di essi altrove, ma forse il più elusivo è una parabola scritta da un individuo che si chiamava “Gom da Nod”, il quale espone, a mio parere, avvenimenti che ebbero luogo verso la fine del dominio degli antichi Re del Cielo. In altri miei scritti, ho esposto i racconti dei quattro cavalieri della casata di Apollyon, ma non sono mai riuscito a chiarire le loro origini.
Eppure, ho appena ottenuto un frammento di pergamena conservato nel sale, che mi è stato regalato dal sultano Mustafa III degli Ottomani. Il testo, che il sultano reputava illeggibile, è scritto nello stesso codice rozzo di altri frammenti che ho trovato in testi antichi simili. Le parole sulla pagina sono sbiadite a causa dell’età, ma con l’aiuto del mio servo Gerhard, riteniamo di aver trascritto con accuratezza le parole qui. Ed ecco l’unica riproduzione al mondo della parabola di Gom da Nod.
Le parole di Gom, figlio di Nod. Così vi parlo di questi racconti dal mondo vecchio.
C’era una volta un guerriero bello e forte, dagli occhi verdi e i capelli ramati. La sua risata era come un tuono e la sua furia era come un fortunale. Era adorato in lungo e in largo: coloro che lo contemplavano si meravigliavano della sua maestria e dicevano:
«Di certo è questo colui che discende da Adamo, che visse in un’epoca remota»
Era adorato più di chiunque altro, ma soprattutto dal suo re, signore degli ospiti e sovrano dei cieli. Nel suo momento di più grande bisogno, il re convocò il guerriero e la sua potenza, e il guerriero rispose con la spada o [TESTO DANNEGGIATO], finché i nemici del re non furono ridotti in polvere o la sua [TESTO DANNEGGIATO]. In cambio dei suoi servigi, il re offrì un solo favore al suo campione. Così parlò:
«Per te, campione dei campioni, che le mie parole siano chiare: i cieli e la terra non hanno confini, la vita e la morte non hanno barriere. Qualunque cosa desideri, sarà tua»
E il guerriero disse:
«Signore degli ospiti, adorato fra i sovrani, desidero solo il vostro servizio, chiedo di potervi servire da oggi fino agli ultimi giorni degli uomini, e di poter consacrare il mio cuore a voi, senza riserve, per restare in vostra presenza finché il sole si spegnerà»
Il re disse:
«Sarà così per sempre: tu, il più fedele e nobile dei cavalieri, mi servirai. La tua lancia sarà la mia lancia, la tua voce sarà la mia voce. Il tuo cuore mi apparterrà per sempre e, quando i tuoi servigi saranno finiti, riposerai al mio fianco nel sepolcro dei miei antenati»
Dunque il grande guerriero servì il suo re, per [TESTO DANNEGGIATO]
Accadde poi che il re, ormai invecchiato, volse lo sguardo a un’ultima conquista oltre il mare. Dopo [TESTO DANNEGGIATO]
[TESTO DANNEGGIATO]
[…] una malattia gravò sui cavalieri del re e un empio maleficio fu scagliato su di loro. Spinti dalla follia e dall’angoscia, uno dopo l’altro gridarono a dei oscuri e abietti per trovare sollievo dal loro tormento e, uno dopo l’altro, cederono alla malvagità seminata in loro.
Anzi, tutti tranne il grande campione. Aveva consacrato il suo cuore al suo re e, sebbene ormai il suo re giacesse nell’abisso più buio del mare, la sua fedeltà non vacillava. Deformato e distorto, venne dinanzi al figlio del re e lo implorò così:
«Mio signore, mio signore! Salvatemi, vi prego. Abbiate pietà della mia condizione, in memoria dei servigi gratuiti che ho prestato a vostro padre e alla vostra casata per tutti questi anni. Liberatemi da questa malignità, così che possa servirvi ancora»
E l’ultimo figlio del re disse:
«Cavaliere, hai servito la mia casata con fedeltà, ma l’abominio che sei diventato sminuisce le nobili sale di mio padre. Anche se sei posseduto da questa malattia, non puoi risiedere in questo luogo sacro, né considerarti un guerriero della mia casata. Ribellati alla dea malvagia della nostra nemica sepolta e trova le radici oscure da cui fiorisce questo terrore. Abbattila, metti in fuga i suoi pastori abietti e non soccombere a queste distorsioni ripugnanti. Se lo fai, le porte del mio palazzo ti saranno riaperte. Se hai custodito la fedeltà a mio padre nel tuo cuore disgraziato, non perdere tempo: va’ e cerca la tua salvezza nelle foreste nere oltre il mare, dove mio padre ci ha condannati alla rovina, perché la nostra unica speranza di salvezza è esorcizzare la Temuta Titania dal suo suolo. Fallo e riconquista il tuo onore»
Mentre imprecava e deplorava quella tragedia, il guerriero fuggì da quelle alte mura come una bestia che si contorceva, un uragano di tormento e terrore, e i sudditi del suo signore piansero e digrignarono i denti, quando videro cos’era successo a lui, che un tempo stava al fianco del loro re. Il guerriero sparì dalla loro vista e dai loro ricordi, il suo nome non fu pronunciato mai più in quella terra antica. Quando il figlio del re fu abbattuto dallo strumento della sua nemica e cadde nelle tenebre, e quando la sua corona andò perduta, maledisse la sua nemica e i cavalieri di suo padre, ma riservò il suo biasimo più aspro al grande campione della sua casata e all’oscurità che aveva [TESTO DANNEGGIATO]
Addendum 6666-6

Un fotogramma del video registrato dal drone telecomandato “Eroe”.

Un fotogramma del video filmato dal drone telecomandato “Campione”.
Registrazione di una Ricognizione da Remoto
Quanto segue è la trascrizione del video di un tentativo di esplorazione innominato nella caverna sotto SCP-6666. Il drone in questione, un ottocottero modello VII da 4,5 kg prodotto dalla Fondazione, soprannominato “Eroe”, aveva un’autonomia di 8 ore ed è stato in grado di funzionare fino a distanze di 23 km. Eroe è riuscito a funzionare in autonomia al di fuori del suo raggio di controllo tramite un modulo dall’intelligenza artificiale coscritta (IAC), soprannominato “Valore”. Il modulo Valore non è considerato senziente di per sé, ma è capace di risolvere problemi basilari e gestire crisi semplici, oltre a saper compiere missioni più complesse.
Inoltre, il drone Eroe era dotato di un piccolo quadrirotore, soprannominato “Campione”, per introdursi nelle zone a cui Eroe non poteva accedere a causa delle sue dimensioni notevoli.
Progetto PARAGON
Sito Operativo Avanzato del Sud America
Registrazione del Velivolo di Ricognizione Esplorativa
Il drone modello VII “Eroe” è posato sulla piattaforma di osservazione della torre Delta, prima del decollo. Gli ingegneri effettuano un’ispezione pre-volo di Eroe prima dell’inizio della missione. Poco tempo dopo, Eroe riceve il via libera e decolla dalla piattaforma. Eroe si dirige a nord e si avvicina a SCP-6666.
Appena i sensori di Eroe si accendono del tutto, si vede SCP-6666 nella schermata centrale. Mentre Eroe si avvicina a SCP-6666, si accende una lampada di inondazione montata sullo scafo. Eroe continua ad avvicinarsi finché SCP-6666 non occupa tutta la schermata, dopodiché inizia a salire un poco. Si può sentire SCP-6666-A che si dimena e ruggisce sopra il baccano dei rotori di Eroe.
Dopo 20 minuti, SCP-6666-A appare nella schermata. L’entità è intrappolata, affondata a metà nel tronco di SCP-6666. Come ha fatto durante ogni missione esplorativa precedente, SCP-6666-A ignora del tutto il drone, in apparenza concentrato appieno sul tentare di liberarsi da SCP-6666. Dallo squarcio nel tronco di SCP-6666 sgorgano fitte nubi di fumo verde che ustionano la pelle di SCP-6666-A e la ricoprono di vesciche. L’entità sembra molto sofferente e continua ad attaccare SCP-6666 con la lunga lancia di ferro fusa col suo braccio destro superiore.
Dopo 30 minuti di osservazione, Eroe inizia a scendere e si allontana da SCP-6666-A e SCP-6666. La telecamera si inclina per osservare il terreno di sotto, che è ben al di là del campo visivo dei riflettori delle torri e al buio completo. Le videocamere a infrarossi montate su Eroe trasmettono filmati inconcludenti. Eroe accende diversi altri fanali montati sullo scafo, mentre continua a scendere. Una volta raggiunta l’altitudine desiderata, Eroe si dirige a est, verso la parete più vicina della caverna, e avanza.
Dopo altri 21 minuti di volo, Eroe esce dal raggio d’azione del suo telecomando e il modulo Valore prende il controllo del velivolo. Poco dopo, sullo schermo appare la parete settentrionale della caverna. La superficie consiste per la maggior parte in roccia e suolo e porzioni considerevoli della parete sono ricoperte dalle grosse radici serpeggianti di SCP-6666. Gran parte della parete è oscurata dalla foschia verde emanata da SCP-6666, ma il fumo viene spazzato via appena Eroe si avvicina e, nell’oscurità, appaiono delle strutture.
Davanti a Eroe vi è una grande struttura di pietra in uno stato avanzato di rovina. Detriti e macerie coprono il terreno intorno alla struttura principale e, poco lontano, si trovano due grandi rovine cilindriche di pietra, che si ritiene fossero torri in passato. La disposizione delle rovine e le condizioni della struttura fanno presagire che, a un certo punto, l’intero edificio sia caduto da un’altezza notevole e si sia schiantato in quel punto, ma non a una velocità tale da frantumare i muri di pietra. Eroe si gira verso il centro della caverna e, appena il fumo inizia a dissiparsi nei paraggi, appaiono ulteriori strutture.
Le rovine in questa zona sono un misto insolito di edifici, monumenti, attrezzature e altri oggetti senza alcun luogo d’origine distinguibile. Sono presenti le rovine di una grande struttura religiosa di pietra che reca simboli insoliti all’esterno, alte case a schiera di legno con tetti di paglia e strane membrane carnose tese su lunghi supporti arcuati che sembrano ossa. Il terreno è cosparso di utensili, vasellame, carretti, armi e fogli di carta. Soffia una lieve brezza e molti degli oggetti sul terreno iniziano a scivolare giù per la scarpata, verso il fondo della caverna.
Eroe sale un poco di quota e segue il pendio roccioso verso il basso. Di sotto si vedono case crollate, nonché un magazzino rudimentale e un mulino per cereali a pezzi. Nonostante l’età apparente di gran parte delle costruzioni, le rovine sono in buone condizioni, cosa insolita. Eroe si abbassa abbastanza per filmare un pezzo di cuoio arrotolato con delle parole scritte in inchiostro nero sull’esterno; è chiaro che il testo non si è sbiadito.
Il drone si gira verso est e continua a scendere lungo il pendio, verso una sezione di terra più sgombra. La videocamera a infrarossi di Eroe si accende e si rigira verso la parete della caverna, dove ora si vede bene che tutta la parete e il pendio della grotta sono coperti da decine di migliaia di edifici, che si estendono a perdita d’occhio. Molte di queste strutture, compresa la grande statua di pietra di un cervo senza testa nelle vicinanze, sono intrecciate con le radici di SCP-6666 e, a quanto pare, vengono trascinate sottoterra a poco a poco.
Mentre Eroe sorvola numerosi altri edifici, sorpassa una casa crollata e si attiva un allarme identificatore di forme di vita. Valore fa avvicinare Eroe alla casa e il drone atterra, quindi sgancia il quadrirotore ricognitivo leggero Campione per indagare più a fondo nella casa. Campione si stacca da Eroe ed entra nella casa crollata, attento a non urtare i detriti caduti. Quando Campione raggiunge il retro dell’edificio, che Eroe poteva vedere attraverso il tetto crollato in parte, osserva il cadavere emaciato di un piccolo umanoide. La salma è rannicchiata in posizione fetale, con le mani sul volto, e tutto il corpo è rivolto all’angolo. Campione effettua scansioni termiche ed elettromeccaniche sulla salma, la quale indossa un semplice vestito di cotone sottile, e conferma che l’umanoide è morto e non dà segni di vita. Campione analizza in fretta il resto dell’edificio in rovina, per poi uscire attraverso il tetto scoperchiato.
Invece di tornare da Eroe, Campione entra in varie altre strutture vicine per ispezionarne l’interno. In un edificio che, a quanto sembra, un tempo era una stalla per bestie da soma, Campione scopre le carcasse altrettanto emaciate di numerosi cavalli, molti dei quali sono coperti di strane ferite da perforazione. È ben chiaro che i musi dei cavalli, distorti come sono dalle condizioni dei loro corpi, sono contratti in espressioni terrorizzate. Nel retro della struttura, giace la carcassa di un canide; le sue zampe e unghie sono consunte quasi fino all’osso e si vedono segni di graffi sulla porta di legno sul retro della struttura.
Campione esce dalla struttura e si ricongiunge con Eroe. Eroe decolla ancora e si gira verso ovest, si allontana dalla parete rocciosa della caverna e si dirige verso SCP-6666. Le luci dei riflettori delle torri di osservazione sono del tutto bloccate dalla nube sopra e intorno a Eroe. Il drone segue il pendio della caverna e sorpassa numerose strutture singole in rovina, fino a raggiungere una linea netta nelle macerie oltre la quale le rovine finiscono all’improvviso. Il pendio roccioso prosegue verso il basso, ma non si vedono altre strutture attraverso la caligine. Eroe continua ad avvicinarsi, finché non si attiva un altro allarme identificatore di forme di vita.
La telecamera principale di Eroe ingrandisce su un altro umanoide più grosso, disteso sul terreno roccioso di sotto. Questa salma è altrettanto emaciata e sembra che, al momento del decesso, stesse strisciando su per il pendio. Appena Eroe si sofferma sul cadavere e i suoi rotori spazzano via più caligine, suonano ulteriori allarmi e Valore rileva altre forme di vita. La telecamera principale di Eroe si muove e vede dozzine di salme umanoidi simili lungo il pendio, immobili e con la faccia a terra, ma sembra che abbiano provato tutte a strisciare verso monte. Man mano che Eroe sorvola gli altri cadaveri, verso valle, si rivela il numero complessivo dei corpi.
Anche se il calcolo di bordo eseguito da Valore è intralciato dall’illuminazione scarsissima e la nebbia fitta, Eroe osserva molte centinaia di migliaia di cadaveri umanoidi emaciati, i quali sembrano essere tutti strisciati via da qualcosa che si trova in fondo al pendio. Le dimensioni dei cadaveri variano da quelle di bambini a quelle di adulti, con un misto di tratti maschili e femminili; sono presenti anche alcuni animali e altre forme di vita indistinte con tratti sia umanoidi sia animaleschi.
Mentre Eroe continua a contare i corpi lungo il pendio esteso e desolato, Campione si sgancia dal drone e si avvicina ai cadaveri. Più si avvicina, più diventano chiare le condizioni dei corpi: ciascuno è ricoperto da uno strato sottile del polline verdognolo che costituisce la nebbia e ogni salma mostra segni che questi individui stavano strisciando o correndo per scappare da qualcosa alle loro spalle; molti presentano ferite da autodifesa inflitte ai corpi vicino a loro, in quello che in apparenza fu un tentativo disperato di fuggire. I volti di tutte le salme visibili mostrano segni di terrore e panico, però molti giacciono a terra in posizione fetale e si coprono la faccia con le mani.
Campione ritorna da Eroe, il quale aveva contato circa 283.824 corpi in un’area di 0,87 km2. Mentre Eroe continua a scendere lungo il pendio, la densità dei cadaveri aumenta finché il drone non raggiunge il fondale della caverna; a questo punto, il numero e la densità dei corpi inizia a ridursi. Eroe prosegue verso il centro della caverna, ma viene fermato da un allarme di prossimità. Tutti i fanali esterni si puntano in avanti, dove inizia una foresta di torreggianti alberi scuri alti un centinaio di metri, che si estende sia a sinistra sia a destra, a circa 14 m dal drone. Gli alberi nel sottobosco, per quanto più bassi e sottili di quelli principali, formano uno strato di vegetazione fitto e in apparenza impenetrabile in cui Eroe non può entrare.
Ancora una volta, Campione si sgancia dal dorso di Eroe, si solleva un poco ed entra nella foresta con attenzione. Nonostante Campione sia dotato di riflettori potenti, la vegetazione fittissima li rende pressoché inutili. Mentre Campione prosegue nella foresta, Eroe atterra davanti agli alberi per risparmiare energia, poiché la batteria è calata al 62%. Poiché qualunque calo sotto il 55% forzerebbe un ritorno immediato alla base, Valore riadatta il piano della missione per tornare alla torre Delta subito dopo che Campione finisce la sua ricognizione.
Dopo aver attraversato la foresta fitta per 3 minuti, Campione segnala un errore strumentale. Nonostante il drone non abbia effettuato alcuna correzione di rotta insolita, ora crede di star volando capovolto e di starsi muovendo di lato verso sud, a grande velocità. Il drone tenta di correggere il passo, ma urta un albero e cade. Si sente un forte ululato acuto, dopodiché Campione si schianta. Sebbene i suoi strumenti continuino a funzionare, l’impatto distrugge la sua telecamera principale. Campione inizia a suonare il suo segnale acustico di recupero, che viene captato dal microfono a bordo di Eroe. Nel corso dei 5 minuti seguenti, Eroe continua a raccogliere dati, mentre il segnale acustico di recupero di Campione continua a suonare.
5 minuti e 16 secondi dopo che Campione si è schiantato, il segnale acustico di recupero di Campione inizia ad attenuarsi sempre di più, come se si stesse allontanando da Eroe. Tuttavia, i sensori a bordo del drone non segnalano alcun movimento. Va avanti così per altri 8 minuti e 47 secondi, dopodiché Eroe non riesce più a captare il segnale acustico di recupero di Campione.
Eroe aspetta il recupero di Campione per i 30 minuti prestabiliti. Allo scadere del tempo, ora che Campione segnala solo dati telemetrici, Eroe inizia a risalire verso la torre Delta. Quando Eroe sale di oltre 6 km, esce dalla portata della trasmissione di dati di Campione e il quadrirotore non viene più rilevato. 1 ora e 9 minuti dopo, dopo due brevi fermate per raccogliere ulteriori dati telemetrici, Eroe atterra sulla piattaforma della torre Delta.
Addendum 6666-7
Trascrizione della Riunione della Dirigenza del Progetto PARAGON 2
Quanto segue è un estratto da una riunione registrata della dirigenza del Progetto PARAGON, tenutasi il 02/05/2019.
Trascrizione della Registrazione Audio Interna
Partecipanti
Partecipanti a Distanza
Dir. Lancaster

Coryn Malthus, direttore del Dipartimento di Ricerche Antidiluviane
Buongiorno a tutti, grazie di essere venuti. Professor Crow, la ringrazio di aver viaggiato fin qui.
Prof. Pathos Crow
Ma certo, apprezzo l’invito.
Dir. Lancaster
Molto bene, dottor Malthus, le lascio la parola.
Dir. Malthus
La ringrazio, direttrice Lancaster, e ringrazio anche voi signore, signori e stimato personale del Progetto PARAGON e gli addetti maggiori della Fondazione di esservi uniti a noi. Se non mi conoscete, mi chiamo Coryn Malthus e sono il direttore del dipartimento "più vecchio" più recente della Fondazione, [pausa di risate] il Dipartimento di Ricerche Antidiluviane. Siamo storici, raccoglitori di informazioni perdute nel tempo millenni fa, e l’obiettivo che ci siamo posti è catalogare e identificare il più possibile di questa storia perduta, prima che diventi irrecuperabile.
[Il dir. Malthus indica lo schermo del proiettore, su cui è raffigurata una lista di date]
Nonostante quello che vi è stato insegnato, ora si è capito che, sebbene la storia umana sia in corso da appena trecentomila anni, la vera storia del nostro passato iniziò molti, moltissimi millenni prima, se non oltre. Cosa successe trecentomila anni fa? Ci fu una migrazione di massa dei nostri antenati dall’Africa e dalla mezzaluna fertile, dove si erano stanziati dopo il ritiro delle acque alluvionali.
Forse ora vi state chiedendo: “Acque alluvionali? Ha appena detto acque alluvionali?”. Come ormai avranno capito molti di voi, quel “diluviano” in “antidiluviano” si riferisce proprio al Diluvio Universale, un disastro naturale anomalo globale che ipotizziamo essere avvenuto a un certo punto fra cinquecentomila e quattrocentomila anni fa, un cataclisma che devastò qualunque civiltà esistesse all’epoca e causò uno stravolgimento enorme nell’ordine naturale della dominazione di questo pianeta. La maggior parte delle tracce dei luoghi, degli avvenimenti e delle persone che studiamo al DRA andò perduta durante il diluvio, che ipotizziamo essere durato un secolo o di più. Com’è prevedibile, coloro che non fuggirono su terreni sopraelevati o non si costruirono imbarcazioni adeguate furono spazzati via dall’acquazzone, assieme a qualunque prova della loro esistenza.
Tuttavia, le nostre ricerche si spingono pure oltre: fino al principio del mondo. SCP-4840, la città volante di Audapaupadopoli, è un frammento distrutto della primissima città mai costruita su questo pianeta, milioni e milioni di anni fa. Si racconta che il suo primo re fu un proto-umano di nome Adamo e il genere umano nel complesso nacque lì. Dal punto di vista strutturale, questi umani ancestrali, che abbiamo classificato come Homo aeternus, per quanto la loro effettiva eternità sia oggetto di dibattito, somigliavano a me e a voi, ma differivano in molti modi cruciali: la loro longevità è solo un assaggio. SCP-073 e SCP-076-2 sono due esemplari di questa specie, sopravvissuti a modo loro per tutti questi milioni di anni.
Forse ora state pensando: “Ehi, aspetta, cos’è successo prima?”. La risposta corta è che non lo sappiamo. Gli umani sono le uniche creature al mondo che hanno scritto un registro della loro storia che possiamo tradurre dopo lunghi periodi di tempo, perciò qualunque altra cosa esistesse all’epoca è andata perduta, in un modo o nell’altro. Però esistevano altri esseri allora, ed è qui che devo chiedervi di darmi la mano e buttarvi alla cieca nel precipizio, perché ci tocca parlare di divinità. Sì, le divinità esistono; se lavorare alla Fondazione non ve ne aveva ancora convinti, credetemi ora. Esistono, sono potenti e le loro azioni si fanno sentire nelle nostre vite quotidiane ancora oggi. Ah, sì: signorina Torre, ha una domanda?
Ilene Torre
Grazie, dottore. Quando dice “divinità”, a quale tipo di entità si riferisce, nello specifico?
Dir. Malthus
Ottima domanda. Ci sono numerose entità dalla grande potenza che la maggior parte delle persone considererebbe “divine”, ma le entità a cui ci riferiamo noi sono una varietà più fondamentale. [indugia per cambiare diapositiva] Dunque, tra le divinità che abitavano ad Audapaupadopoli in quell’epoca remota, ne conosciamo un paio, soprattutto grazie a SCP-4840-A, che a sua volta è un esemplare di Homo aeternus. Conosciamo Mekhane, il “dio che fu frantumato”, i cui resti ora sono venerati dalla chiesa di Robert Bumaro. Conosciamo anche Yalbadaoth, riverito soprattutto dai Daeviti e i cui poteri, al giorno d’oggi, sono ambiti dai Culti Sarkici. Nei testi antichi, entrambe queste divinità sono collegate agli umani; tuttavia, c’era anche un’altra specie che coesisteva con noi, più antica dell’umanità di chissà quanti milioni di anni. Questa specie era Trans stellaris, le Fae, le fate, il popolo fatato, il popolo gaio. Ci somigliano nel senso che sono senzienti e sono entità umanoidi, in maniera generale, ma a parte questo non potrebbero essere più diverse da noi. Però anche loro veneravano delle divinità. Forse non avete mai sentito parlare della maggior parte di esse: un dio della notte, un dio del giorno, un dio dell’alba e del tramonto e Gaia, la dea della terra. Ma sopra ogni altra cosa, le fate veneravano la dea delle stelle e dei desideri: Iýa.
Dunque, nelle leggende antiche, Iýa era una dea che camminava sopra le chiome delle grandi foreste delle fate, esaudiva i loro desideri e cantava per loro nel crepuscolo del mondo. Era la più bella tra le divinità delle fate, quella che adoravano di più. La maggior parte delle raffigurazioni di Iýa, che in seguito fu chiamata Titania dai primi umani che incontrarono le fate, la rappresentano come molto simile a una fata, ma altre la raffigurano come una stella, oppure come un raggio di luna, mentre altre ancora la mostrano come una sorta di albero madre della foresta buia delle fate.
Questo ci ha condotti qui. Crediamo che l’albero morto appeso a testa in giù nella caverna sotto di noi sia, o almeno fosse, la dea delle fate Titania. Per quanto inconcludenti, i campioni prelevati dal manufatto nel cuore di SCP-2932 presentano somiglianze innegabili con SCP-6666. Oltretutto, SCP-2932-A sembra sicuro che il manufatto deriva dalla stessa dea che le fate veneravano. Senza portare qui una delle entità Eshu per farglielo confermare coi suoi occhi, non c’è modo di averne la certezza assoluta e, in verità, le nostre ricerche hanno dimostrato che le Fae sono circospette nel migliore dei casi, quando si parla della dea, ma confidiamo comunque di sapere con che cosa abbiamo a che fare qui. Sì, signor Gutierrez?
Rodney Gutierrez
Presumiamo che anche questa dea albero sia morta?
Dott. Iles
Sì, è quello che crediamo.
Dott. Van Blank
Sappiamo come e perché è morta?
Dir. Malthus
Temo che qui ci siano solo congetture. Di certo potrebbe essere stata la rimozione del manufatto a SCP-2932 dall’interno di SCP-6666, però abbiamo motivo di credere che il manufatto sia stato rimosso quando SCP-6666 era già morta.
Hiroko Ledoux
Ma l’entità è ancora mobile, giusto? Le vostre squadre d’assalto devono bruciare le radici nuove.
Com. Aestrei
Esatto.
Dir. Malthus
Abbiamo fatto delle congetture anche sul motivo di ciò, ma basti pensare che l’albero è il cadavere di una dea: qualunque comprensione tradizionale di cos’è e cosa non è capace di fare andrebbe presa con le pinze.
Dir. Aktus
E l’entità dentro SCP-6666, la creatura umanoide? Cosa sappiamo della sua origine?
Dir. Malthus
Sì, ecco, stavamo giusto per parlare di lui. Tocca a lei, dottor Iles.
Dott. Iles
Grazie, direttore. Riteniamo che l’essere incastrato nell’albero sia una di quattro entità antiche e potenti che abbiamo iniziato a chiamare “i Demoni Primordiali”. Prima del Diluvio Universale, ci furono numerose civiltà umane nell’arco di decine di millenni, ma quella più duratura di tutte furono i Re del Cielo di Apollyon. Grazie alle informazioni ricavate mentre indagavamo sulle entità SCP-4812, abbiamo appreso che le quattro entità erano guerrieri che vissero allo stesso tempo in quel regno; ciascuno fu influenzato da un evento taumaturgico ignoto verso il crollo di quella civiltà, che alterò la loro natura e li trasformò nelle creature che sono oggi. Loro quattro, cioè La Hire, Lancillotto, Ettore e Ogier, erano personaggi così importanti nella storia di quei popoli ancestrali che i loro nomi furono ricordati per millenni e, infine, furono riadattati in narrazioni più moderne.
Dir. Malthus
Da quando abbiamo scoperto SCP-4840-B, aiutiamo la direttrice Lancaster e il Progetto PARAGON nello studio e nel contenimento di queste entità. La Fondazione ha contenuto per un bel pezzo SCP-2254, il demone La Hire, senza sapere cosa fosse. Come al solito, le informazioni ottenute a SCP-4840 ci hanno aperto gli occhi su molte cose, comprese le origini di SCP-2254 e SCP-4840-B, il demone Lancillotto. Ciascuno di loro, secondo i testi antichi, era afflitto da una maledizione diversa, scagliata su di loro da una principessa delle fate: la lussuria per La Hire, l’ira per Lancillotto, il supplizio per Ettore e la disperazione per Ogier.
Dir. Lancaster
Abbiamo avviato il Progetto PARAGON al fine mitigare gli effetti di queste entità emergenti. Nel 2002, la Coalizione Globale dell’Occulto ha aperto un sepolcro antico che, secondo noi, conteneva un’entità collegata in qualche modo alle maledizioni scagliate sui quattro demoni, i quali a loro volta sono correlati alle tre entità SCP-4812. Tutti loro sono connessi allo stesso avvenimento, descritto nei testi come la profanazione di una principessa Fae. Se non mi sbaglio, e qui il direttore Malthus può sostenermi, crediamo che l’entità EROS trovata in quel sepolcro dalla Coalizione sia la stessa principessa Fae che creò le tre istanze di SCP-4812, SCP-2254, SCP-4840-B, SCP-6666-A e il demone Ogier, SCP-6765-D.
Dir. Malthus
È tutto giusto.
O5-1
Quindi cosa facciamo adesso?
Dir. Malthus
Mi fa piacere che l’abbia chiesto, Sovrintendente. Sotto SCP-6666, c’è una grande foresta che, secondo noi, contiene rovine di origini antidiluviane che furono trascinate nella caverna dalle radici di SCP-6666. Laggiù c’è un potenziale tesoro di informazioni, in apparenza preservato con mezzi anomali, che potrebbe avere un’utilità inimmaginabile per le nostre operazioni.
Dir. Lancaster
Il Progetto PARAGON si impegna a mitigare i possibili effetti delle entità SCP-4812, nonché qualunque danno potrebbero causare quei quattro demoni. Sono passati diciassette anni da quando la Coalizione ha dissotterrato EROS e, da allora, SCP-4812-K diventa sempre più aggressivo. Abbiamo motivo di credere che i nodi stiano per venire al pettine, quindi più dati abbiamo a disposizione, più saremo pronti ad affrontare queste minacce.
Dir. Malthus
Pertanto, vorrei proporre una spedizione con equipaggio nella foresta. I nostri droni non sono in grado di attraversarla, ma una scorta armata della SSA Hēt-1, accompagnata da diversi nostri ricercatori e membri del personale di supporto, dovrebbe riuscire a fare abbastanza progressi da confermare se lì dentro troveremo quello che cerchiamo o no.
O5-3
Quali sono i fattori limitanti?
Prof. Pathos Crow
La distanza tra la rampa di lancio della torre Delta e il fondale del vuoto litosferico supera i trentacinque chilometri. Al momento, il nostro piano è calare la squadra con una funivia. I nostri modelli più rapidi che viaggiano a una velocità sicura, per spostare tutti gli addetti e l’attrezzatura necessari, possono portare la squadra al sito di atterraggio in sei ore come minimo. L’altro problema è la pressione: l’aria in fondo alla caverna è molto ricca. Crediamo che sia respirabile, ma il tragitto di ritorno dovrà essere lungo per evitare la malattia da decompressione: almeno ventiquattro ore.
Dott. Iles
Il problema più grave è la nebbia. SCP-6666 emana un polline fine dall’apertura nel suo tronco e questa sostanza è una neurotossina potentissima. L’esposizione a breve termine provoca l’arresto completo della maggior parte dei processi neurologici, mentre l’esposizione a lungo termine causa la depressione del sistema nervoso centrale, poi la morte.
Prof. Pathos Crow
Le nostre tute protettive possono filtrare la sostanza dall’aria, ma ci preoccupa il fatto che la minima esposizione ai residui sull’esterno della tuta durante il trasporto potrebbe essere letale, quindi abbiamo escogitato un piano per mitigare gli effetti della nebbia; almeno a breve termine. Dunque… [il prof. Crow indica una nuova diapositiva] abbiamo elaborato un duplice piano per limitare il pericolo. Due agenti della SSA Hēt-1 trasporteranno lanciafiamme leggeri per contribuire a sgomberare un sentiero, oltre a limitare la quantità di polline nell’aria. Inoltre… ehm… pianifichiamo di applicare una guarnizione provvisoria di schiuma sullo squarcio in SCP-6666 per tapparlo.
O5-12
Come pensate di riuscirci?
Prof. Pathos Crow
Con l’aiuto della Divisione Plastica, abbiamo sviluppato una schiuma di polipropilene ad alta densità che si può spruzzare a distanza da uno qualsiasi dei nostri velivoli modello VII. Si solidifica del tutto nel giro di pochi minuti e, una volta che avremo sigillato lo squarcio, dovremo solo aspettare ventiquattro ore affinché le particelle rimaste nell’aria si depositino, dopodiché le nostre squadre potranno procedere come da piano. A dirla tutta, è a questo che la mia squadra ha lavorato negli ultimi mesi, sotto l’operazione “Cauterizza”. La schiuma non dovrebbe arrecare danni duraturi all’anomalia in sé e si dissolverà in circa cinque settimane, ma l’otturazione sarà rigida finché regge.
O5-1
Vi aspettate che SCP-6666-A vi ostacoli?
Com. Aestrei
Ne dubito. Se l’entità prova a interferire, possiamo tentare di sedarla e, se non bastano i sonniferi, possiamo legare l’entità con dei lancia-cavi montati sulla torre Charlie.
Prof. Pathos Crow
In termini realistici, dobbiamo solo tenere impegnato SCP-6666-A finché la schiuma non si solidifica. Una volta che si asciuga, è dura come la pietra, e si dovrebbe sigillare in modo meccanico nell’apertura ruvida.
O5-1
Molto bene. Direttrice Lancaster, è pregata di tenere aggiornato il mio ufficio. Appena gli agenti saranno scesi nella caverna, voglio saperlo.
Dir. Lancaster
Sì, signore, ma certo.
Dir. Malthus
Risponderemo a qualunque domanda tra un attimo, ma se nessun altro ha qualcosa da aggiungere, allora ci congedo tutti. So che il professor Crow e la comandante Aestrei hanno altri preparativi di cui occuparsi. [indugia] Grazie a tutti di aver partecipato, sarete riconvocati dopo l’operazione.
Addendum 6666-8
Referto Psichiatrico del Personale
Nota: Quanto segue è un registro dei disturbi psicologici del personale del Progetto PARAGON, compilato tra il gennaio 2018 e il maggio 2019 dal dott. Rich Arnold, lo psicologo del SOASA.
Addendum 6666-9
Rapporto Conclusivo dell’Operazione “Cauterizza”
24/05/2019, 11:45:54 AMT — I droni modello VII “Ulisse”, “Eroe” e “Astore” vengono dotati di 45 kg ciascuno di schiuma a spruzzo in polipropilene ad alta densità.
24/05/2019, 12:00:04 AMT — Ulisse, Eroe e Astore partono dalla torre Delta, in viaggio verso SCP-6666.
24/05/2019, 12:16:21 AMT — I droni raggiungono SCP-6666.
24/05/2019, 12:23:55 AMT — I droni segnalano di essere in posizione davanti all’apertura in SCP-6666. SCP-6666-A non dà segni di comportamenti insoliti.
24/05/2019, 12:26:42 AMT — I droni iniziano a spruzzare la schiuma sull’apertura in SCP-6666. Non si rilevano attività insolite.
24/05/2019, 12:27:52 AMT — SCP-6666-A si volta verso il drone Ulisse. Al drone viene ordinato di muoversi di lato per confermare l’interazione.
24/05/2019, 12:28:15 AMT — SCP-6666-A segue il drone Ulisse con lo sguardo.
24/05/2019, 12:30:49 AMT — La prima applicazione di schiuma inizia a solidificarsi.
24/05/2019, 12:31:03 AMT — SCP-6666-A tocca la schiuma ormai indurita. Dopo qualche secondo, SCP-6666-A inizia a tentare di staccarsi la schiuma di dosso.
24/05/2019, 12:32:00 AMT — La SSA Hēt-1 viene autorizzata a usare i sedativi. Il drone Ulisse spara 3 dardi tranquillanti nel torace di SCP-6666-A.
24/05/2019, 12:32:01 AMT — SCP-6666-A distrugge il drone Ulisse con la lancia prima che il drone possa reagire. Eroe e Astore si ritirano a distanza di sicurezza.
24/05/2019, 12:32:15 AMT — SCP-6666-A ricomincia a tentare di staccare la schiuma intorno al suo bacino.
24/05/2019, 12:32:52 AMT — La SSA Hēt-1 scocca 3 arpioni con cavi d’acciaio dalla torre Charlie. Il primo arpione colpisce il braccio armato di lancia di SCP-6666-A e si avvolge intorno al suo corpo. Il secondo e il terzo arpione legano i fianchi di SCP-6666-A e lo bloccano contro SCP-6666.
24/05/2019, 12:33:12 AMT — SCP-6666-A inizia a strattonare i suoi vincoli. Si nota che il cavo inizia a cedere.
24/05/2019, 12:33:21 AMT — Il cavo del secondo arpione si spezza e manca di poco il drone Astore.
24/05/2019, 12:33:44 AMT — La SSA Hēt-1 scocca un cavo tirante in kevlar spesso 7 cm su SCP-6666-A.
24/05/2019, 12:33:48 AMT — Il cavo tirante in kevlar colpisce SCP-6666-A e lo blocca del tutto contro SCP-6666. SCP-6666-A continua a tentare di afferrare il cavo con le sue due braccia più piccole.
24/05/2019, 12:34:12 AMT — La SSA Hēt-1 scocca altri 2 arpioni con cavi d’acciaio. Il primo colpisce SCP-6666-A al braccio di mezzo e lo blocca contro il suo fianco. Il secondo prende SCP-6666-A nel solco tra il braccio di mezzo e il braccio inferiore, quindi lo ancora di lato contro SCP-6666.
24/05/2019, 12:35:05 AMT — I droni Astore ed Eroe si riavvicinano a SCP-6666. SCP-6666-A prova a divincolarsi, ma è incapace di muoversi. SCP-6666-A emette forti vocalizzi, ma non si muove.
24/05/2019, 12:35:36 AMT — Astore ed Eroe continuano a spruzzare schiuma su SCP-6666. A intervalli regolari, entrambi i droni tornano alla torre Charlie per cambiare le bombole, man mano che si consumano.
24/05/2019, 12:52:58 AMT — Astore ed Eroe confermano entrambi che la loro ultima bombola si è svuotata. L’apertura nel tronco di SCP-6666 è considerata del tutto ostruita. I droni di sorveglianza nelle vicinanze segnalano che l’apertura ha smesso del tutto di trasudare fumo.
24/05/2019, 12:53:12 AMT — Astore ed Eroe partono per la torre Delta.
24/05/2019, 13:06:54 AMT — Astore ed Eroe arrivano alla torre Delta.
Addendum 6666-10
Intervista a SCP-343
Quanto segue è la trascrizione di un’intervista a SCP-343 da parte del dott. Alto Clef, del personale senior. Il dott. Clef è stato approvato per condurre l’intervista per via della sua resistenza naturale alle alterazioni della realtà.
SCP-343

Foto del fascicolo originale di SCP-343
Ah, sì. Giovane Alto, figliolo. Entra, prego. Mettiti comodo! O ti faccio accomodare io?
[SCP-343 manifesta una sedia accanto al dott. Clef, il quale sta in piedi]
Dott. Clef
No, grazie. Senti, sappiamo entrambi che mi trovo qui solo perché dobbiamo accertarci che non provi a incasinare questa intervista. Odio fare le interviste, quindi voglio che sia diretto con me, perché non voglio stare qui tutto il giorno.
SCP-343
Suvvia, Alto. Ho sempre gradito le nostre chiacchierate.
Dott. Clef
Io no. Comunque, di recente abbiamo scoperto un paio di nuovi fatti interessanti su di te.
SCP-343
[ride] Insomma, chi può dire davvero di conoscere il mistero della natura di Dio?
Dott. Clef
So la tua età, innanzitutto, ovvero…
SCP-343
Senza età come l’universo.
Dott. Clef
…no, e so come ti chiami. Sei Matusalemme l’Arcanista? Visir reale dell’antica casata di Malidraug?
SCP-343
[indugia] Come, scusa?
Dott. Clef
È una domanda piuttosto facile, sì o…
SCP-343
No, cosa? Come fai a saperlo?
Dott. Clef
Caino ti ha sbugiardato. Ha detto che ci avrebbe avvisati anni fa, se avesse saputo che vivevi qui. Ha detto pure che eri un truffatore leggendario, con manie di grandezza.
SCP-343
Eddai, “manie” mi sembra un po’ esagerato. Maledizione, Caino! Caino il Ramingo. Fuggiasco. Bastardo.
Dott. Clef
Sì o no, quindi?
SCP-343
Ah, voglio dire… presumo di sì, ma non rispondo a quel nome da… Gesù, tantissimo tempo. In tutta onestà, mi dà fastidio che Caino sapesse chi ero: ho lavorato molto sodo per stare lontano da lui e dalla sua stirpe. Vecchi maniaci impolverati da epoche passate che avrebbero dovuto farci un favore e morire assieme al primo uomo.
Dott. Clef
Allora da dove vieni?
SCP-343
Senti, io… e va bene, d’accordo. Collaborerò, ma sappi una cosa! Persino la mia mente grandiosa non è infallibile, caro Alto. Caino può ricordare ogni cosa, ma io? Non posso, non proprio allo stesso modo. Però ho conservato qualche vecchio ricordo, e questi ricordi potrebbero tornarvi utili in qualche modo.
Dott. Clef
Dimmi da dove vieni.
SCP-343
Bontà divina, calmati! Va bene, da dove vengo. Sai, è buffo come possono ripetersi le cose. Il mondo era un posto più magico, a quei tempi, ma nonostante tutta quell’energia arcana, sembrava tutto uguale a com’è oggi. E con “oggi” intendo gli ultimi millenni. Nacqui tanto tempo fa, in un luogo che non esiste più da quando salirono le acque. Mi chiamavo Matteo, o meglio… uhm… sai quali furono le prime lingue?
Dott. Clef
L’egizio?
SCP-343
Ah, così credi tu, ma ti sbagli. Erano lingue cananee, che prendono il nome da quella canaglia di Caino, visto che forse inventò lui la scrittura. Non avevamo tante distinzioni all’epoca, ma somigliava al fenicio; o, perlomeno, l’alfabeto era simile. La chiamavamo solo "lingua caina". Comunque, mi chiamavo Matteo e mia madre si chiamava Mira. Mio padre era… in realtà, non so se mi ricordo come si chiamava. [indugia] Peculiare. Era un ufficiale reale al servizio del Re nella Valle, 𐤀𐤋𐤌: Ulem. Crebbi nella corte di quella casata. [ride] Mi fa sorridere la spontaneità con cui mi è venuto. Sai quanto tempo è passato dall’ultima volta che ho parlato in lingua caina? Che strano.
Dott. Clef
Cos’era la casata di Apollyon?
SCP-343
Ah, erano i Re del Cielo. Si definivano il regno umano più antico e possente. La gente raccontava storie di come il re Apollyon aveva rubato un grande tesoro dalla corte degli dei, che gli diede il dominio sui regni. Non so quanta verità ci fosse, ma era quello che diceva la gente.
Dott. Clef
Cosa successe a loro?
SCP-343
Alla casata di Apollyon? Oh, be’, credo che sia difficile a dirsi. Erano la più grande potenza al mondo, poi arrivò il giorno in cui non lo furono più. Se non sbaglio, ci fu una campagna militare. Il re Apollyon convocava i giovani nel suo esercito e tutte le grandi casate dovevano rispondergli, capisci? E ricordo benissimo che ci fu una sorta di campagna. Poi il re morì, oppure fu ucciso, e anche suo figlio morì? Fammici pensare un attimo.
[indugia]
Oh, sì, scusa. Mi sa che ricordo meglio in parabola. Questa è la storia dei quattro cavalieri. Tre lo tradirono, uno lo adorava e andò incontro alla sua rovina nel tentativo di compiacerlo. Come si chiamavano?
[indugia]
Non so come si traducono i loro nomi, ma erano Lehire, Lancelt, Ejier e Hekter, se non sbaglio. I primi tre erano i traditori, il quarto era il cavaliere che adorava. Qualcosa del genere. Credo che ci fosse anche una maledizione. In ogni caso, non so cosa successe a loro. Un giorno, i loro messaggeri smisero di arrivare, e il giorno dopo saliva del fumo dalle montagne di Apollyona. Col tempo, si sentivano pezzetti di storia dai viaggiatori: si parlava di un mostro dalle molte facce e di una creatura che uccideva chiunque la guardasse.
[indugia]
Dott. Clef
Cosa c’è?
SCP-343
Niente, è solo che ci sono ricordi che stanno riaffiorando solo adesso, mentre ne parlo. Non sarò stato neanche… oddio, forse un bambino, al massimo un ragazzo. C’era un… come posso descriverlo? Un orrore furioso, un demone con sei occhi alto come una montagna. Urlava e schiacciava ogni cosa sul suo cammino, mentre si dirigeva a nord, lontano dal mare. Aveva un aspetto orribile. Ricordo un uomo che disse che quel mostro era una creatura del mondo vecchio, un essere dalle origini gaie. All’epoca non sapevo cosa significasse, ma credo che il tempismo fosse giusto. Doveva per forza venire da Apollyona. Credo che avesse delle orribili catene d’acciaio sulle braccia e… sì. Di certo si era abbattuta una catastrofe sul regno di Apollyon, ma ora la sua natura mi sfugge.
Dott. Clef
D’accordo. Allora cosa sai dei Figli della Notte?
[silenzio]
Dott. Clef
Cazzo, ma stai bene?
SCP-343
Io…
Dott. Clef
Ehi, controllo, portate qui un medico o…
SCP-343
No, no, no, scusa. Sto bene. Li chiamavano così. Cioè, le fate li chiamavano così. Forse perché rendeva più accettabile qualunque blasfemia abbiano dovuto compiere per crearli. [indugia] Scusami, Alto, è che è passato così tanto tempo. Ci sono molte cose che ho dimenticato, con gli anni. Dubito di averlo considerato, quando mi iniettai quel sangue per prolungarmi la vita, capisci? [risata nervosa] È normale dimenticarsi qualcosa, nel bene e nel male, ma non… non posso… non posso dimenticarlo. Non posso dimenticare loro.
Dott. Clef
Cos’erano?
SCP-343
Erano… all’epoca ero un giovane mago, non avrò avuto più di sessanta o settant’anni: era ancora il primo secolo della mia vita. Ero partito da Ulem anni prima, dopo che mia madre morì di malattia, e avevo viaggiato fino al deserto per studiare sotto lo stregone Relivine dei Daeviti, a Malidraug. Eravamo così lontani dal mare, dubito che qualcuno si fosse mai aspettato…
Dott. Clef
Cosa successe?
SCP-343
Non lo… non so davvero perché esistono. Si raccontavano delle storie; si raccontano sempre delle storie. La gente narrava che un re delle fate pregò un cavaliere di salvarlo da un drago, e quel cavaliere era un uomo senz’anima, o qualcosa del genere. Sapevamo delle fate, anche se non le aveva mai viste quasi nessuno. Vivevano dall’altra parte del mare, avevano una città bianca sulla costa di cui non ricordo il nome, ma ci si poteva andare; nelle notti stellate, arrivavano le fate e si poteva commerciare con loro. Ma gli Intrusi? Vivevano con le fate, nelle foreste oltre il mare; o perlomeno, così dicevano le storie. Erano un mostro delle fiabe, Alto, come l’uomo nero. Uno spauracchio che le madri usavano per tenere in riga i bambini di notte. Qualcosa a cui si pensava ogni volta che si udiva qualcosa che frusciava nel buio. Un orrore perduto nel tempo.
[indugia]
Ricordo la prima volta che li vedemmo. Era una notte d’estate e c’era una duna che si ergeva sopra la nostra cittadella, a ovest. Li potevamo vedere da lontano: erano esseri imponenti, in assoluto più alti di qualunque uomo, e avevano una pelliccia nera e grigia arruffata su tutto il corpo. Erano come… come se qualcuno ti descrivesse un uomo, ma senza aver mai visto un uomo di persona. I loro occhi luccicavano al buio e stavano fermi, fianco a fianco, ce n’era una cinquantina in riga. Provammo ad avvicinarci e comunicare con loro, ma ci fissavano e basta. Facevano un rumore orrendo, come un bambino che ridacchia, una risata inumana mista a chiacchiericcio. E cantavano delle canzoni lugubri, con voci acute. Il mio maestro era l’Alto Magistrato, un personaggio potentissimo a pieno titolo, e uscì per disperderli. Ma loro…
Dott. Clef
Cosa fecero?
SCP-343
Lo fecero a pezzi. Come se fosse un giocattolo: lo afferrarono con calma e non erano… la sua magia non aveva alcun effetto su di loro. Iniziarono a strattonarlo, mentre ridevano, e lo fecero a pezzi. Fu a quel punto che decisi di fuggire, ma da loro non si poteva neanche scappare. Erano più veloci e più forti di qualunque uomo. Non li si poteva trafiggere con le lance, le arti arcane erano inefficaci. Sembravano sgradire il fuoco, ma neanche quello li danneggiava. Ci radunarono tutti e ci legarono con catene nere, poi ci trascinarono fino alle loro navi sulla costa. Sopravvissi alla marcia solo adagiandomi sulla schiena di un vecchio contadino, che supplicò e pianse per tre giorni di fila. Ormai era morto quando arrivammo e, quando ribaltai il suo corpo, tutte le interiora che gli rimanevano si riversarono fuori. La terra l’aveva macinato a metà, come legno di pino sfregato contro la carta vetrata.
[silenzio]
Ci portarono sulle loro lunghe navi, ed eravamo così in tanti che non potevamo neanche sdraiarci. Dopo la prima settimana, andava meglio: erano morte e cadute abbastanza persone, quindi c’era abbastanza spazio per sederci su di loro. Sembrava che gli Intrusi non sapessero cosa darci da mangiare; avevamo carne cruda e acqua di mare, che perlomeno sapevo rendere potabile con la magia. Dopo un mese, arrivammo alle scogliere dell’antica foresta delle fate, ma era diversa da come la descrivevano le storie. Ci trascinarono nelle tenebre per le nostre catene, vivi e morti, e…
[silenzio]
Ricordo solo che era buio pesto e che potevo sempre sentire la loro pelliccia putrida che mi frusciava addosso, come se mi stessero sopra e mi osservassero. Sentivo il fruscio di uno di loro accanto a me, in silenzio nel buio, e mi chiedevo se era il mio turno. Appesero le nostre catene agli alberi, poi venivano e staccavano una persona dalle sue manette, come se cogliessero una mela matura, e poi non facevano altro che… che giocare coi prigionieri. Li tastavano con una forza tale che le loro dita li perforavano, oppure li schiacciavano così forte che i loro occhi schizzavano fuori dalle orbite. C’era una… oddio… una donna, ora me la ricordo: era incinta. Era sopravvisuta sulla nave mangiando la sua madre morta, e un giorno la tirarono giù e iniziarono a squartarla. La strapparono a metà. Alto, per loro era come aprire un pacchetto di patatine, era… non era niente, reagivano a malapena: facevano solo la loro risatina orripilante e giocavano nel sangue. La strattonarono e le… schiacciarono l’infante, non…
[silenzio]
Non dormivano. Mai. Potevamo provare a dormire, ma stavano lì per osservarci, con gli occhi fissi su di noi, e quando dormivamo era peggio. Le cose che potevano farci mentre eravamo svegli erano limitate dalla realtà, ma la vera tortura era nei nostri sogni. Dopo un po’, capimmo che era così che comunicavano. Si parlavano negli incubi, ecco perché ci tenevano prigionieri: così avremmo avuto i loro incubi e avrebbero potuto parlarsi. Documentavano tutta la loro storia in quegli incubi, in cui vedevamo… avevamo sempre un incubo in cui c’era una donna, una fata, circondata da altre fate più piccole, poi ci voltavamo e vedevamo una schiera di Intrusi che si estendeva a perdita d’occhio; non facevano altro che osservarla. Sembravano sempre così miserabili e tristi, e non ci sembrava mai davvero che ci odiassero. Pareva solo che non pensassero come pensiamo noi.
Dott. Clef
Come scappasti?
SCP-343
Scappare? Ah! Nessuno scappava. Si scappava quando si moriva e, quando qualcuno moriva, portavano il suo cadavere dalla loro… la loro dea, e lo buttavano in una fossa. Dicevamo che… dicevamo che, quando si finiva nella fossa, si diventava una parte dell’incubo. A volte, mentre dormivamo, vedevamo i volti dei nostri amici; ma le loro facce erano sempre distorte in… in imitazioni cupe e derisorie di ciò che erano state. Ma gli occhi? Gli occhi, Alto, li si poteva vedere nei loro sguardi. Dietro la maschera dell’illusione, avevano paura. [indugia] Però non eravamo soli. C’erano altri prigionieri con noi: fate di quella foresta, incatenate col nostro stesso ferro nero. Erano svuotate, in un certo senso; non ricordo bene come, ma c’era qualcosa in loro che non riuscivo a cogliere, o che mi restava sulla punta della lingua. Erano tutte traumatizzate, capisci? Le fate non… non erano fatte per vivere così. Cioè, neanche noi, ma tra noi c’era chi escogitava piani e ordiva trame. C’era chi voleva uscire dall’incubo, capisci? Ma le fate erano proprio inerti.
[indugia]
Ma infine scappammo davvero. C’era uno stregone, Noè, dall’antica Casata del Lamento. Aveva capito proprio tutto: gli Intrusi avevano bisogno di noi. Dovevano farci vivere nell’orrore, perché tutta la loro cultura si basava su quello. Non potevano nemmeno parlarsi, senza i nostri incubi. Il vecchio Noè diceva sempre di avere un piano, che ci avrebbe portati via da lì, e… be’, un giorno scomparve. Pensavamo che fosse stato preso dagli Intrusi e che avesse fatto una fine crudele. Ma poi, un giorno, il sole fece capolino tra le fronde degli alberi e tutti i fiori sbocciarono al contempo, dappertutto.
[indugia]
L’indomani piovve, e anche il giorno dopo. Continuò a piovere per una settimana, poi un mese, e quando trovammo finalmente il vecchio Noè, il suo corpo era solo un guscio fumante, deperito e ricoperto di simboli arcani. Ma continuò a piovere e le valli iniziarono a riempirsi. Ricordo la prima volta in cui vedemmo uno di loro morire, la ricordo benissimo: il bastardo scivolò in una fossa che aveva iniziato ad allagarsi e, mentre i prigionieri nella fossa nuotavano via man mano che le acque si alzavano, l’Intruso stava sul fondo della fossa, esterrefatto. Non galleggiava, guardava le acque salire e basta. Gli altri Intrusi si radunarono tutt’intorno e, mentre lo fissavano, intonavano le loro canzoncine e il chiacchiericcio, ma ci rendemmo conto che non potevano sentirlo, perché nessuno di noi stava dormendo, così il loro simile… be’, si dimenò un po’ verso la fine, ma non uscì mai dalla fossa, e le acque continuavano a salire.
Dott. Clef
Come ve ne andaste?
SCP-343
Verso la fine, quando il mare iniziò a inghiottire la costa, cominciarono a radunare tutti i prigionieri che avevano, quindi saremo stati in milioni, e ci trascinarono verso l’entroterra, nel fitto della foresta. Era lì che si trovava la loro dea. Ma diventarono maldestri, o magari non ci notarono, e riuscimmo a svignarcela. Non fuggimmo da soli: le fate, quelle che non avevano perso il lume della ragione, vennero con noi. Scappammo sulle montagne a sud e dovemmo… dal sentiero che prendemmo, potevamo vedere la foresta per chilometri, una volta che ne fummo usciti. Le chiome degli alberi si perdevano all’orizzonte, e fu allora che la vedemmo.
Dott. Clef
Che cosa?
SCP-343
La loro temuta dea, Alto. Mostruosa, putrefatta, gonfia come una carcassa al sole. Quel giorno era scurissimo, il cielo era coperto dalle nuvole nere e dalla pioggia, ma la vedevamo comunque. C’erano luci rosse alle sue radici, e persone appese ai suoi rami. Le fate, quelle che erano venute con noi, iniziarono a piangere appena la videro e tornarono di corsa nella foresta. Potevamo pure sentirla: gemeva, digrignava i denti e urlava. Ma noialtri continuammo a scappare, fino al giorno in cui il mondo fu sommerso. Vivemmo su quella montagna per cento anni o giù di lì e, quando le acque si ritirarono, il mondo era cambiato. Gli Intrusi erano scomparsi, le fate si erano ritirate nell’antica foresta e noialtri continuammo le nostre vite.
[indugia]
Alto, devo essere più serio che mai con te per un attimo. Ora mi rendo conto che, se me le stai ponendo, hai senz’altro motivo di esigere le risposte a queste domande. Per tutto questo tempo, ho sperato e creduto che gli Intrusi fossero annegati durante il Diluvio Universale, assieme a tutti quei poveracci miserabili appesi alla loro dea cadavere. Ma se… se trovate le prove che non è così, che quei mostri sono sopravvissuti… Alto, non posso farcela di nuovo. Non dopo tutto questo tempo. Se sarà necessario, andrò via da qui. Ho bisogno che me lo dica con sincerità. Per favore, Alto. Devo saperlo. Non posso farcela di nuovo. Non posso tornare nel buio.
Dott. Clef
Non preoccuparti, non abbiamo motivo di crederlo.
SCP-343
Vorrei tanto potermi fidare di te, Alto, ma te lo leggo in faccia: non ho bisogno di manipolare la realtà per capirlo. Per favore, ascoltami: non dovete cercare quelle creature. Se le vedete, dovete fuggire, e sappiate che la fuga potrebbe non bastare. La loro civiltà si fonda sul nostro terrore, Alto. Lo capisci? Se sono stati sepolti, devono rimanere sepolti. Per favore, ti supplico di capirmi. Devono rimanere sepolti.
Addendum 6666-11

La foresta sotto SCP-6666
Registrazione di un’Esplorazione
Quanto segue è la trascrizione delle riprese audiovisive registrate durante un’esplorazione della foresta in fondo alla caverna che contiene SCP-6666. La discesa sul fondale della grotta è stata condotta calando un modulo abitativo modificato per tutti i 34 km dalla torre Alfa all’entrata, a circa 1,2 km dal confine della foresta.
I membri della squadra esplorativa sono stati dotati di tute protettive pressurizzate con involucri polimerici di classe C con maschere antigas filtrate. Ogni tuta era munita di sistemi di monitoraggio dell’aria e di una scorta d’ossigeno d’emergenza, qualora il sistema segnalasse livelli pericolosi della neurotossina di SCP-6666.
Trascrizione del Filmato dell’Esplorazione
Data: 26/05/2019
Squadra di Assistenza: Squadra Speciale Applicata Hēt-1 (“Lancia di Longino”)
Soggetto: SCP-6666
Caposquadra: la com. Aestrei
Squadra d’Assalto: Vettore Hēt-1 / Orizzonte Hēt-1 / Tripletta Hēt-1 / Pressione Hēt-1 / Vetro Hēt-1
Squadra di Ricerca: la dott.ssa Bishop, il dott. Moore, il dott. Gutierrez, il dott. Xi
Com. Aestrei
Si stanno accendendo le comunicazioni. [indugia] Controllo, mi ricevete?
Controllo SOASA
La riceviamo, comandante. Ora la sua telecamera si sta accendendo.
Inizia il filmato. La com. Aestrei è vicina al margine della foresta, accanto a Vettore, Orizzonte, Tripletta, Pressione e Vetro Hēt-1. La dott.ssa Bishop e la sua squadra, i dottori Moore, Gutierrez e Xi, sono lì vicino.
Controllo SOASA
La vediamo bene, comandante. Il segnale è buono. Possiamo far verificare il segnale a tutti gli altri?
Com. Aestrei
Sì. Facciamo la prova.
Orizzonte Hēt-1
Orizzonte, prova.
Vetro Hēt-1
Vetro, prova.
Vettore Hēt-1
Vettore, prova.
Pressione Hēt-1
Tripletta Hēt-1
Tripletta, prova.
Dott.ssa Bishop
Qui è la dottoressa Bishop, fatto.
Dott. Gutierrez
Gutierrez… ehm… fatto.
Controllo SOASA
Dottor Gutierrez, ripeta.
Dott. Gutierrez
Fatto, Controllo. Qui è Gutierrez.
Controllo SOASA
La riceviamo, passo.
Dott. Xi
Xi, prova prova.
Controllo SOASA
Ricevuto, vi sentiamo tutti bene. Confermate la posizione?
Com. Aestrei
Circa un chilometro dal montacarichi, duecento metri o giù di lì dalla foresta.
Controllo SOASA
Ricevuto, comandante. Potete confermare la qualità dell’aria?
Com. Aestrei
Vetro.
Vetro Hēt-1
I valori nella nostra posizione attuale variano da 2,3 a 6,1 parti per milione, Controllo.
Controllo SOASA
Ricevuto, Vetro: leggiamo gli stessi valori. Squadra, sappiate che non siamo certi di potervi rintracciare con precisione nella foresta: le nostre videocamere faticano a rilevare il calore attraverso gli alberi, quindi non esitate a sparare un bengala o a incendiare il fogliame, se vi serve un supporto balistico.
Com. Aestrei
Ricevuto, Controllo, non serve che diate loro idee. I ragazzi sembrano un po’ troppo entusiasti coi lanciafiamme.
Vettore Hēt-1
Ignoratela, Controllo, qui siamo tutti a posto, pronti ad accendere il fuoco al primo segnale di guai.
Controllo SOASA
Capito, comandante, cerchi di tenerli al guinzaglio.
Com. Aestrei
Ricevuto anche questo, Controllo. [indugia] Va bene, penso che siamo pronti. Siete tutti pronti? [indugia] D’accordo. Muoviamoci.
La squadra si avvicina alla vegetazione. La com. Aestrei indica il punto di inserzione selezionato e la squadra entra nella foresta. Il sottobosco è oltremodo buio, persino più della caverna stessa, per via della luce dei riflettori delle torri osservatorie e della luce solare che entra dal pozzo d’accesso. Anche se ci sono alcune radure in cui la squadra può muoversi, la maggior parte dello spazio dentro la foresta è coperto da fogliame fitto e scuro.
Pressione Hēt-1
Secondo lei cosa troveremo qui, dottoressa Bishop?
Dott.ssa Bishop
È difficile a dirsi. Potremmo trovare mille cose diverse che il dottor Malthus reputerebbe preziose per le nostre ricerche. Gli Assenzi e l’albero hanno trascinato quaggiù così tanti oggetti che qualunque cosa riusciamo a raccogliere e tradurre sarebbe proficua.
Vettore Hēt-1
Gli Assenzi? Ho già sentito altri ricercatori farne menzione. Cos’è un Assenzio?
Dott.ssa Bishop
È un… anzi: Chao, c’eri anche tu in quella squadra, vero?
Dott. Xi
Esatto. Era il mio ultimo incarico, prima di questo. Gli Assenzi sono… ecco, tanto per cominciare, è un’arma daevita. I Daeviti sono un’altra etnia di uomini antidiluviani, ma diversi dai Re del Cielo e dagli Zha Zhateri: erano maghi del sangue. A un certo punto, scoprirono che i Figli della Notte avevano un’arma che si poteva usare per trascinare intere civiltà sottoterra. Immaginate che fosse l’equivalente di una bomba atomica primordiale. I Daeviti la volevano tutta per loro, così attraversarono l’oceano e vennero in queste… ah. Forse era proprio questa foresta, vero?
Dott.ssa Bishop
Stavo giusto pensando lo stesso.
Dott. Xi
Comunque, morirono centomila Daeviti, ma riuscirono a ottenere dei semi. Se ne pianti uno nella città dei tuoi nemici, cresce e sposta la terra sotto di loro, finché un giorno vengono inghiottiti e distrutti. I Daeviti potenziarono i semi con la loro magia: una volta che un posto va sottoterra, la gente dimentica subito che è mai esistito.
Vettore Hēt-1
E i semi provenivano dall’albero gigante.
Dott. Xi
Sì, l’ipotesi è questa. Ora la pianta non produce molto, a parte radici, ma è giusto affermare che forse ci sono altri di quei semi qui, da qualche parte.
Tripletta Hēt-1
Mi chiedo perché ci tenevano così tanto a trascinare così tanta roba quaggiù.
Dott. Moore
Ecco, SCP-073 dice che i Figli della Notte furono creati per uccidere il primo uomo. Magari non sapevano fare nient’altro?
Orizzonte Hēt-1
Questo è proprio allucinante.
La squadra prosegue nella foresta per altre 2 ore. I dialoghi superflui sono stati rimossi.
Controllo SOASA
Comandante Aestrei, la avvisiamo: al momento stiamo avendo problemi con la geolocalizzazione, i vostri segnali stanno diventando più sporadici. Crediamo che sia un problema tecnico, ma non avremo modo di rintracciarvi con regolarità fino a nuovo avviso.
Com. Aestrei
Ricevuto, Controllo, fatemi sapere se volete che stiamo fermi.
Controllo SOASA
Siete autorizzati a procedere, comandante. Basta che ci avvertiate se cambia qualcosa.
Com. Aestrei
Ricevuto.
1 ora di dialoghi superflui rimossa.
Dott. Gutierrez
Che silenzio qui dentro.
Pressione Hēt-1
Già.
Dott. Moore
Di solito, in una foresta, dovrebbero esserci uccelli o insetti, qualunque cosa. Non c’è niente.
Tripletta Hēt-1
C’è qualcosa davanti a noi.
Com. Aestrei
Lo vedo.
La squadra si avvicina a un albero in fondo a una piccola radura davanti a loro. Infilzato in un ramo basso, vi è il cadavere emaciato di un piccolo umanoide con lunghe orecchie a punta e le orbite grandi.
Vettore Hēt-1
Cos’è quell’essere?
Dott.ssa Bishop
È una fata. Guardate.
La dott.ssa Bishop si avvicina alla salma e toglie i residui tossici dalla sua testa con la mano. Alla luce delle torce da spalla delle tute protettive, i capelli dell’umanoide sono argentati.
Dott. Xi
Bishop, guarda lì: dietro la schiena.
La dott.ssa Bishop controlla il dorso della salma, dietro cui è appesa una piccola bisaccia, tra la salma e l’albero. Slega la bisaccia e la svuota; contiene un sacchetto di stoffa. Lo apre e tira fuori un piccolo fagotto di bastoncini e foglie.
Vetro Hēt-1
Cos’è?
Dott.ssa Bishop
Credo che sia… oh. È una bambola.
Vetro Hēt-1
Oh.
Dott.ssa Bishop
Ci sono solo… sì. Qui dentro ci sono solo giocattoli. Piccole pietre e monili intagliati.
Com. Aestrei
Dobbiamo raccogliere qualcosa qui?
Dott.ssa Bishop
Gutierrez, scatta qualche foto. Non… ehm… non serve che stiamo qui. Possiamo proseguire.
La squadra procede. 1 ora di dialoghi superflui rimossi.
Com. Aestrei
Vediamo di fare una verifica della posizione. Controllo, mi ricevete?
Controllo SOASA
La riceviamo, comandante.
Com. Aestrei
Potete verificare la nostra posizione? Secondo i miei calcoli, al momento dovremmo trovarci sotto la torre Alfa.
Controllo SOASA
Ricevuto, un attimo.
Silenzio.
Controllo SOASA
Comandante Aestrei, sappia che stiamo ancora avendo problemi tecnici e che non riceviamo il segnale di nessun membro della sua squadra.
Pressione Hēt-1
Non va bene.
Com. Aestrei
Ricevuto, Controllo. Per ora ci accampiamo qui, finché non li risolvete.
Controllo SOASA
Ricevuto. La terremo aggiornata.
Com. Aestrei
Pressione e Tripletta, montate la casa-tenda fra quei due alberi. Tiriamo fuori gli ionizzatori e puliamo le tute, ci accamperemo qui per un po’ e aspetteremo che i problemi tecnici passino.
La squadra esplorativa inizia ad allestire l’accampamento con la casa-tenda gonfiabile a pressione positiva e gli ionizzatori d’aria. Dialoghi superflui rimossi. Dopo diverse ore di attesa, la squadra organizza turni di guardia e inizia a dormire. Passa del tempo. Dialoghi superflui rimossi. Alle 03:51, Orizzonte Hēt-1 è di guardia. Il dott. Moore si sveglia di colpo con un grido.
Orizzonte Hēt-1
Che c’è? Cosa non va?
Dott. Moore
Ho… ho visto… [respiro affannoso]
Com. Aestrei
[si sveglia] Che sta succedendo?
Dott. Moore
Scusate, ho… [fa un respiro profondo] ho avuto un sogno, proprio adesso. Giuro che… giuro che sembrava vero, era come stare seduto qui ora, solo…
Dott.ssa Bishop
Cos’hai sognato, Alister?
Dott. Moore
C’è un… c’era un sentiero nella foresta, lo stavo percorrendo, e ho visto… ho visto la fata che abbiamo trovato su quell’albero, poi un’altra che non abbiamo notato, in un fosso lì vicino. Ci vedevo al buio, come se fosse giorno, ma era tutto colorato di un rosso orribile, poi sono passato da qui e ho visto la casa-tenda; ho continuato a camminare fino ad arrivare a… non so, una zona alberata, e al centro c’era una buca. Ho sentito una voce che diceva "il diavolo è a venti chilometri in basso, ma cosa c’è più a fondo?". Ho guardato nella buca, poi stavo cadendo e… ma te lo giuro, Bishop, non era diverso da stare seduto qui con voi ora! Non riesco a spiegarlo.
Dott.ssa Bishop
Va tutto bene, stai bene. Neanch’io stavo dormendo tranquilla.
Com. Aestrei
Controllo, qui è la comandante Aestrei. Mi ricevete?
Controllo SOASA
La riceviamo, comandante, continui.
Com. Aestrei
Il dottor Moore sta subendo alcuni degli effetti psicologici elencati nel referto del dottor Arnold, potete confermare qualche misura cautelare che dovremmo prendere?
Controllo SOASA
Ricevuto, comandante, ci dia un attimo per consultarci.
Dott. Moore
Mi scusi, comandante, sto bene. Non deve preoccuparsi.
Com. Aestrei
Non fa niente, dottor Moore, non vogliamo correre rischi.
Controllo SOASA
Comandante Aestrei, abbiamo motivo di credere che tutti i sintomi psicologici rilevanti si aggraveranno, man mano che vi avvicinate al centro della foresta.
Com. Aestrei
Si sapeva già prima del tempo? Sono curiosa di sapere perché non ci avete preparati prima, Controllo.
Controllo SOASA
Non possiamo ancora confermarlo, comandante.
Com. Aestrei
Ricevuto, controllo. Se c’è dell’altro che ho bisogno di sapere, vorrei saperlo in anticipo, grazie.
Controllo SOASA
Ricevuto, comandante.
Com. Aestrei
Facciamo i bagagli. Non voglio perdere più tempo del dovuto qui.
La squadra esplorativa smonta la casa-tenda e abbandona l’accampamento, diretta a sud-ovest. 2 ore di dialoghi superflui rimossi. Mentre la squadra procede nella foresta, Tripletta Hēt-1 fa cenno di fermarsi.
Tripletta Hēt-1
Comandante, guardi qua. Dottoressa Bishop, secondo lei cos’è?
Com. Aestrei
Sembrano… sono scale?
Tripletta Hēt-1 indica un grande albero vicino, dove si vede bene una scalinata che emerge dal tronco e sale a spirale.
Dott.ssa Bishop
Sì.
Orizzonte Hēt-1
Ho le traveggole, o sembra che siano cresciute dal tronco dell’albero?
Vetro Hēt-1
Comandante, dottoressa Bishop. Quassù.
Vetro Hēt-1 indica verso l’alto e il resto della squadra punta le torce al cielo. Tra le chiome degli alberi sopra di loro, si vedono strane strutture ritorte, le quali sembrano essersi formate dal legno e dai rami degli alberi. La forma delle strutture è incongruente con la foresta, come se fossero una copia degli edifici in rovina fuori dalla foresta, manifestatasi sulle cime degli alberi. Mentre la squadra osserva i dintorni, il dott. Xi fa cenno a tutti di fare silenzio.
Dott. Xi
Shhhhh! Ascoltate.
Silenzio.
Vettore Hēt-1
Lo sento. Cos’è?
Dott. Xi
È vento?
Vetro Hēt-1
Qui non c’è vento; dev’essere qualcos’altro. Da dove proviene?
Com. Aestrei
Laggiù. Seguitemi.
La squadra procede nella foresta, la quale è sempre più cosparsa di edifici e strani sentieri curvanti tra gli alberi che non sembrano avere estremità logiche. Il rumore di aria in movimento diventa sempre più chiaro.
Com. Aestrei
Controllo, qui è la comandante Aestrei. Potete verificare la nostra posizione, per favore?
Silenzio.
Com. Aestrei
Controllo, mi ricevete?
Silenzio.
Com. Aestrei
Vetro, abbiamo un collegamento audio? Che sta succedendo?
Dott. Gutierrez
Là, laggiù, guardate. Una radura.
Dott.ssa Bishop
C’è qualcosa al suo centro.
Com. Aestrei
Eddai. Vetro, per favore, se riesci…
Vetro Hēt-1
Ci sto lavorando, comandante, porti pazienza.
La squadra segue l’indicazione del dott. Gutierrez verso uno spiazzo tra gli alberi fitti. Un attimo dopo, superano lo spiazzo ed entrano in un’ampia radura.
Dott. Moore
Ci siamo. Oddio!
Pressione Hēt-1
Che cazzo è?
La squadra esce nella radura, la quale è un cerchio quasi perfetto di spazio aperto, coperto di erba bassa e fitta. Vi sono degli alberi che si inarcano sopra di essa, molto più grandi di tutti gli altri, tirati gli uni verso gli altri per creare un’enorme cupola nella foresta. Appesi agli alberi inarcati, vi sono migliaia di cadaveri umanoidi, alcuni umani e altri simili alla salma che la squadra ha trovato infilzata in un ramo prima. Queste salme sono ammanettate a spesse catene nere agganciate alla cima della cupola. Il terreno della radura pende verso il basso e, in fondo al pendio, a circa 110 m davanti alla squadra, vi è una grossa stele di pietra, la quale misura circa 30 m × 50 m ed è spessa 2 m.
Dott. Moore
Questa è… questa è la radura nel mio sogno, ma lì c’era una buca, non quella roccia.
Orizzonte Hēt-1
Oh, ho un bruttissimo presentimento.
Com. Aestrei
Stringete i denti, squadra. Dottoressa Bishop, è questo che stava cercando?
Dott.ssa Bishop
Sì, credo di sì.
Dott. Xi
Secondo te è questo il buco nero di Osmon?
Dott.ssa Bishop
Sì. Le risposte che cerchiamo sono quaggiù.
Pressione Hēt-1
Bene, grandioso, ma non ho idea di come intendiate passare sotto quel macigno. Peserà seimila tonnellate.
Vetro Hēt-1
Non serve, guarda laggiù. C’è un’apertura.
Vetro Hēt-1 indica una sezione della stele vicino all’angolo più lontano, dove una porzione considerevole della stele è rotta. Il pezzo infranto della roccia giace lì vicino, nascosto di mezzo metro dall’erba.
Com. Aestrei
Andiamo.
La squadra si avvicina alla sezione rotta della stele. La com. Aestrei si avvicina all’apertura e guarda giù.
Com. Aestrei
È bello profondo. Orizzonte, dammi un bengala.
Orizzonte Hēt-1 tira fuori un bengala dallo zaino e lo porge alla com. Aestrei, la quale lo accende e lo butta nell’apertura. Cade per circa 12 m e atterra su un fondale di pietra.
Com. Aestrei
Ah. Non è poi così profondo. Allestiamo una scala a pioli, agganciamola a questa roccia.
Vettore Hēt-1
[ispeziona la pietra rotta] Insomma, solo questo pezzo peserà due o tre tonnellate, giusto? Com’è arrivato fin qui?
Dott. Gutierrez
Quel rumore ventoso, lo sentite? Proviene da laggiù.
Com. Aestrei
Sì, lo sento. Dottoressa Bishop, avete mezz’ora per stare laggiù, prima che ci tiri fuori. Ha capito? Siamo senza comunicazioni, ci aspetta una marcia di almeno sei ore per tornare al montacarichi e non voglio stare qui ad aspettare che arrivi qualunque cosa ci abbia aperto questo buco.
Dott.ssa Bishop
Ho capito, va bene.
Com. Aestrei
D’accordo. Vettore, Vetro, venite con me. Orizzonte, Pressione, Tripletta, state qui e sorvegliate questa zona.
Dott.ssa Bishop
Alister, Pablo, state qui con gli agenti. Raccogliete quello che potete da questa radura.
Dott. Moore
Sì, signora.
Dott. Gutierrez
Sì, certo.
Dott.ssa Bishop
Chao, vieni con me.
Dott. Xi
Capito.
La com. Aestrei, Vettore Hēt-1, Vetro Hēt-1 e i dottori Bishop e Xi scendono nello spazio sotto la stele di pietra con la scala a pioli. Il rumore di aria in movimento diventa più udibile nella caverna di sotto.
Com. Aestrei
Accendiamo i fanali: in qualche modo, qui dentro è più buio che lassù.
Tutti e cinque i membri del gruppo della caverna accendono le lampade di inondazione; illuminano del tutto la zona circostante. Le pareti della camera sono costituite da pietra grigia e liscia; la camera misura circa 5 m su tutti i lati e il soffitto è la stele soprastante. Lungo le pareti vi sono aperture incassate nella roccia, molte delle quali sono vuote, ma alcune contengono cofanetti di legno incatenati. Vi sono ganci di metallo ancorati alle pareti e altre catene pendono dal soffitto. Vi è una porta sulla parete settentrionale.
Dott.ssa Bishop
Bene, ci siamo. Andiamo.
La squadra varca la soglia, la quale conduce in un lungo corridoio. Il corridoio contiene altre aperture incassate, alcune delle quali contengono cofanetti di legno, ma altre contengono varie ossa umanoidi e animali. Alcune delle aperture sono state sigillate con una sorta di spessa cera cristallina. Vettore Hēt-1 indica un’apertura in cui vi è un bassorilievo scolpito nella roccia. Il bassorilievo raffigura centinaia di sagome scure in piedi sotto un grande albero con un manufatto rosso al centro.
Mentre proseguono, superano dei passaggi bloccati ostruiti da radici e altri bassorilievi che rappresentano varie scene di personaggi umanoidi che vengono incatenati, buttati in fosse piene di cadaveri o bruciati vivi. In quasi tutti i bassorilievi, è raffigurato lo stesso albero col manufatto rosso. Il corridoio si snoda verso ovest e la com. Aestrei fa cenno di seguire lo snodo. Quando il corridoio si raddrizza, la squadra vede una grande porta di pietra in fondo, con un altro bassorilievo scolpito su tutta la sua superficie. Il bassorilievo raffigura una folla di sagome scure con gli occhi gialli, accoccolate ai piedi di una grande figura rannicchiata dai vaghi tratti femminili con molte braccia avvolte intorno a loro, mentre nuvole scure si raggruppano sopra la scena. La com. Aestrei si avvicina alla porta e la tira; la porta si spalanca con facilità. La com. Aestrei si volta un attimo verso il resto del gruppo, annuisce e varca la soglia.
Entrano in una stanza circolare che contiene due scale, una che sale a sinistra e una che scende a destra. La scala che sale è del tutto ostruita: rocce e macerie riempiono la scalinata, come se fossero cadute dall’alto. Vetro Hēt-1 indica subito il suo sensore dell’aria, il quale mostra livelli elevati di particelle tossiche nella camera. La dott.ssa Bishop si avvicina alla scala che scende e fa cenno alla squadra di seguirla di sotto. Scendono per circa 20 m, per poi raggiungere un pianerottolo, dopodiché scendono ancora di 20 m. In fondo alle scale vi è una grande apertura arcuata. Appena la dott.ssa Bishop passa sotto l’arcata, si ferma all’improvviso e alza la mano. La com. Aestrei le si accosta.
Davanti a loro, vi è una camera enorme che si estende a perdita d’occhio in tutte le direzioni, benché il soffitto sia basso. Disposti in cerchio intorno alla volta, e poi in cerchi concentrici intorno al primo cerchio, vi sono grossi umanoidi immobili ricoperti di pelliccia scura e liscia, seduti sul pavimento di pietra e rannicchiati in posizione fetale. Ciascuno è cosparso della polvere tossica che, in precedenza, veniva emanata da SCP-6666. Vetro Hēt-1 muove il braccio e si tocca l’orecchio e gli altri annuiscono: è questa la fonte del rumore di aria in movimento, poiché le innumerevoli creature rannicchiate respirano piano e all’unisono.
Di sopra, nella radura a cupola, i dottori Gutierrez e Moore ispezionano la superficie della stele, mentre Orizzonte, Pressione e Tripletta scandagliano la vegetazione. All’improvviso, si sente il fruscio di qualcosa che si muove tra gli alberi, quindi Pressione guarda il confine orientale della radura.
Orizzonte Hēt-1
Cos’è stato?
Pressione Hēt-1
C’è qualcosa tra gli alberi. Ascolta.
Dott. Moore
Che c’è?
Pressione Hēt-1
Shhhhh! Ascoltate.
Tacciono tutti. All’improvviso, tutti e cinque i membri del gruppo nella radura sentono un rumore insolito. È una risata, simile a quella di un bambino, ma distesa in modo innaturale ed echeggia come se provenisse da molto lontano. Sia il dott. Moore sia il dott. Gutierrez si allontanano dalla stele e si accostano a Pressione e Orizzonte, mentre Tripletta avanza verso un punto ai margini della radura. Si sente di nuovo il rumore, ma dietro di loro, sul lato occidentale. Gli agenti e i ricercatori si voltano verso il margine occidentale, mentre si sente ancora il rumore, sopra di loro.
Dott. Moore
Eccolo! Dietro l’albero! C’è qualcosa che si muove tra gli alberi! Eccolo!
La squadra si volta a guardare e, appena si girano, intravedono un grosso oggetto sfuggente che si muove in fretta attraverso la vegetazione scura, per poi sparire. Sentono il rumore della strana risata, il quale cessa all’improvviso.
Orizzonte Hēt-1
Dov’è andato?
All’improvviso, si sente un altro rumore, diverso dal primo. È un lamento lungo e acuto, crepitante e dal timbro innaturale, e sembra provenire da qualche parte sopra di loro. Il rumore continua per 15 secondi, poi cessa all’improvviso.
Pressione Hēt-1
Cosa diavolo era?
All’improvviso, il terreno sotto di loro trema e in tutta la camera si sente il rumore di movimenti geologici. Gli alberi inarcati iniziano a frusciare e, col rumore di legno che scricchiola, iniziano ad allontanarsi gli uni dagli altri e rivelano l’oscurità sopra la foresta. Da molto lontano, nel buio, si vede la luce fioca dei potenti fari delle torri di osservazione. Mentre gli alberi si allontanano e si raddrizzano, la radio crepita.
Controllo SOASA
Comandante Aestrei, ci riceve? Squadra Hēt-1, uno di voi ci riceve?
Pressione Hēt-1
Qui è Pressione, continuate.
Controllo SOASA
Dov’è la comandante?
Pressione Hēt-1
È scesa con la dottoressa Bishop e metà della squadra; quaggiù c’è una sorta di apertura nella terra.
Controllo SOASA
Pressione, sappi che alla vostra posizione c’è un’altra entità che non riusciamo a identificare.
Pressione Hēt-1
Controllo, ci…
Il lamento acuto lo interrompe e la caverna trema di nuovo per 6 secondi, per poi placarsi.
Tripletta Hēt-1

SCP-6666 durante l’evento di attivazione. Immagine ripresa dalla torre Charlie.
Che cazzo sta…
All’improvviso, tutta la radura è inondata di luce rosso brillante. La squadra guarda verso l’alto dove, sul soffitto della caverna, SCP-6666 si è illuminato; dalla base del fusto proviene una luce rossa. La squadra sente ancora la risata.
Nello stesso momento, nella camera di sotto, la squadra si regge forte finché il tremore non si ferma. Quando la terra si placa, la com. Aestrei si guarda intorno.
Com. Aestrei
State tutti bene?
Dott.ssa Bishop
Sto bene, grazie.
Vettore Hēt-1
Sì, sto bene.
Com. Aestrei
Bene. Direi proprio che è ora di andare, dottoressa Bishop.
Dott.ssa Bishop
Sì, senza…
Dott. Xi
Perché non si sente più il vento?
Com. Aestrei
Ha ragione, si è…
La com. Aestrei si interrompe quando la dott.ssa Bishop sobbalza. Sta osservando la camera oltre l’arcata: ora tutti gli umanoidi rannicchiati stanno fissando la soglia; hanno aperto gli occhi, che brillano di giallo. Si sente un forte schiocco e uno degli umanoidi nella quinta fila si muove di colpo; alza il braccio sinistro, seguito da un altro scricchiolio quando alza il destro. Si piega come per alzarsi e, all’improvviso, tutta la camera si riempie dei rumori di ossa che scricchiolano.
Com. Aestrei
Scappate. [si volta verso gli altri] Scappate!
La squadra fugge su per le scale e, quando la terra trema di nuovo, si appoggiano ai muri. Battono in ritirata nel corridoio, verso la porta che conduce alla camera con la scala a pioli.
Orizzonte Hēt-1
Comandante Aestrei, mi riceve? Dove siete?
Com. Aestrei
Arriviamo, Orizzonte! Porta tutti via da lì, dobbiamo andarcene!
Orizzonte Hēt-1
Comandante, dovete sbrigarvi.
Com. Aestrei
Ricevuto, Orizzonte. Forza, correte!
La squadra entra nella camera laterale e inizia a salire la scala a pioli in tutta fretta. Dietro di loro si sente una folata di vento e, all’improvviso, l’aria è densa di polvere tossica che viene soffiata oltre la squadra ed espulsa dall’apertura nella stele. La squadra si regge alla scala a pioli e alle aperture incassate nella roccia, ma il dott. Xi, che si trovava in cima alla scala a pioli, viene scaraventato in aria di 5 m e sbatte contro la stele di pietra. All’impatto, la visiera in polimetilmetacrilato del suo casco si incrina e gli allarmi di breccia della tuta suonano, quindi la sua tuta protettiva inizia a scaricare ossigeno, nel tentativo di mantenere la pressione positiva.
Com. Aestrei
Forza, andate! Andate! Orizzonte, aiutalo! Dobbiamo andare!
Dal basso, si sentono dei passi pesanti. Il resto della squadra esce da sotto la stele, mentre Orizzonte e Vettore afferrano il dott. Xi, il quale si guarda intorno in preda al panico.
Dott. Xi
Aspettate, aspettate, mi sento…
Il dott. Xi ha le convulsioni e si accascia a terra.
Dott.ssa Bishop
Chao, no!
Com. Aestrei
Maledizione, maledizione! Dobbiamo lasciarlo qui, dottoressa, ormai è spacciato.
Dott.ssa Bishop
No! No, non possiamo: può ancora…
Com. Aestrei
Dottoressa, mi ascolti. Dobbiamo andare. Mi dispiace, ma dobbiamo andare.
Dott.ssa Bishop
Ma… oddio.
Com. Aestrei
Forza. Forza!
La squadra si addentra di nuovo nella foresta; ripercorrono a ritroso la via dell’andata. Intorno a loro, si sentono altre risatine miste a chiacchiericcio.
Com. Aestrei
Controllo, qui è la comandante Aestrei. Mi serve un fottuto segnale di geolocalizzazione all’istante, porca troia! Devo sapere qual è la via d’uscita più rapida.
Controllo SOASA
Ricevuto, comandante. Un attimo.
Com. Aestrei
Col cazzo, un attimo! Subito, Controllo!
Controllo SOASA
Vi vediamo, comandante. La strada più corta è un tragitto di quattordici chilometri verso nord-est dalla vostra posizione.
Com. Aestrei
Bene, forza, dobbiamo alzare il culo. Vettore, Orizzonte, copriteci.
Vettore Hēt-1
Ricevuto.
Vettore e Orizzonte si voltano e aprono i lanciafiamme sugli alberi intorno a loro. Dopo che la foresta inizia a bruciare, si sente il rumore di legno che scricchiola sopra le loro teste, mentre molti dei supporti che sorreggono le enormi strutture costruite negli alberi iniziano a gemere e crollare. Appena i due agenti si voltano per seguire il resto della squadra, Orizzonte viene trascinato indietro di colpo. Vettore si ferma e si volta.
Vettore Hēt-1
Comandante!
Qualche secondo dopo, Vettore sente Orizzonte urlare, per poi interrompersi d’un tratto. Si sente il rumore di uno strappo e di liquido che si rovescia, dopodiché un ammasso scuro e bagnato vola verso Vettore. L’agente si accuccia per schivarlo, si volta e vede il torso di Orizzonte, diviso dalla metà inferiore del corpo come se fosse stato strappato in due. Gli occhi di Orizzonte battono le palpebre e la bocca pronuncia parole incomprensibili. Vettore grida ancora, per poi sfoderare la pistola e sparare due volte alla maschera di Orizzonte. Il casco di Orizzonte si riempie di sangue e l’agente smette di muoversi.
Com. Aestrei
Vettore?
Vettore Hēt-1
Comandante, qualunque cosa ci sia qui, ha preso Orizzonte. Ho dovuto… porca puttana!
Com. Aestrei

L’entità che inseguiva il dott. Xi
Vettore, muoviti. Andiamo, presto!
Vettore guarda Orizzonte un’ultima volta, per poi seguire di corsa il resto della squadra. Gli agenti superstiti della SSA Hēt-1, assieme ai dottori Bishop, Gutierrez e Moore, continuano a correre senza ulteriori incidenti di percorso; si fermano solo per pochi secondi in 4 occasioni diverse per riprendere fiato. Dopo 1 ora e 30 minuti, la squadra esce dalla foresta e si ritrova nel campo di resti umanoidi mappato in precedenza dal drone Eroe. La squadra svolta a nord per 2 km e riesce a raggiungere il montacarichi dopo circa 1 ora e 46 minuti.
A causa degli eventi descritti nell’Addendum 6666-12, nessun membro della SSA Hēt-1 e dei ricercatori si è reso conto che il trasmettitore audiovisivo del dott. Xi, seppur danneggiato, ha ricominciato a trasmettere 1 ora dopo la loro fuga.
Il dott. Xi tossisce con violenza e rotola sulla schiena. Sopra di lui, si vede SCP-6666, che ora brilla di una vivida luce rossa. Il dott. Xi fa diversi respiri profondi e si guarda intorno. Si alza, tremante, e si appoggia alla stele. Poiché sente l’ossigeno che esce da una crepa nel suo casco, ci mette un guanto sopra.
Da qualche parte lì vicino, il dott. Xi sente ancora la stessa risata distesa udita in precedenza dagli altri membri della squadra esplorativa. Inizia ad allontanarsi a passo lento dalla stele, verso la vegetazione. Si addentra nella foresta e inciampa, mentre il suo respiro diventa sempre più affannoso. Fa diversi altri passi avanti, per poi fermarsi. Il suo microfono capta il rumore della risata, quindi si volta per guardare la radura.
Appena si volta, il funzionamento della sua attrezzatura di registrazione audiovisiva diventa irregolare. Non è noto se ciò fosse dovuto a un guasto tecnico o a cambiamenti nei dintorni del dott. Xi. Nonostante ciò, la sua videocamera riprende numerosi fotogrammi distorti di un’entità alta circa 6 m, la quale sta in piedi tra due alberi, illuminata da dietro dalla luce rossa emanata da SCP-6666. Dopo 2 secondi, la videocamera del dott. Xi smette del tutto di funzionare e si spegne.
Si sente il dott. Xi che cammina in fretta nel sottobosco e fatica sempre di più a respirare. Si sente un’altra risata dietro di lui, seguita da un forte ronzio grave che copre gli altri rumori. La fonte del rumore è sopra di lui: proviene da SCP-6666.6 Si sente un’altra risata, mentre il dott. Xi comincia a correre, poi si sente un altro ronzio intenso. Si sente un terzo ronzio, seguito da un ruggito assordante, dopodiché l’attrezzatura di registrazione del dott. Xi si spegne del tutto.
Il trasmettitore del dott. Xi continua a rintracciare la sua posizione per altri 16 minuti. Viene trascinato indietro per 100 m, per poi fermarsi. Dopodiché, le comunicazioni col trasmettitore cessano a causa della pesante interferenza atmosferica.
Gli ultimi 38 secondi della trasmissione audio del dott. Xi sono allegati qui sotto.
Addendum 6666-12
Reazione di SCP-6666-A
Durante il tentativo di esplorazione descritto nell’Addendum 6666-11, SCP-6666 ha iniziato a esibire un comportamento insolito. La crescita delle radici in superficie ha iniziato ad accelerare in fretta: le squadre d’assalto sono state costrette a far ritirare il perimetro sicuro del SOASA. SCP-6666 ha iniziato a emanare una luce rossa da scanalature nel tronco della sua sovrastruttura e, lungo tutti i suoi rami, hanno iniziato ad apparire sacche sferiche gialle e luminose. Durante questo evento, si sono registrate anche delle scosse sismiche, il cui ipocentro era da qualche parte sotto la caverna.
Tuttavia, nello stesso momento in cui SCP-6666 entrava in questo stato di attivazione, SCP-6666-A ha iniziato a strattonare i cavi che lo legavano. Gli addetti alla torre Charlie hanno segnalato di aver visto il grosso cavo tirante in kevlar iniziare sfilacciarsi, per poi cedere di colpo, quando SCP-6666-A l’ha spezzato a metà. Una volta libero dai suoi vincoli, SCP-6666-A ha iniziato a vocalizzare: dapprima urlava, ma poi ha parlato. Nonostante le registrazioni audio dell’evento mostrino con chiarezza che SCP-6666-A parlava in una lingua ignota, i membri del personale presenti nella camera in quel momento affermano di aver capito alla perfezione SCP-6666-A nella loro lingua materna. Non è noto come sia stato possibile, siccome in precedenza SCP-6666-A non aveva mostrato alcun effetto memetico.
Il dott. Iles ha riconosciuto la natura dell’evento che si stava verificando e ha usato un programma che converte il parlato in testi per trascrivere tutto il discorso enunciato. La trascrizione completa dei vocalizzi di SCP-6666-A è allegata qui sotto.
ASCOLTAMI.
ASCOLTAMI.
SONO ETTORE, FIGLIO DI HOLAS, LA LANCIA URLANTE DEL CIELO SETTENTRIONALE, ULTIMO FIGLIO DELL’EUROPA ANTICA, SERVO IN ETERNO DEL RE DEL CIELO SARRUS VON APOLLYON, SIGNORE DOMINATORE DEL MONDO DEGLI UMANI, EREDE DELLA CORONA DI FERRO DI ADAMO.
ASCOLTAMI, TEMUTA TITANIA. ASCOLTAMI ORA E TREMA.
TREMA ORA, COME TREMASTI MOLTI MILLENNI FA, QUANDO ATTRAVERSAI IL MARE IN SALITA PER TROVARTI. TREMA ORA, COME TREMASTI QUANDO AFFONDAI LA MIA LANCIA NEL TUO PETTO SANGUINANTE, E TREMA ORA, COME TREMASTI QUANDO SCOPRII CHE AVEVI GIÀ TRADITO IL TUO SCOPO.
TI ABBATTEI, DEMONIO DEI TEMPI ANDATI. SQUARCIAI IL TUO CORPO E TI DISTRUSSI.
HAI TRADITO I TUOI PADRONI, TEMUTA TITANIA, MA NON TRADIRAI ME.
AVRÒ LA TUA OBBEDIENZA. ONORERAI IL MIO DESIDERIO E VERSERAI IL TUO VELENO IN QUESTA TOMBA. SOFFOCHERAI LA CITTÀ-CADAVERE DEI TUOI INTRUSI E LI SEPPELLIRAI.
LO FARAI, DEMONIO, PERCHÉ TE L’HO ORDINATO IO.
SONO ETTORE, IL FUOCO DIVINO DELLA VOLONTÀ PERFETTA DEL MIO SIGNORE. ORA RISPONDIMI, TEMUTA TITANIA.
ASCOLTAMI E TREMA.
Subito dopo questa vocalizzazione, SCP-6666-A ha iniziato ad attaccare con furia l’otturazione in schiuma polimerica sull’apertura in SCP-6666 e la pianta stessa. Dopodiché, si è aggrappato al tronco di SCP-6666 e, con uno sforzo immenso, ha sfilato le sue tre braccia sinistre dall’interno dell’albero. Usando tutte e cinque le braccia libere e la sua lancia per fare leva, SCP-6666-A ha afferrato entrambi i lati dello squarcio e li ha strattonati. Con uno scricchiolio assordante, il tronco di SCP-6666 si è riaperto e ha ricominciato a riversare una densa nube di particelle tossiche nella caverna di sotto. Al contempo, la luce rossa emanata da SCP-6666 ha iniziato a sbiadirsi e si è spenta del tutto in 14 minuti.
SCP-6666-A ha continuato ad attaccare la corteccia di SCP-6666 per altre 6 ore. Dopodiché, SCP-6666-A si è aggrappato al tronco di SCP-6666 con la sua lancia ed è diventato dormiente.
Addendum 6666-13
REDATTO
Il seguente fascicolo è riservato al Livello 5.
Se siete arrivati fin qui, forse avete la stessa domanda che mi sono posto io dopo che abbiamo finito di leggere il rapporto della dottoressa Bishop.
Se tutto ciò che abbiamo scoperto qui è vero, allora come si spiega il fascicolo di SCP-1000?
Sono tornato indietro e ho fatto qualche indagine; sono riuscito a risalire alle prime versioni di quel fascicolo, usando le nostre autorizzazioni. Ecco alcune cose che ho scoperto:
Il fascicolo fu scritto in origine da Tilda Moose nel 1956.
Il fascicolo è più vecchio di due anni del primo avvistamento del Piedone. Jerry Crew iniziò a notare tracce di Piedone nel 1958, nella contea di Humboldt.
Nel 1956, Tilda Moose non lavorava alla Fondazione.
Nel 1956, Tilda Moose non era ancora nata.
Detto tutto ciò, voglio che rileggiate questa sezione ancora una volta.
vi perdoniamo;
avete scelta per ora, non per sempre;
lasciateci tornare
Ora che sappiamo quel che sappiamo su cosa sono queste creature, ciò che possono fare e ciò che hanno fatto, voglio che mi diciate una cosa: secondo voi, chi vorrebbe che lasciassimo tornare questi esseri? A voi chi sembra?
Pensateci per un po’, poi venite a parlare con me. Abbiamo tanto lavoro da fare. La direttrice Lancaster si sta già occupando del quarto cavaliere, dopodiché dovremo fare una scelta: decidere se vogliamo scendere al settimo livello di SCP-3790 e parlare con lui.
Cordiali saluti,
— O5-1
P.S.: Forse volete vedere anche quello che abbiamo dovuto censurare da quel rapporto, l’intervista alla fata. La parte più sciagurata di questo lavoro è mandare i nostri addetti a svolgere incarichi molto più pericolosi di quanto se ne rendano conto. Non deprimetevi troppo: leggetelo e voltate pagina. Vedremo di prenderci cura delle loro famiglie.
Dott. Park
Qual era il desiderio?
«Eravamo… scusa, avrei dovuto essere più disponibile, è solo che… dopo quello che accadde, eravamo rimasti così in pochi che non osavamo parlarne, per paura di rievocarli dalle tenebre, ma… be’, ora è passato tantissimo tempo»
[indugia]
«Quando il primo uomo commise il primo peccato, eravamo oltraggiati, ma Adamo era… la sua potenza era intollerabile: non potevamo contrastarlo, mansueti com’eravamo. Così pregammo la regina madre e le chiedemmo di liberarci da lui, di darci il potere di distruggerlo, e la dea ci accontentò. Da sotto le sue radici, nacquero i Figli della Notte; li odiammo dall’istante in cui emersero»
Dott. Park
Perché li odiavate?
«Perché li odiavamo? Li odiavamo perché erano come voi»
[indugia]
«Ma ci servivano, così ordinammo loro di attraversare il mare e consegnare Adamo alla giustizia. E così fecero. Il suo regno cadde, il suo popolo si disperse, i suoi figli furono condannati alla rovina. Fecero tutto quello che avevamo chiesto loro, ma li odiavamo comunque. Quando tornarono da noi, li onorammo come eroi vittoriosi? Celebrammo feste in loro nome e li lodammo per aver trionfato dove avevamo fallito? No. No, li scacciammo nelle profondità buie della foresta, lontano dalle stelle, perché le stelle erano solo per noi, non per loro. Erano solo bambini, e li lasciammo là per cento milioni di anni. Li abbandonammo, e l’isolamento li rese crudeli»
[silenzio]
«Volevi sapere cosa desideravano?»
[silenzio]
«Il loro… il loro desiderio era non essere più soli»
[silenzio]
«E cosa fece Iýa? Lo esaudì. Si strappò il cuore e lo donò a loro. Pur sapendo cos’erano diventati, lo donò a loro di sua volontà, perché sapeva. Sapeva della nostra noncuranza. Sapeva della nostra apatia. I Figli della Notte non volevano più essere soli, così diede loro il suo cuore e diventò la loro dea, non la nostra»
[singhiozza]
Dott. Park

La dea Titania circondata da fate. Sullo sfondo, delle istanze di SCP-1000 la osservano.
Possiamo concludere, se vuoi.
Oh, c’era un’altra cosa che volevo dirvi, prima di andare. Ho dovuto apportare una lieve modifica alla registrazione dell’esplorazione: non volevamo che qualcuno pensasse che dessimo la priorità alle cose sbagliate. La dottoressa Bishop è stata così gentile da prendere qualcosa in quel tempio, mentre scappava verso l’uscita. L’ha sfilato dalle mani avvizzite di una fata morta. Non credo proprio che le mancherà.
A questo punto, è piuttosto insignificante, ma volevo che lo vedeste, prima che lo mettiamo in deposito per sempre. Che peccato: è davvero molto bello.
Il lavoro continua.