SCP-2571 : Cragglewood Park

Information

Disegno di un albero presente in SCP-2571 ("The Old Craggle Tree").

Name: Cragglewood Park
Author: 90377Sedna
Rating: 6/6
Created at: Fri Feb 05 2021
Elemento #: SCP-2571
Classe dell’Oggetto: Euclid

Procedure Speciali di Contenimento

Un bot gestito dalla Fondazione (I/O-MANDELA) deve monitorare le discussioni riguardanti SCP-2571 nella community online. MTF Phi-7 ("The Laughingstock") ha lo scopo di indagare tali discussioni e, in base alla situazione, agire di conseguenza.

Descrizione

SCP-2571 è un ricordo d’infanzia ricorrente riguardante un parco a tema inesistente ('Cragglewood Park'). Si stima che lo 0,05% della popolazione mondiale sia affetto da SCP-2571; tuttavia, recenti studi suggeriscono che questa percentuale possa essere in crescita. Il vettore principale per la diffusione di SCP-2571 è ancora ignoto – nella fattispecie, sembra più comune tra le persone cresciute come figli unici.

I soggetti colpiti inizialmente rispondono agli amnestici, ma i ricordi riguardanti Cragglewood generalmente riemergono una volta terminato il trattamento. Sebbene le descrizioni dei ricordi variano, molti dettagli risultano coerenti:

  • Al momento della visita al parco, i soggetti avevano un’età compresa tra i 4 e i 12 anni.
  • Il parco presentava numerosi personaggi, incentrati principalmente su varianti antropomorfe di alberi e piante.
  • Non vi era la supervisione di un adulto.
  • Musica di calliope risuonava in tutto il parco.
  • I soggetti erano accompagnati da altri bambini, tutti sconosciuti.
  • Il parco prevedeva una sola giostra, un carosello (o ‘giostra a cavalli’). Sebbene alcuni bambini salivano sulla giostra, i soggetti stessi non li seguivano.

Sono in corso indagini sull’esatta natura di SCP-2571 e di Cragglewood Park.

Addendum 2571.1

00:23

Log Interviste

LOG INTERVISTA

DATA: 16/11/2002
INTERVISTATORE: Dott. Reiner
SOGGETTO: Rupert Duccasoux

[INIZIO LOG]

REINER: Cosa ricorda del 'Cragglewood Park'?

SOGGETTO: Gesù. È di questo che si tratta? È solo un incubo che facevo quando ero piccolo.

REINER: Può spiegare?

SOGGETTO: Voglio dire, credo sia – è probabilmente basato su un vero parco a tema che ho visitato quando ero bambino. Sicuramente mi ha traumatizzato a morte.

REINER: Cosa succede nell’incubo?

SOGGETTO: Entro in questo parco. È tipo Disneyland, ma più piccolo. Non ci sono giostre, solo questa lunga e tortuosa strada che attraversa un bosco. È tutto luminoso e colorato, come in un cartone animato. Sono circondato da questi alberi, ma…

REINER: Mi parli degli alberi.

SOGGETTO: Hanno tutti una faccia e cantano. Hanno uno sguardo stupido e allegro, come nei vecchi cartoni animati, ha presente? E continuano a cantare, a ridere e a cantare.

REINER: Ricorda altro?

SOGGETTO: C’è ovunque questa musica. È come una musica di calliope, ma non come quella che si sente in chiesa. Più simile a quella che potresti sentire a carnevale.

REINER: Prima ha detto che non ci sono giostre.

SOGGETTO: Mh, no aspetta. No, mi sbagliavo. Ci sono – c’è una giostra. Solo una. È quella con i cavalli che girano in tondo. Ha capito quale?

REINER: Un carosello.

SOGGETTO: Esatto. Quella. È da lì che proviene la musica.

REINER: Era solo?

SOGGETTO: No. C’erano altri bambini insieme a me. Nessuno è felice di essere lì. Sorridiamo e ridiamo, ma lo facciamo per non piangere. Per imbrogliare gli alberi. Per evitare che vedano quanto siamo spaventati. Per renderli felici.

REINER: Renderli felici?

SOGGETTO: Sì.

REINER: Riesce a fornirci altri dettagli?

SOGGETTO: Mh, cazzo… non lo so. Sono anni che non sogno quel posto. Penso… ricordo un dettaglio, verso la fine.

REINER: Si calmi. Si prenda tutto il tempo necessario.

[Il soggetto chiude gli occhi.]

SOGGETTO: Quando sto per lasciare il posto, vedo qualcosa. Un piccolo albero che mi guarda. Sorride, sorride con quel sorrisone stupido e felice. Lo vedo e mi metto a urlare. A quel punto mi sveglio.

REINER: Perché quell’albero l’ha fatta urlare?

[Il soggetto apre gli occhi.]

SOGGETTO: Perché aveva la mia faccia.

[FINE LOG.]

LOG INTERVISTA

DATA: 09/02/2003
INTERVISTATORE: Dr. Reiner
SOGGETTO: Janine Yearling

[INIZIO LOG.]

REINER: È mai salita sul carosello?

SOGGETTO: Cosa? Diavolo, no. È impazzito?

REINER: Cosa è successo allora quando è arrivata alla giostra?

SOGGETTO: Qualche bambino è salito. Non io, però. Quelli che lo hanno fatto – alcuni ridevano, altri piangevano. Alcuni di loro hanno abbracciato quelli che non sono saliti, altri si sono abbracciati tra di loro.

REINER: Cos’è successo dopo?

SOGGETTO: Sono saliti sul carosello. Noi ce ne siamo andati.

REINER: Che ne è stato di loro?

SOGGETTO: (infastidita) Come faccio a saperlo? Ce ne siamo andati.

REINER: Li avete lasciati lì?

SOGGETTO: (spazientita) Sì, li abbiamo lasciati lì. Perché, crede che saremmo dovuti rimanere? Per vedere cosa sarebbe successo?

REINER: Mi dispiace. Non era mia intenzione accusarla. Era solo una bambina. Nessuno si sarebbe aspettato che lei—

SOGGETTO: Esatto, ero solo una fottuta bambina nel bel mezzo di un fottuto incubo e io — io —

[Il soggetto scuote la testa.]

SOGGETTO: È solo che… lei non ha idea di come mi faccia sentire anche solo parlarne. Non voglio parlarne. Voglio solo dimenticarlo. Perché non potete lasciarci — lasciarci —

[Il soggetto si prende la testa tra le mani.]

SOGGETTO: Mi dispiace, io —

REINER: Non deve scusarsi, signorina Yearling. Ha chiaramente vissuto un’esperienza profondamente traumatica.

[Il soggetto singhiozza.]

SOGGETTO: È che… non capisco.

REINER: Non mi aspetto che lei capisca. Nulla di tutto ciò ha senso.

SOGGETTO: (singhiozzi soffocati) Non quello, non mi riferisco a quello. È che…

REINER: Cosa?

SOGGETTO: Uno dei bambini. Uno dei bambini che è salito.

REINER: Sì…?

SOGGETTO: Perché? Perché ha abbracciato me? Non – non lo conoscevo nemmeno —

[Il soggetto continua a piangere.]

[FINE LOG.]

LOG INTERVISTA

DATA: 12/06/2004
INTERVISTATORE: Dr. Reiner
SOGGETTO: Randolph Blair

[INIZIO LOG.]

REINER: Parliamo della videocassetta.

SOGGETTO: Cristo.

REINER: Capisco che è —

SOGGETTO: Voi non avete capito. Non voglio parlarne con voi, che cazzo. Non avrei dovuto parlarne con la mia terapista, quella stronza di mer —

REINER: La prego, signor Blair. Si concentri.

SOGGETTO: (sospira) Avanti.

REINER: La cassetta. Come l’ha avuta?

SOGGETTO: Non lo so. Non lo so, cazzo. L’ho trovata nella soffitta mentre pulivo. Credevo fosse solo una vecchia copia di Ghostbusters o qualcosa del genere.

REINER: Ne riconosce il contenuto?

SOGGETTO: Non so. Sì. Dagli incubi. Stronzate del genere. Forse qualcuno mi ha mostrato la videocassetta quando ero piccolo.

REINER: Ha vissuto in questa casa tutta la vita?

SOGGETTO: Sì.

REINER: È cresciuto con i suoi genitori in questa casa?

SOGGETTO: Sì. Dove vuole arrivare?

REINER: La camera da letto —

SOGGETTO: Senta, non voglio parlare di questa roba, okay?

REINER: Lo capisco. Ma dobbiamo capire cosa sta succedendo, signor Blair. Perché la camera da letto —

SOGGETTO: Non lo so. Non lo so, cazzo. C’è sempre stata quella roba. Roba che nessuno usava. Ecco perché la teniamo chiusa, okay? È così e basta.

REINER: Lo capisco, signor Blair. Devo solo chiederle —

SOGGETTO: Abbiamo finito?

REINER: Devo farle un’altra domanda.

SOGGETTO: Vabbé.

REINER: Signor Blair, è sempre stato figlio unico?

[Il soggetto si è rifiutato di rispondere.]

[FINE LOG.]

NOTA: Il soggetto si è rifiutato di sottoporsi a ulteriori interviste.

[00:21]

La ripresa ruota e mette a fuoco dei bambini che camminano lungo il sentiero; alcuni si muovono mano nella mano.

[00:32]

Visuale sulla ghiaia.

[00:36]

(Leggero singhiozzo.)

[00:39]: VOCE 1

(Sussurra) Ho paura.

[00:41]: VOCE 2

(Sussurra) Shhh. Va tutto bene. Va tutto bene. Non piangere. Devi sorridere. Devi.

[00:55]

(Canto lontano.)

[00:58]: VOCE 2

(Sussurra) Sorridi. Ti prego, sorridi, andrà tutto bene, te lo prometto. Ci penso io a —

[01:02]

Statico.

[01:09]

01:09

Immagini sfocate.

[01:10]

(musica distorta.)

[01:15]

(Risata cupa e allegra.)

[01:20]

(Il volume della musica aumenta.)

[01:25]: VOCE 2

(Sussurra) Oddio.

[01:26]

Statico.

[01:30]

Una dozzina di bambini sono intorno a un carosello.

[01:32]: VOCE 1

(Sussurra) Che sta succedendo?

[01:35]: VOCE 2

(Sussurra) Sh, non…

[01:39]

(Il canto aumenta.)

[01:42]: VOCE 2

(Sussurra) Oddio.

[01:45]: VOCE 1

(Sussurra) Cosa stanno – cosa stanno —

[01:48]: VOCE 2

(Sussurra) Ascolta, devi —

[01:52]

La visuale si abbassa sulla ghiaia.

[01:58]: VOCE 2

Mi dispiace. Mi dispiace. Devi andare. devi —

[02:01]: VOCE 1

No! Tu non —

[02:05]

(Il canto aumenta. I bambini singhiozzano.)

[02:08]: VOCE 2

Vai, per favore, mi dispiace, me la caverò, solo —

[02:12]

Statico.

[02:20]

La visuale oscilla freneticamente lungo il sentiero nel bosco.

[02:21]

(Respiro affannoso.)

[02:22]

(Canto lontano.)

[02:25]: VOCE 1

(Sussurra) No, no, no, no —

[02:30]

02:42

La visuale scatta verso l’alto, poi precipita a terra. Viene ripresa una faccia.

[02:35]: VOCE 1

(Singhiozza) No, no, no, ti prego no, ti prego no —

[02:38]

La faccia guarda verso l’alto e sorride.

[02:41]: VOCE 1

(Singhiozza) No no no —

[02:42]

(VOCE 2 inizia a cantare.)

[FINE LOG.]


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